Mostre » L’arte contesa. Nell’età di Napoleone Pio VII e Canova

Anton Raphael Mengs, “Allegoria della Storia”, olio su tela; cm. 128,5 x 82, Bassano del Grappa, Museo Civico (inv. 206)

L’arte contesa. Nell’età di Napoleone Pio VII e Canova

Alla Biblioteca Malatestiana di Cesena una straordinaria esposizione delle opere razziate dall’esercito francese nei territori pontifici a fine ‘700

a cura di David Bernacchioni, il 13/03/2009

È una storia avvincente, quella che verrà raccontata a Cesena dal 14 marzo al 26 luglio 2009 attraverso la mostra “L’Arte Contesa. Nell’età di Napoleone Pio VII e Canova”, che vedrà esposte oltre 200 opere tra dipinti, incisioni, documenti, libri, “tesori” rubati e recuperati. Una storia che comincia nella primavera del 1796, quando un esercito francese, al comando di Napoleone Bonaparte, irrompe nella Valle Padana, sbaragliando austriaci e truppe locali. Fra le prede di guerra compaiono, per la prima volta in modo esplicito, anche le opere d’arte. Il governo di Parigi, che le vuole nel suo splendido museo dedicato all’arte universale, le requisisce e le porta via. La serie di espropriazioni, furti, salvataggi fortunosi e recuperi si concluderà solo dopo Waterloo, nel 1815.

L’opera di Pio VII Chiaramonti e Antonio Canova: alle origini del concetto di patrimonio culturale

Protagonisti indiscussi di questa vicenda, sul versante italiano, sono un papa cesenate, Pio VII Chiaramonti, e il maggiore fra i “geni” del tempo, Antonio Canova (a cui, in contemporanea, è dedicata un’esposizione monografica nella vicina città di Forlì). Sarebbe toccata a loro la “missione impossibile” di recuperare i tesori sottratti, ricostituire il “Museo Italia” e fondare, nella penisola, il moderno concetto di patrimonio culturale.

Ricostruito lo splendido mosaico artistico di fine ‘700 nelle Legazioni Pontificie

La mostra è frutto di un imponente lavoro di ricerca che tenta di ricostruire lo splendido mosaico artistico di fine ‘700 nei territori delle Legazioni Pontificie, completamente sconvolto dalle requisizioni, riavvicinando tasselli che il destino aveva irrimediabilmente allontanato tra loro e dal loro luogo di origine. E così, ad esempio, il “San Giovanni Battista che predica” del Guercino, conservato nella Pinacoteca Comunale di Forlì, si riunirà finalmente dopo secoli al “Cristo benedicente”, la sua “cimasa”, conservata alla Pinacoteca di Brera; la “Santa Margherita da Cortona”, sempre del Guercino, ospitata nella Pinacoteca Vaticana, farà ritorno per la prima volta nella sua città d’origine.

I dipinti più prestigiosi in mostra e le istituzioni prestatrici

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, “Santa Margherita da Cortona”, 1648, olio su tela, cm 235 x 170, Provenienza: Cesena, chiesa di S. Francesco

Tra i tanti dipinti in mostra (una trentina in totale, provenienti dai Musei Comunali di Milano, Accademia di Brera, Accademia Carrara di Bergamo, Pinacoteca Vaticana, Museo Napoleonico e Pinacoteca Capitolina a Roma, Pinacoteca Nazionale di Bologna, oltre che dalle Pinacoteche di Cesena, Forlì, Rimini e da numerose collezioni private) spiccano alcune opere prestigiose, come la “Allegoria della Storia” di Mengs, dal Museo Civico di Bassano del Grappa, e il “Ritorno dei cavalli a San Marco” di Vincenzo Chilone, custodito a Venezia a Palazzo Treves.

La varietà delle opere esposte

Accanto ai dipinti, sono in mostra enciclopedie, incisioni, litografie, stampe, racconti di viaggio, collezioni epistolari, arredo sacro, e persino uniformi militari in uso a fine ‘700, che restituiscono, in maniera variegata e dettagliata, un fotografia completa dell’assetto storico e artistico nei territori delle Legazioni Pontificie prima dell’arrivo di Napoleone.

La Biblioteca Malatestiana e la Biblioteca Piana

Splendida cornice della mostra sono due celebri biblioteche, entrambe a Cesena: la Biblioteca Malatestiana, dichiarata Mémoire du Monde dell’Unesco per la sua straordinaria unicità e conservazione, e la Biblioteca Piana, che contiene la raccolta privata di Pio VII, espressione dei gusti e degli interessi del “Papa dei Beni culturali”.
Ideale prosecuzione della mostra è l’intera città di Cesena, conosciuta come “La città dei 3 Papi”, che reca numerose tracce dei pontefici che qui nacquero o vissero a lungo (Pio VI, VII, VIII): di particolare interesse la Chiesa di Santa Cristina, splendido “Pantheon” in miniatura realizzato dall’architetto Giuseppe Valadier, fatta costruire da Pio VII come ex voto al ritorno dalla prigionia in Francia; l’antica Abbazia benedettina della Madonna del Monte, dove Pio VII compì i suoi primi studi; il Palazzo Chiaramonti, ancora ben conservato, residenza della famiglia del Papa Barnaba Chiaramonti.

    Scheda Tecnica

  • “L’arte contesa. Nell’età di Napoleone Pio VII e Canova”
    dal 14 marzo al 26 luglio 2009
    Inaugurazione: sabato 14 marzo, ore 16.30
  • Curatore:
    Roberto Balzani
  • Biblioteca Malatestiana
    Cesena, Piazza Bufalini 1
  • Orario di apertura:
    lun-sab, ore 9-18.45; dom e festivi, ore 10-18.45
    24 giugno, Festa del Patrono: orario festivo
  • Biglietti:
    Intero € 5; ridotto € 3 (over 60, soci FAI, soci TCI); ingresso libero per (bambini, studenti, giornalisti, invalidi e loro accompagnatori, possessori della Cesena Card in vendita presso l’Ufficio Turistico del Comune di Cesena e presso la Biblioteca durante il periodo della mostra)
    Biglietto cumulativo (visita alla mostra + visita alla Malatestiana), € 6
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale (curato da Roberto Balzani)
  • Info:
    Tel. (+39) 0547 610892 - Fax (+39) 0547/21237
    malatestiana@sbn.provincia.ra.it
    Biblioteca Malatestiana
  • Ufficio Stampa:
    Agenzia PrimaPagina
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