M » Massironi, Manfredo

Manfredo Massironi, Cubi più Sfere 1, 1965 - 2005

Massironi, Manfredo

a cura di Redazione, il 06/02/2009

Manfredo Massironi è nato a Padova nel 1937. Il suo esordio in ambito artistico risale alla fine degli anni cinquanta. Dopo una breve esperienza dedicata alla pittura, nel 1959 fa pervenire alla Giuria del Premio San Fedele (Milano) come opera in concorso un “Cartone ondulato”, una sorta di ready-made costituito dalla giustapposizione di semplici cartoni industriali da imballaggio. Ne nasce una polemica riguardante l’ammissione alla mostra dell’opera (difesa in particolare da Lucio Fontana, parte di quella stessa commissione), che conduce alle dimissioni il presidente della giuria e che conosce un’eco importante sulla stampa.

Gli obiettivi della ricerca visiva di Massironi

Cominciano presto a delinearsi gli obiettivi della ricerca visiva di Massironi: il superamento della tendenza, allora dominante, dell’Informale, attraverso la produzione non di “quadri” ma di oggetti visivi che recuperano i concetti di forma e geometria, riconnettendosi alle esperienze costruttiviste, neoplastiche e concretiste.

Il Gruppo Enne

Nel 1960, assieme ad Alberto Biasi, Edoardo Landi, Toni Costa e Ennio Ludovico Chiggio l’artista dà vita al Gruppo Enne, una delle prime esperienze creative finalizzate alla realizzazione di opere eseguite e firmate collettivamente, di cui Massironi sarà significativo esponente anche dal punto di vista teorico. Uno spirito di intelligente provocazione, che prende di mira il sistema dell’arte ed i miti legati alla figura dell’artista, diviene una delle componenti delle iniziative del Gruppo, il quale è inserito presto a pieno titolo nel movimento internazionale della _uova tendenza.

Manfredo Massironi, Sfera Quark, 1980

L’ “Arte programmata”

Nella mostra itinerante del 1962, presentata da Umberto Eco e svoltasi nei negozi della Olivetti, nasce il termine Arte programmata destinato a riassumere i diversi termini della tendenza, che erano alternativamente denominati come arte cinetica, ricerca visuale, arte gestaltica ecc.. Proprio a quei primi anni sessanta risale per Manfredo Massironi l’interesse, che ben presto diviene studio sistematico, verso i meccanismi percettivi che sovrintendono l’attività del vedere, strategicamente stimolati e orientati attraverso l’opera, ed integrati come ideale completamento dell’opera stessa. Gli elementi della forma, della luce, del movimento (reale e virtuale) vengono indagati in opere che esibiscono la propria natura progettuale e processuale, e che utilizzano strumenti visivi quali l’illusione ottica, il completamento amodale, le figure anomale.

La “_uova tendenza”

La prima metà degli anni sessanta vede una rapida diffusione internazionale della _uova Tendenza: il Gruppo Enne, in particolare, partecipa alla Biennale di Venezia del 1964 ed a grandi esposizioni collettive in centri quali Zagabria, San Marino, Parigi e New York. Alla fine del 1964 l’esperienza del gruppo si conclude poiché con amaro realismo gli artisti prendono atto della fine dell’utopia legata al lavoro creativo collettivo e verificano la capacità del Mercato di metabolizzare e disattivare il portato ideologico e destabilizzante di ogni Avanguardia artistica.

Il lato scientifico della ricerca di Massironi

Massironi, dal declinare degli anni sessanta, si dedica preferibilmente al lato scientifico della sua ricerca, sempre più indirizzata agli studi sugli aspetti psicologici della percezione visiva ed inizia una densa attività didattica di docente di Psicologia generale presso le Università di Bologna, Roma ed infine di Verona. Accanto all’attività di docente, continua individualmente a sviluppare i tratti caratteristici della sua ricerca artistica, che diviene a tutti gli effetti il versante espressivo della parallela ricerca scientifica.

Manfredo Massironi, Scornice, 2002

Il lavoro sul vuoto, la trasparenza, il silenzio

Nelle opere della maturità si evidenzia una componente più ludica, ma sempre ugualmente improntata agli studi sulla possibilità di lettura in termini gestaltici, che spiazza le consuetudini del fruitore nei confronti dell’oggetto artistico, esaminato ma anche negato in quelli che sono, per convenzione, i suoi elementi strutturali o di contenuto, quali la superficie, la cornice, la possibilità della rappresentazione.

Massironi lavora su materie quali il vuoto, la trasparenza, il silenzio, (da sempre potenzialmente presenti) facendo guadagnare progressivamente alle sue opere leggerezza e possibilità di fascinazione estetica, anche in virtù della nuova attenzione dedicata al colore. La lunga ricerca sul tema del “nodo”, costruzione complessa ed elusiva riguardo la propria natura strutturale, sembra riassumere diversi aspetti dell’ultima ricerca di Massironi, sospesa tra gioco, inganni dello sguardo, geometria e possibili metafore.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader