Cronaca » Raffaello, “La Madonna del Cardellino” torna agli Uffizi

Raffaello, particolare della “Madonna del cardellino” dopo il restauro

Raffaello, “La Madonna del Cardellino” torna agli Uffizi

Chiusa con 72.000 visite la mostra a Palazzo Medici Riccardi, il capolavoro restaurato del Sanzio sarà di nuovo esposto al pubblico a partire da lunedì prossimo nel celebre museo fiorentino

a cura di Redazione, il 17/03/2009

Dopo la chiusura della mostra “L’amore, l’arte e la grazia” lo scorso 15 marzo, “La Madonna del Cardellino” torna alla Galleria degli Uffizi dove c’è grande attesa per il rientro dell’opera di Raffaello in seguito al restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure.

La visibilità internazionale e l’incasso al botteghino fra i risultati di maggior rilievo

Grande il consenso ottenuto dall’esposizione che ha trasformato il ritorno della “Madonna del Cardellino” in un evento di rilievo internazionale trovando ampio spazio nelle pagine culturali italiane ed estere. Per gli organizzatori un bilancio ricco di numeri significativi: 60.799 visitatori paganti, 8.288 ingressi gratuiti, 72.087 gli ingressi complessivi (compresi molti ospiti “vip”) con una media di 720 visitatori al giorno, un incasso totale di 336.577 euro, una cifra che supera di gran lunga i costi iniziali.
Leggi i risultati dell'indagine di “customer satisfaction” realizzata in occasione della mostra

«Il Palazzo sede della Provincia sempre più la casa di tutti i fiorentini» (Matteo Renzi)

«Un successo internazionale, ma anche una riscoperta per la città di Firenze – ha detto il Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi (leggi l’intervista di Artelab). Oltre ai tanti turisti che hanno visitato la mostra dedicata alla Madonna del Cardellino, l’opera di Raffaello ha risvegliato l’interesse anche di moltissimi fiorentini. Di questo siamo particolarmente felici, anche perché il Palazzo sede della Provincia, specialmente con l’apertura della Galleria Medici e con il nuovo percorso museale, sta diventando sempre più la casa di tutti i fiorentini».

Il successo dell’iniziativa nelle parole di Cristina Acidini e Antonio Natali

«I dati evidenziano l’affluenza di un pubblico colto e numeroso» ha commentato Cristina Acidini sovrintendente al Polo Museale Fiorentino «è raggiunto lo scopo di attirare qualificate attenzioni su un capolavoro della Galleria degli Uffizi e sul suo restauro, ammirevolmente condotto dall’Opificio delle Pietre Dure».

Un risultato raggiunto anche grazie alla cura del percorso espositivo «insieme alla Madonna del Cardellino c’erano, nel grande vano a piano terra del palazzo di Cosimo il Vecchio, altri tre quadri coevi e una robbiana desunta dalla Bella giardiniera di Raffaello» spiega Antonio Natali curatore della mostra e direttore della Galleria degli Uffizi impegnato in questi giorni nelle operazioni di ricollocazione del quadro: «Quando la Madonna tornerà, s’andrà a sistemare sulla stessa parete dov’era prima del trasloco all’Opificio, ma non nello stesso luogo; giacché s’è pensato che meritasse una collocazione meno defilata d’un tempo. Il visitatore che verrà a vederla nei prossimi giorni se la troverà subito davanti, a destra del Ritratto di Leone X, appena superata la soglia della sala di Michelangelo».

Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze

«Provincia e Opificio delle Pietre Dure: una collaborazione da ripetere» (Marco Ciatti)

Per Marco Ciatti, Responsabile del Settore Restauro dipinti dell’Opificio delle Pietre Dure e curatore della mostra insieme a Natali il successo dell’evento è frutto di una proficua collaborazione: «Questa è la quinta mostra che nasce dall’accordo tra Provincia e Opificio delle Pietre Dure e, visti i risultati, non posso che auspicare un positivo proseguimento di questa fruttuosa collaborazione. In questa occasione il nostro lavoro, spesso oscuro, ha avuto modo di conquistare il palcoscenico: il mio ringraziamento va a Patrizia Riitano e Ciro Castelli che si sono occupati del restauro e a tutto il personale dell’Opificio delle Pietre Dure».

La soddisfazione della casa editrice Mandragora: 5.000 cataloghi venduti

Soddisfazione anche per la casa editrice Mandragora che ha pubblicato il catalogo e gestito i due bookshop in mostra, con ottimi risultati di vendita sia del merchandising e che del volume (oltre 5.000 copie vendute).
Tutto ciò grazie anche a una politica sempre più attenta al rapporto qualità prezzo che in questa occasione, per la prima volta, ha riservato ai cittadini di Firenze una particolare agevolazione.

Si conclude così una straordinaria operazione culturale che ha permesso al pubblico di ammirare i sorprendenti risultati di un recupero lungo e difficile.

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