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Pablo Picasso, “Uomo sdraiato, con due donne, che evoca le relazioni tra un vecchio pagliaccio e una fanciulla”, 1968, Acquaforte e acquatinta

PICASSO. Suite 347

L’Ala Ponzone del Museo Civico di Cremona ospita il ciclo completo delle opere grafiche realizzate dal maestro nel 1968, esposte per la prima volta in Italia

a cura di Bernd Noack, il 04/04/2009

Oltre trecento incisioni nelle quali confluisce l’intera immaginazione di Pablo Picasso alle soglie dei 90 anni: è questo il corpus straordinario di opere noto come “Suite 347”, realizzato in pochi mesi frenetici tra il marzo e l’agosto del 1968. Fino ad oggi esposto per intero solo in Spagna, il ciclo completo approda per la prima volta in Italia in una mostra che sarà allestita dal 5 aprile al 28 giugno 2009 nell’Ala Ponzone del Museo Civico di Cremona. Fuori dalla Spagna, in precedenza, la serie “Suite 347” era stata mostrata al pubblico solo parzialmente, come a Parigi e a Chicago, in esposizioni in parte riservate ad un pubblico adulto per l’erotismo di alcune immagini, come quelle riguardanti i giochi di Raffaello con la bella Fornarina.

La collaborazione con la Fondazione Bancaja presieduta da S.A.R. l’Infanta Cristina

La grande esposizione di Cremona, curata da Ivana Iotta e Donatella Migliore, è realizzata in collaborazione con il comune gemellato di Alaquàs e la Fondazione Bancaja presieduta da S.A.R. l’Infanta Cristina, duchessa di Palma di Maiorca. La Fondazione spagnola è infatti proprietaria di una delle rarissime raccolte complete di questa Suite, che è stata recentemente mostrata al pubblico iberico.

Le opere che aprono e chiudono la serie

Pablo Picasso, “Arlecchino e altri personaggi”, 1968, acquatinta (riserve con vernice su lastra granulata) e acquaforte con morsura a mano

La sequenza della “Suite 347” è aperta da un’immagine composita, “Picasso la sua opera e il suo pubblico”, in cui sulla sinistra appare un mago, dinnanzi a lui è ritratto di profilo lo stesso Picasso che contempla la scena del ratto d’Europa davanti a Ercole; nella parte inferiore una donna sdraiata osserva la scena dal basso.
L’ultima immagine è invece intitolata “Serenata al tramonto in un bosco alla Monet”; si tratta di un’acquatinta allo zucchero in cui Picasso riprende importanti opere di Monet e Poussin, fino al paesaggio del “San Giorgio nella foresta” del tedesco Albert Altdorfer, riprodotto su una cartolina che un amico aveva spedito da Monaco all’artista.

Nelle incisioni in mostra rappresentato tutto il “mondo” di Picasso

Sono solo due esempi della fantasmagoria inventiva di questo tardo capolavoro picassiano.
Nelle 347 incisioni c’è tutto Picasso: il mondo della corrida e dei cantaores flamenchi; la mitologia greco-romana e, soprattutto, il paesaggio mediterraneo. 66 incisioni sono dedicate al tema prettamente spagnolo della Celestina (la Tragicommedia di Calisto e Melibea, un’opera che nella produzione letteraria castigliana, è seconda per rilevanza solo al Don Chisciotte). Vi si incontrano anche ampi riferimenti alla vita quotidiana e a quel che l’artista poteva vedere alla televisione francese.

Pablo Picasso, “Televisione: corsa di carri all’antica”. I, 1968, acquatinta e acquaforte

Il modus operandi del maestro: da una tecnica all’altra con estrema naturalezza

Picasso utilizza vari procedimenti di incisione e passa, con estrema naturalezza, da una modalità all’altra. A volte inizia da un rapido schizzo sulla lastra di rame e questa prima struttura lineare viene progressivamente modificata fino al completo annullamento dell’immagine originale. Altre volte parte dall’acquatinta, imbrattando completamente la lastra di metallo alla ricerca di specifiche caratteristiche tonali, evidenziate successivamente dall’utilizzo della puntasecca, del brunitoio e dell’acquaforte.
Nella stampa 87 ad esempio, descrive un episodio tratto dai “Tre Moschettieri” di Alexandre Dumas - probabilmente visto in televisione -, avvalendosi di due modalità differenti di lavoro. Inizia con la tecnica dell’incisione con acido tramite l’acquatinta e termina con l’incisione a secco, servendosi del raschietto della puntasecca.

L’apertura verso il mondo esterno di un genio dell’arte quasi novantenne

«Alla Suite 347 – annota in catalogo Brigitte Baer - conviene accostarsi con spirito pronto all’allegria, agli scherzi, alle burle, alla comicità, al buonumore e al piacere: piacere di vedere, di ridere, di divertirsi. Uno striscione con lo slogan “Vietato l’accesso agli scorbutici!” dovrebbe essere appeso all’ingresso della mostra.

Pablo Picasso, “Pittore con modella stizzita”, 1968, acquaforte

Nei sette mesi in cui lavorò “scrivendo” – perché di un testo si tratta – ovvero tra l’inizio di marzo e la fine di settembre del 1968, Picasso sembra essersi preso una lunga vacanza, più lunga di quelle scolastiche ma in ugual misura ricca di storie, fantasmi, avventure reali o sognate. Non sembra essersi preoccupato tanto dell’Arte (con la A maiuscola), termine che d’altronde odiava: “lavorava” raccontando tutto ciò che gli passava per la testa e – per una delle rare volte nella vita – senza curarsi delle proprie ansie o di quelle profonde inquietudini che spesso cercava, portandole a galla, di esorcizzare, ma piuttosto aprendosi alla percezione del mondo esterno, quel mondo che a un uomo di quasi 87 anni appariva folle, grottesco».

    Scheda Tecnica

  • Pablo Picasso. “Suite 347”
    dal 5 aprile al 28 giugno 2009
  • Museo Civico Ala Ponzone - Sala delle mostre temporanee
    Cremona, Via Ugolani Dati 4
  • Curatori:
    Ivana Iotta, Donatella Migliore
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 9-18; dom e festivi, ore 10-18; lun chiuso
    aperture straordinarie: lunedì 13 aprile (lunedì dell’Angelo)
    chiusura straordinaria: venerdì 1 maggio (Festa del lavoro)
  • Biglietti:
    Intero € 5; ridotto € 4
    Restano in vigore tutte le agevolazioni previste per l’accesso alle sedi del Sistema Museale
    Presentando il biglietto d’ingresso alla Pinacoteca o alla Collezione degli archi si potrà ottenere l’ingresso ridotto
    Visite guidate per gruppi: minimo 15 persone - massimo 25
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
  • Info:
    Comune di Cremona
    Museo Civico Ala Ponzone
    Tel. (+39) 0372 407768 - 407269
    picasso347@comune.cremona.it
    museo.alaponzone@comune.cremona.it

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