Mostre » Bernd & Hilla Becher al Museo Morandi

Watertower (Torre serbatoio), Oregon, Ohio, USA 1977. Photo credit per tutte le immagini: © 2008 Bernd & Hilla Becher / courtesy Schirmer/Mosel, Munich. Courtesy opere: Collezione degli Artisti in collaborazione con Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur, Colonia

Bernd & Hilla Becher al Museo Morandi

Le sale del museo felsineo ospitano una selezioni di 165 scatti di 'archeologia industriale' realizzati dal celebre duo artistico tedesco

a cura di Bernd Noack, il 26/01/2009

In questo inizio anno Bologna è protagonista assoluta della scena espositiva italiana: infatti, dopo Arte Fiera Art First 2009 e l’apertura della grande retrospettiva al MAMbo dedicata al suo celebre concittadino Giorgio Morandi, la città emiliana ospita da alcuni giorni (e fino al 19 aprile 2009) nelle sale del Museo Morandi una mostra degli artisti tedeschi Bernd e Hilla Becher, rivoluzionari interpreti della fotografia in ambito concettuale.

Protagonisti dell’arte concettuale

Bernd e Hilla Becher sono annoverati tra gli esponenti di rilievo dell'arte concettuale. La loro opera ha influenzato numerosi fotografi tedeschi delle ultime generazioni che l'hanno presa a modello per il proprio lavoro. Molti di questi sono stati allievi della cosiddetta "Becher Schule", presso l'Accademia di Düsseldorf, dove Bernd Becher ha insegnato dal 1976 al 1996.

Silos, gasometri, altiforni, torri di estrazione, serbatoi per l'acqua: il lavoro documentale di Bernd e Hilla Becher

A partire dal 1959 la coppia ha intrapreso una ampia e meticolosa opera di documentazione fotografica di edifici considerati oggi archeologia industriale, classificandoli per tipologie: silos, gasometri, altiforni, torri di estrazione, serbatoi per l'acqua. La ricerca, in un primo tempo incentrata sulla zona industriale di Siegen e della Ruhr, successivamente ha varcato i confini tedeschi e si è estesa a paesi quali la Francia, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e gli USA, portando ad una catalogazione sistematica di questi soggetti di architettura funzionalista e delle loro innumerevoli varianti. In una fase successiva il progetto ha incluso anche la metodica inventariazione di strutture abitative ripetitive, ridotte a forme geometriche bidimensionali.

Estremo rigore negli scatti

Le immagini dei Becher colpiscono per l'estremo rigore: l'inquadratura è rigidamente frontale e mette al centro la struttura architettonica, che sembra essere sospesa nel tempo; il bianco e nero, che è sempre stato mantenuto nel corso degli anni, dando continuità al progetto artistico, fa emergere le caratteristiche scultoree dei soggetti ritratti; le strutture industriali sono completamente scevre da connotazioni ambientali e da presenze umane, fotografate con un taglio oggettivo che ne esalta la monumentalità e l'autonomia estetica e funzionale, spingendo l'osservatore ad una riflessione sulla natura astratta delle forme.

Nelle sale del museo un suggestivo confronto tra le opere di Bernd e Hilla Becher e quelle di Giorgio Morandi

Risulta pertanto di grande interesse il confronto che si instaurerà tra le opere di Morandi e le fotografie di Bernd e Hilla Becher, che saranno allestite nelle sale centrali del Museo, esattamente nel cuore del percorso espositivo. Il maestro bolognese e la coppia tedesca sono infatti accomunati da un analogo modo di sentire e interpretare gli oggetti-soggetto dei loro lavori.

La centralità dell’oggetto

L'apparente ripetitività della rappresentazione trova il suo fondamento concettuale nel criterio di selezione e classificazione degli oggettisoggetto, unito alla scelta di porli al centro dell'immagine per farne degli elementi compositivi che definiscono e allo stesso tempo scandiscono lo spazio dell'opera. Tutto sembra quindi rispondere alla stessa attitudine a considerare l'oggetto in quanto tale, nella sua autonomia, assecondata contemporaneamente da un'esigenza estetica e da una necessità di studio e di analisi tipica dei ricercatori scientifici o dei collezionisti.

Le parole di Hilla Becher

Le fotografie dei Becher entrano dunque in stretta relazione con le opere di Morandi grazie a questo filo rosso che la stessa Hilla Becher individua con estrema lucidità: «Ci sono comuni elementi di base che derivano dall’idea di una raccolta sistematica degli oggetti e dalla loro organizzazione per realizzare immagini in cui il soggetto è posto come centrale, in modo diretto, senza sofisticazioni. Alla fine le interpretazioni più chiare e lucide possono risultare anche quelle più romantiche. E credo che Morandi abbia ottenuto proprio questo risultato».

Scheda tecnica

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