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Capolavori ritrovati, due opere di Lorenzo Lotto in mostra a Jesi

a cura di Redazione, il 06/04/2007

Sarà un’occasione unica quella che si presenta nell’ambito delle celebrazioni per il 450° anniversario di Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1556) nelle Marche (per saperne di più...): per la prima volta in assoluto il “San Girolamo Penitente” e la “Madonna con Bambino e Santi” saranno esposte al pubblico a Jesi dall’11 al 28 aprile, alla Galleria degli stucchi di Palazzo Pianetti,
L’ampio museo diffuso del Lotto nelle Marche si arricchisce, dunque, di due grandi capolavori del Maestro. Il percorso intorno al Lotto diviene, con questa operazione, occasione eccezionale per compiere un viaggio esaustivo e arricchente attorno all’opera del grande pittore del Rinascimento.
La “Madonna con Bambino e Santi” (olio su tavola cm. 81,5x108 - firmata "L.Lotus F.") appartiene al periodo giovanile dell’attività del Lotto, è nota soprattutto nella versione conservata a Edimburgo nella Galleria Nazionale di Scozia.
Di impianto devozionale, la Sacra Conversazione ruota intorno al tema del presagio della Passione cui fa riferimento il testo profetico che il Bambino legge con avidità e non senza  preoccupazione, e l’ostentazione con cui S. Francesco esibisce la ferita al costato, peraltro redarguito dal gesto della Vergine che con la mano sinistra cerca di allontanare quella visione dolorosa . Anche S. Chiara è raccolta nella meditazione sulla morte del Cristo cui accenna anche il gesto delle mani incrociate sul petto. Il tema è ulteriormente ribadito dai due taglialegna in alto che abbattono un albero, rimando esplicito al legno con cui verrà fabbricata la Croce. Una tenda verde isola il gruppo delle figure principali dal brano paesaggistico con i taglialegna intenti al lavoro dentro un bosco su cui incombe un cielo carico di nuvole.
Il “San Girolamo Penitente” (olio su tela cm. 68x55) ripropone un tema molto caro alla cultura figurativa veneta degli inizi del ’500 e trova definizione iconografica già nell’opera di Giovanni Bellini. Lorenzo Lotto accoglie il suggerimento e trasforma l’immagine tradizionale del santo rinchiuso nel suo studio, per affermare quella più emotiva dell’eremita in meditazione di fronte al crocefisso immerso in una natura aspra e selvaggia, ma piena di suggestioni simboliche. La rappresentazione dell’eremita che abbandona le seduzioni del mondo per ritirarsi in meditativa solitudine appare come del tutto coerente con il carattere schivo e con la religiosità austera del Lotto che infatti molte volte ritorna sul tema.
I rapporti di Lorenzo Lotto con le Marche sono stati continui e ripetuti e la sua pittura ha profondamente suggestionato le vicende artistiche locali. Molte sue opere sono rimaste ancora nei luoghi per le quali erano state realizzate e tracciano tutte insieme un percorso artistico ed esistenziale di questo grande genio della pittura rinascimentale. Dopo secoli di oscura memoria, finalmente all’artista veneziano è stato riconosciuto il ruolo di primo piano che gli compete. In particolare le Marche occupano un posto di rilievo nella biografia del pittore che scelse di ritirarsi nella serena calma del Santuario di Loreto.
 
 
 
 
 

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