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Armatura Tokugawa. Armatura Gomai-dô tosei gusoku, inizio del periodo Edo. O-boshi kabuto del periodo Nambokucho (1336-1392). Uchidashi menpo rappresentante il volto di un oni

SAMURAI. Opere dalla collezione Koelliker

Palazzo Reale e la Fondazione Antonio Mazzotta presentano una mostra senza eguali, mai proposta nel panorama espositivo italiano

a cura di Valentina Redditi, il 24/02/2009

Apre domani al pubblico nelle sale di Palazzo Reale a Milano, per rimanere aperta fino al prossimo 2 giugno 2009, la prima mostra in Italia dedicata al complesso mondo dei samurai, alla loro storia, al loro mito. Attraverso l’eccezionale nucleo di armature, elmi e accessori della collezione Koelliker di Milano, oltre a una serie di opere provenienti dalle Raccolte d’Arte Orientali del Castello Sforzesco, verrà ripercorsa la storia sociale, politica ed economica del Giappone e della classe sociale che lo governò per quasi settecento anni.

L’allestimento, i percorsi didattici e i numerosi eventi collaterali

L’allestimento presso l’appartamento della Reggia di Palazzo Reale e i percorsi didattici assumeranno un ruolo essenziale in questa mostra. Numerosi eventi collaterali coinvolgeranno la città di Milano nell’esplorazione dell’immaginario samurai che in Occidente suscita da sempre un grande fascino e curiosità e che ancora sopravvive quale modello strutturale per aspetti importanti della società giapponese contemporanea come alcune grandi aziende che dalla tradizione samuraica provengono.

L’ultima sala della mostra sarà dedicata ai fumetti e ai disegni animati giapponesi grazie alla collaborazione con Yamato Video.

L’abbigliamento dei samurai, importante segno di comando e di condizione sociale

Per sette secoli il Giappone è stato governato da una casta militare - i bushi ovvero la classe dei samurai – che ha lasciato di fatto all’imperatore una sovranità di tipo sacerdotale. L’abbigliamento da guerra dei samurai è quindi sempre stato considerato, anche in periodo di pace, come un importante segno di comando e di condizione sociale.

Armatura Coll. Fujita. Armatura Nimai-dô tosei gusoku. Metà del periodo Edo . Suji-bachi kabuto a 24 piastre firmato “Saotome Ieharu”

La necessità di distinzione della casta di potere ha talvolta, a seconda dei periodi storici, prevalso sulla funzione protettiva dell’armatura, portando alla realizzazione di armature dalla bellezza stupefacente, impreziosite da ornamenti di pregevole fattura.

La prestigiosa Collezione Koelliker

La Collezione Koelliker di armature giapponesi costituisce una raccolta pressoché unica in Europa per numero e qualità dei pezzi, certamente una delle più importanti al di fuori del Giappone. Gli esemplari sono tutti in ottimo stato di conservazione e provengono esclusivamente da samurai di alto rango, se non da daimyo (signori feudali). Completano la rassegna alcuni oggetti provenienti dalle Raccolte d’Arte Orientali del Castello Sforzesco, tra cui una bardatura da cavallo completa di armatura e maschera da guerra.

In mostra straordinarie armature complete, elmi, forniture per spada e altri accessori per samurai

L’esposizione presenta quindi una selezione di circa novanta pezzi tra armature complete, elmi,forniture per spada e altri accessori per samurai, realizzati tra il periodo Azuchi Momoyama (1575 – 1603) e il periodo Edo (1603 – 1867). In questo secondo periodo vissero samurai leggendari come Miyamoto Musashi, il più grande maestro dell’arte della spada e protagonista del famoso romanzo di Yoshikawa Eiji, venduto in oltre centoventimilioni di copie e ispiratore di almeno quindici versioni cinematografiche.

Il diritto di “uccidere e andarsene”

I samurai avevano il privilegio di portare due spade, il cognome e avevano il diritto di “uccidere e andarsene” (kiritsuke gomen). In seguito alla diffusione in Giappone del buddismo zen i samurai si dedicarono alle tecniche di meditazione per acquisire maggiori poteri intuitivi e conoscitivi, ma anche per cancellare paure ed esitazioni, per raggiungere un totale autocontrollo, accettando il flusso degli avvenimenti non opponendosi a essi con violenza.

I tosei gusoku

La mostra consentirà di ammirare straordinari esempi di tosei gusoku (“armatura moderna”) e di conoscerne la storia, le tecniche costruttive, le principali scuole di armaioli e infine scoprirne gli elementi da cui sono formate (dô, menpô, kote, haidate ecc).

Elmo Kawari kabuto Kuroda corna. Kabuto Ushigashira kawari kabuto, inizio del periodo Edo

La tosei gusoku sostituisce la ô-yoroi (letteralmente “grande armatura”) del periodo medioevale, in quanto più agevole in battaglia, ma anche più resistente e confortevole. Concepita per far fronte a una situazione di guerra civile, paradossalmente rimase in voga anche per il successivo periodo di pace, diventando un importante simbolo di status sociale e non più un mezzo di difesa.

Lo sfarzo di lacche e legature colorate, l’impiego di bordure e ornamenti cesellati e dorati e la continua ricerca di decori insoliti sono la vera caratteristica delle armature tosei gusoku.

Il kabuto

L’elmo giapponese, il kabuto, costituisce una sezione a parte della mostra per la sua particolare qualità. Il kabuto è l’elemento dell’armatura che da sempre ha suscitato maggiore ammirazione, non solo per l’elevato potere di espressività delle sue forme, ma anche per le raffinate soluzioni tecniche adottate nella sua realizzazione.

Il Kabuto è tra gli elementi più importanti del corredo armato, il primo che istintivamente si nota, ed il primo che tradizionalmente viene indicato nello studio critico del corredo. In mostra si potranno ammirare alcuni esempi di kawari kabuto (“elmi straordinari”) dalle forme e dagli ornamenti eccentrici e spettacolari generalmente ispirati a oggetti sacri o a elementi della natura (draghi, animali, frutti...).

Completano il percorso espositivo alcuni accessori per samurai di straordinaria qualità (spesso lavorati a sbalzo) come maedate (ornamenti per elmi), montature per spade, e alcune lame di katana, l’arma per eccellenza dei samurai.

L’eroe samurai nella cultura grafica giapponese: manga, anime e Goldrake generation

L’allestimento dell’ultima sala della mostra, curato da Yamato Video, sarà dedicato all’estetica e allo spirito dei samurai che rivive oggi nelle moderne raffigurazioni proposte da fumetti e disegni animati.

Ebira Tokugawa, fine del periodo Edo. Questo tipo di faretra “a giorno” lasciava le frecce completamente a vista, legate assieme e con le punte infilate nell’alloggiamento inferiore, protette da appositi diviso

I super robot

I super robot, come Goldrake e Gundam, si possono considerare eredi della tradizione marziale giapponese: enormi samurai d’acciaio concepiti dal Giappone più tecnologico. In questi robot, dalle dimensioni improbabili (alcuni superano i 100 metri di altezza), si condensa tutto lo spirito, tradizionale e moderno, del Sol Levante: a una tecnologia fantastica e d’avanguardia si coniuga l’antico rispetto per l’arte della guerra, la passione per i karakuri (gli automi antichi) e l’ottemperanza per l’etica che costituisce lo Yamatodamashi, il cosiddetto “Spirito del Giappone”.

Actarus, il pilota di Goldrake

I super robot sono, a tutti gli effetti, delle armature gigantesche “indossate” da giovani e abili piloti, che lottano fedeli agli ideali espressi nel bushidô, la “Via dei samurai”. Actarus, il pilota di Goldrake, negli anni Settanta, rappresenta il nuovo genere di eroe combattente esportato in Occidente attraverso i disegni animati.

Il suo approccio drammatico e meditativo di fronte alla battaglia appare subito in conflitto con i tipi di combattenti, più sicuri di sé e arroganti, che permeano la storia e la tradizione occidentale.

Scomparsi i samurai, la loro arte è entrata nelle strutture sociali del Giappone moderno, governando i rapporti dall’interno; si tratti della scuola, del luogo di lavoro o delle organizzazioni statali. Actarus, alla guida del suo robot gigante è l’espressione di questo spirito che cerca di sopravvivere, nonostante la modernità, nonostante tutto.

Il catalogo edito da Mazzotta curato da Giuseppe Piva

Il catalogo della mostra proposta a Palazzo Reale, edito da Mazzotta, mira a divenire uno dei testi di riferimento essenziali nella letteratura internazionale sull’argomento, venendo così a “togliere un velo” su quegli aspetti sociali e culturali che ruotano intorno alle figure mitiche dei Samurai.

Il volume, a cura di Giuseppe Piva, prevede un saggio tecnico descrittivo delle armature giapponesi e una storia di questa parte della Collezione Koelliker, con la riproduzione a colori di tutti gli oggetti esposti, nel loro assemblaggio completo e nei dettagli.

Maedate oni, metà del periodo Edo. Maedate in legno dorato a forma di testa di shikami

Gli altri studiosi coinvolti

Altri studiosi sono stati chiamati a partecipare al progetto, tra cui Francesco Civita, curatore della sezione giapponese del Museo Stibbert di Firenze, per una storia del collezionismo europeo in questo settore, e Gianni Fodella, per un’inquadratura storico – economica della società giapponese del periodo Edo.

Chi promuove l’evento

L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, è prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta. La mostra si avvale inoltre del contributo della Regione Lombardia - Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie e della collaborazione di Vodafone.

Scheda tecnica

  • SAMURAI. Opere dalla collezione Koelliker
    dal 25 febbraio al 2 giugno 2009
    Inaugurazione: martedì 24 febbraio 2009, ore 18
  • Curatori:
    Giuseppe Piva e Fondazione Antonio Mazzotta
  • Palazzo Reale
    Milano, piazza del Duomo 12
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 9.30-19.30; lun, ore 14.30-19.30; gio, ore 9.30-22.30; la biglietteria chiude un’ora prima
    Aperta con orario normale: 12 aprile, 13 aprile, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno 2009
  • Biglietti:
    intero € 8; ridotto € 6; scuole € 4
  • Catalogo:
    Edizioni Gabriele Mazzotta con testi di Giuseppe Piva, Francesco Civita, Gianni Fodella (€ 30,00
    euro in libreria, € 20,00 in mostra)
  • Info:
    Infoline (+39) 02 54913
    Sito web della mostra
    Fondazione Mazzotta
    Palazzo Reale
  • Uffici stampa:
    Comune di Milano - Martina Liut, Tel. (+39) 02 8845 6796 - (+39) 02 88450150, Martina.Liut@comune.milano.it
    Fondazione Antonio Mazzotta - Alessandra Pozzi, Tel. (+39) 02 878380 - 878197, ufficiostampa@mazzotta.it
  • Vodafone ha curato lo sviluppo del sito www.mostrasamurai.it attraverso Google Map, che permetterà al visitatore di seguire il “percorso del samurai”, consentendogli di visualizzare collocazione,storia e appartenenza ai clan di 15 armature selezionate. Vodafone metterà a disposizione dei visitatori, via MMS, anche percorsi multimediali sui samurai.

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