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Giorgio Morandi, Natura morta, 1943 (V. 432). Olio su tela, 30x45 cm. Firmato in basso a sinistra “Morandi”. Courtesy Consiglio d’Amministrazione, Washington, D.C., National Gallery of of Art, Collezione Mellon.

SPECIAL / La riapertura di Casa Morandi

Dopo un’attento restauro, riapre al pubblico l’abitazione bolognese in cui il maestro visse fino al 1964, anno della sua scomparsa

a cura di Redazione, il 20/01/2009

Contemporaneamente all’apertura della grande mostra antologica “Giorgio Morandi 1890-1964” (MAMbo, Bologna, 22 gennaio - 13 aprile 2009), dell’avventura artistica e umana di Morandi darà testimonianza la riapertura dell’abitazione in cui visse, in via Fondazza 36 a Bologna, il cui progetto è stato reso possibile grazie all’intervento del Comune di Bologna e di Unindustria Bologna.

In via Fondazza si rivivranno le atmosfere morandiane

Grazie al progetto di ricostruzione filologica degli ambienti curato dall’architetto Massimo Iosa Ghini, a lavori ultimati sarà possibile rivivere le atmosfere morandiane: dallo studio ricreato in dettaglio, ai numerosi oggetti di nuovo visibili dopo essere stati a lungo custoditi dal garante della donazione Carlo Zucchini, alle prove di colore che il pittore lasciava sulle pareti. Il percorso di visita ricostruirà la vita e il lavoro di Morandi utilizzando anche tecnologie multimediali.

Ampio spazio sarà riservato alla ricerca, rendendo accessibili la biblioteca e numerosi documenti appartenuti al maestro. Un sala di lettura accoglierà gli studiosi, mentre uno spazio polivalente ospiterà incontri, seminari e iniziative espositive.

Il restauro di Casa Morandi nato da una proficua collaborazione tra pubblico e privato

L’Istituzione Galleria d’Arte Moderna, cui fanno capo il MAMbo, il Museo Morandi, Villa delle Rose e più di recente il Museo per la Memoria di Ustica, vede il restauro di Casa Morandi come un’occasione esemplare di positiva collaborazione tra pubblico e privato, per merito della quale sarà dato nuovo impulso agli studi sull’artista, arricchendo il già straordinario percorso espositivo offerto dal Museo Morandi con ulteriori opportunità di approfondimento.

Il riassetto del Museo Morandi

Giorgio Morandi, Natura morta, 1956 (V. 985). Olio su tela, 30x45 cm. Firmato in basso al centro “Morandi”. Courtesy: Bologna, Museo Morandi

Il museo è stato inaugurato nel 1993, a seguito di una cospicua donazione pervenuta al Comune di Bologna da parte della sorella dell’artista, Maria Teresa Morandi. Aggiungendosi ad un importante gruppo di opere già presenti nel patrimonio della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, tali lavori hanno dato origine alla più ampia e rilevante collezione pubblica dedicata al maestro bolognese, con oltre 250 tra dipinti a olio, acquerelli, disegni, acqueforti, sculture e lastre incise, di cui 28 sono attualmente in mostra al MET.

Il nuovo allestimento

Per il Museo Morandi è stato recentemente realizzato un riassetto organico a seguito dei prestiti in corso e dello smantellamento dello studio, destinato a trovare posto in via Fondazza. Il nuovo allestimento getta uno sguardo inedito sulla produzione di Morandi, proponendo un percorso in cui si alternano e convivono tutte le tecniche nelle quali si è cimentato. Le due ampie sale centrali sono state predisposte in modo da poter ospitare mostre temporanee di altri artisti che possano confrontarsi e “dialogare” con la poetica morandiana.

L’auspicio è che la valorizzazione del patrimonio storico legato a Giorgio Morandi, il restauro della casa, le grandi mostre internazionali, il rinnovo del museo facciano da volano per l’approfondimento degli studi e la fortuna critica dell’artista negli anni a venire.

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