Eventi » Cézanne a Firenze, a scuola con il padre dell’arte moderna

Cézanne a Firenze, a scuola con il padre dell’arte moderna

a cura di Redazione, il 16/04/2007

Come dipingevano gli Impressionisti? Che significano quei colori, forme, luci, sfumature? Geni del pennello si nasce o si diventa? Mentre la mostra “Cézanne a Firenze”, con una media di oltre duemila visitatori al giorno, si proietta verso i record di “Botticelli e Filippino” (che superò i 300 mila), migliaia di studenti elementari e medi fiorentini stanno partecipando a Palazzo Strozzi a un innovativo programma ideato per insegnare a giovani e giovanissimi, tavolozza alla mano, i segreti del padre della pittura moderna, nell’ambito di una serie di attività pensate espressamente per le scuole.Chiavi della Città”, questo il titolo del progetto formativo curato dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Firenze, è nato in collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio (che promuove e produce la mostra), con la Fondazione Palazzo Strozzi e con la Cooperativa Servizi Culturali Sigma. Acclarato il grande successo di “Cézanne a Firenze” da code continue, centomila visitatori in appena 40 giorni e dal primo posto tra le esposizioni d’arte italiane, un contributo non secondario a questo bilancio clamoroso viene dal mondo della scuola, grazie alle attività collaterali pensate espressamente per la didattica, con lezioni di disegno, giochi di varia natura e visite guidate. Al piano nobile di Palazzo Strozzi, contiguo all’esposizione, una grande sala è infatti attrezzata a laboratorio e dotata di operatori specializzati. Solo per “Chiavi della Città” sono state organizzate ben 138 sessioni destinate a un totale di 3.500 studenti e 120 insegnanti di 56 scuole. Con i laboratori realizzati per altre scuole, i corsi offerti dall’APT a classi che hanno pernottato in città e i “Laboratori aperti” della domenica mattina (per bimbi dai 4 ai 10 anni) si arriva a 5.000. Per le elementari sono state studiate due diverse iniziative in rapporto all’età dei ragazzi: visita all’esposizione in compagnia di un operatore e lavoro in laboratorio con l’aiuto di un giovane artista. La visita alla mostra serve appunto a scegliere dipinti e temi (linea, colore o geometria) sulla base dei quali si sviluppa il successivo lavoro in laboratorio. Gli studenti medi affrontanoinvece temi più  impegnativi: paesaggi, ritratti, ma anche il collezionismo. Tutte queste attività privilegiano il fare, la manualità. E, appunto, la forma del gioco. Qualche esempio. La formula “Usiamo un solo colore” parte dall’osservazione dei dipinti per scoprire le infinite sfumature dei colori nelle diverse stagioni, ore del giorno e condizioni atmosferiche. “Giallo, rosso e blu si incontrano e cambiano colore” fa capire che bastano le tre tinte primarie per ottenerne una grande varietà. Il “Gioco dell’attenzione” consiste nel vedere immagini diverse in una stessa figura. “Dipingo con le mani” si spiega da sola. La visita alla mostra dà l’opportunità di osservare da vicino i dipinti con i paesaggi e per stimolare la fantasia dei ragazzi il laboratorio utilizza la tecnica della “macchia”, che si ottiene premendo del colore sulla superficie dei fogli su cui lavorano, che sono carte stropicciate o pezzi di tessuto intrisi di colore. In una macchia si possono vedere tante cose: basta aggiungere tratti e tocchi di colore per trasformarle in fiori, alberi, montagne. “Facciamo la nostra collezione”, infine, richiama una delle attività preferite dai ragazzi di tutte le età, il gioco del possesso. Qui si sceglie tra le 100 opere di “Cézanne a Firenze” le 5 che si vorrebbe acquistare, una piccola collezione ideale per giovanissimi.     Articoli correlati: “Cézanne, in mostra a Firenze anche un’opera giovanile scomparsa nel 1945” “Cézanne a Firenze, è boom: ventimila visite nei primi giorni di apertura”

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader