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Soffici 1907/2007. Cento anni dal ritorno in Italia del grande artista toscano

a cura di Redazione, il 26/04/2007

Il 1907 fu anno cruciale per Ardengo Soffici: dopo un intenso soggiorno parigino durato sette anni, l’artista nato a Rignano sull’Arno (provincia di Firenze) nel 1879 tornò in Italia e si stabilì a Poggio a Caiano (Prato). Un rientro destinato a cambiare la storia letteraria e artistica del nostro Paese. Un secolo dopo, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Poggio a Caiano dedica all’artista una mostra documentaria titolata “Soffici 1907/2007. Cento anni dal ritorno in Italia”, che apre al pubblico a partire da domenica 29 aprile, ospitata nei suggestivi spazi espositivi delle Scuderie Medicee.
Curata da Luigi Cavallo, studioso di Soffici e della cultura del Novecento, e con contributi di Mario Richter, Giulia Ballerini Simonetta Bartolini, Luigi Corsetti, Marco Moretti, Oretta Nicolini, Jean-François Rodriguez, la mostra presenta documenti originali, libri, riviste, fotografie, lettere e 50 opere realizzate dal pittore nel 1907. Tra queste, il celebre “La potatura”, “I mendicanti” (tempera preparatoria di un dipinto andato disperso), “Le fornaci di sopra”, “Campi d’autunno” (dono di nozze per l’amico Papini).
In anteprima si presentano anche le 25 opere che costituiranno la “Mostra permanente di Ardengo Soffici”, che aprirà al pubblico entro la fine del 2007, con sede nel primo piano delle Scuderie Medicee. Si tratta di opere emblematiche del percorso artistico di Soffici; ne illustrano l’attività dal 1907 al 1962, provenienti da collezioni pubbliche e private, rimarranno in comodato al Comune di Poggio a Caiano. Fra queste il celebre “Autoritratto” del 1907, “Margherite”, probabilmente una delle nature morte del 1911 cui si riferisce Picasso in una lettera a Soffici dello stesso anno; “Chiavris”, 1916, unico dipinto del periodo bellico; “Tramonto a Poggio” del 1925, donato dall’artista al Podestà di Carmignano e da questi al Comune, esposto alla XV Biennale del 1926. In “Fanciullo dal fiore” (1928-29), ritratto del figlio Sergio, Soffici esprime una misura classica. La “Processione”, 1933, strato sottostante all’affresco omonimo custodito alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze, esposto per la prima volta. Completano il “racconto familiare” i ritratti delle figlie Valeria e Laura e della moglie Maria. “Nevicata”, 1943, appare opera riassuntiva del suo lavoro nei primi anni ’40. Il ritrovamento della cornice originale di un famoso quadro futurista del 1913, “Il Ballo dei pederasti”, distrutto dall’autore, ha dato l’opportunità di realizzare una ricostruzione fotografica in dimensioni originali del dipinto.
Le iniziative ora realizzate fanno parte di un programma di studi su Soffici promosso dal Comune di Poggio a Caiano a partire dal 1975; dal 1992 è pure attiva l’Associazione Culturale Ardengo Soffici, che nei “Quaderni Sofficiani” pubblica le migliori ricerche critiche e storiche sull’artista.
Per concludere, un’annotazione di cronaca legata al mondo di Ardengo Soffici e alla cerchia di amici artisti a lui più vicina: a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra di Poggio a Caiano, infatti, è scomparso a Pistoia Sigfrido Bartolini, pittore, incisore e scrittore. Figura di notevole statura artistica e intellettuale, Bartolini aveva cominciato prestissimo a dipingere, trovando in Ardengo Soffici un maestro e un amico. Alla cui opera grafica dedicò nel 1972 un volume, primo di una serie su artisti italiani da lui amati e stimati.
 
 

Scheda tecnica

“Soffici 1907/2007. Cento anni dal ritorno in Italia”
dal 29 aprile all’8 luglio 2007

Scuderie Medicee
Poggio a Caiano (Prato), Via Lorenzo il Magnifico

Orario di apertura:
dal mercoledì alla domenica (inclusi festivi): ore 10-19

Biglietto:
€ 5. Visite guidate a richiesta

Catalogo:
Claudio Martini Editore, Prato

Info:
Tel. (+39) 055 8701284/0/1
Fax (+39) 055 8796944
ufficio.cultura@comune.poggio-a-caiano.po.it

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