Special » SPECIAL / Le cinque sezioni della Galleria

Tiziano Vecellio (attr.), “Ritratto di gentiluomo”, terzo decennio XVI sec., olio su tavola, 90 x 69 cm.

SPECIAL / Le cinque sezioni della Galleria

Il percorso di visita della neonata Galleria Nazionale della Puglia, con circa 170 dipinti realizzati fra Cinque e Novecento

a cura di Redazione, il 16/04/2009

Il percorso espositivo della nuova Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna”, che sarà inaugurata sabato 18 aprile a Bitonto (Bari), è articolato in cinque sezioni, dal Cinquecento al Novecento, e accoglie circa 170 dipinti secondo un criterio prevalentemente cronologico, ma in ragione anche dei contesti cui pertengono le singole opere.
Fuori percorso si presenta un delizioso frammentino di pittura su tavola con una “Testa di santa”, pervenuto in donazione con una attribuzione orale di Federico Zeri al pittore trecentesco Giovanni da Rimini ma, nella qualità sinuosa della linea, più moderna dell’arcaico giottismo di Giovanni, a sottolineare, comunque, la fortuna in ambito collezionistico dei Primitivi italiani.

Il Cinquecento: Il Veronese, El Greco e Giovan Filippo Criscuolo, ma non solo

Il Cinquecento è rappresentato da artisti tra cui spiccano Il Veronese, El Greco e Giovan Filippo Criscuolo. Apre il secolo un piccolo gruppo di icone di pittori cretesi da riconnettere a quel fenomeno di circolarità di manufatti e di maestranze dopo la caduta di Costantinopoli in mano turca nel 1453 e la diaspora di pittori nell'Egeo, ma il corpus di opere del secolo si spinge anche verso centro-settentrione e Oltralpe a cominciare dal ritratto di San Carlo Borromeo di Giovanni Antonio Figino al “San Giovanni Battista” del fiammingo Jan Soens. La collezione inoltre presenta qualche bell’esempio di pittura veneta con un Ritratto di gentiluomo, che per l’altissima qualità rinvia allo splendido capitolo della ritrattistica di ambito tizianesco, e l’Ecce Homo di Leonardo Corona.

Il Seicento e il Settecento, secoli d’oro della grande pittura barocca

Ben rappresentati sono “i due secoli d’oro” della grande pittura barocca del Seicento e Settecento. Oltre Artemisia ed Orazio Gentileschi, Beinaschi, Lanfranco, citiamo la bella tavola con “Cristo deriso” attribuita a Bernardino Mei, gli studi preparatori e i bozzetti come il modello per la pala del “Martirio di sant’Erasmo” di Poussin per San Pietro, il “Martirio di san Lorenzo” di Le Sueur per la grande pala già nella chiesa di Saint-Germain L’Auxerrois a Parigi, oggi in collezione Buccleuch e Qeensbury, “San Pietro liberato dal carcere” di Vouet, di un originale perduto cui è affiancata la più tarda versione di Chrestien, il “Sant’Antonio abate e san Paolo eremita nutriti da un corvo” di Francesco Fracanzano. Ancora i ritratti, di Baglione, Miel, Voet, e quello attribuito a Velazquez, le nature morte, le scene mitologiche. Per il Settecento insieme alla grande scuola napoletana, rappresentata, tra gli altri, da De Matteis, De Mura, Falciatore, Giaquinto, Giacinto Diano e Sebastiano Conca, sono presenti D’Anna e Mariano Rossi, Narici con il bozzetto per la pala di Marcianise, Batoni, Milani con lo studio per “La morte di Oza”. Singolare è l’apertura alla grande cultura europea, con Melendez e Lorenzo Tiepolo, Füssli, Hamilton, Gros, Delacroix, von Lenbach, Winterhalter.

Ottocento e Novecento: artisti napoletani e pugliesi accanto a quelli stranieri

Altrettanto singolare è il nucleo di pitture tra Otto e Novecento ove pure - accanto a dipinti francesi, tedeschi, inglesi e danesi - spicca un cospicuo numero di opere italiane di ambito essenzialmente meridionale, con particolare riguardo agli artisti napoletani e pugliesi, settore quest’ultimo che solo da pochi decenni riceve finalmente le dovute attenzioni dalla critica: da Gioacchino Toma a Giuseppe De Nittis, da Domenico Morelli a Giuseppe Casciaro a Francesco Netti, da Federico Rossano a Francesco Speranza, da Salvatore Fergola a Michele Cammarano, a Mancinelli, infine i numerosissimi disegni. Relativamente all’arte contemporanea, accanto a Bernard, De Carolis, Sartorio, Marasco, sono da registrare le singolari presenze di Joseph Stella e Beatrice Wood, di cui nella donazione sono cinque tra acquerelli e pastelli che documentano gli interessi per la cultura d’Oltreoceano dei collezionisti.

Le modalità di fruizione del percorso espositivo

Ai disegni, che richiedono una diversa modalità di fruizione e di salvaguardia e ai dipinti, che si è deciso al momento di non esporre, saranno dedicati un ambiente attrezzato con cassettiere idonee per la corretta conservazione, la consultazione e lo studio, postazioni informatiche per interrogare la banca dati dell’intera collezione, infine depositi attrezzati e visitabili.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader

Articoli correlati

a cura di Angelo Pinti, il 16/04/2009

GALLERIA NAZIONALE DELLA PUGLIA

Il restaurato Palazzo Sylos Calò, elegante edificio tardo rinascimentale che prospetta sulla vasta piazza del Castello di Bitonto (Bari), è la sede scelta per la prima Galleria Nazionale della Puglia dedicata all’arte moderna e contemporanea, che la Direzione Regionale per i Beni Culturali e P...