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Michele Vianello trasfigura in poesia il fronte del porto

di Giovanni Cozzarizza, il 30/03/2007

La Galleria Fidesarte di Venezia-Mestre - via Padre Giuliani 7 - ha inaugurato, fino a sabato 14 Aprile, la bella mostra fotograficadi Michele Vianello,titolata“Human Abstraction at the seaport”. Vianello ènato nel 1953 a Venezia, città dove risiede ed opera. Comincia a fotografare per riprodurre i reportage dei suoi viaggi. In questi ultimi anni fotografa, quasi esclusivamente, con reflex digitali della Nikon. Ha esposto in numerose esposizioni collettive ed individuali.
In particolare vanno si segnalano: “Identità” (il territorio veneziano tra conservazione e innovazione 1950-2005); “0/24 Quotidiane_connessioni”; “ControVerso”; “La Gondola: 60 anni di fotografia a Venezia”; “Arte e fotografia”; “Cibo/Food; Immagini d’autore”; “CartolineItaliane” (piccolo viaggio nell’immaginario visivo del nostro paese).
Quest’ultimo ciclo di lavori fotografici è battezzato da Vianello “astrazioni” (dalla realtà). Sono propriamente “astrazioni”, nel senso etimologico del termine. Vale a dire operazioni che la mente esercita sopra dei soggetti, distinguendo le qualità le une dalle altre del soggetto stesso, pensando ciascuna indipendentemente dalle altre con le quali è unita naturalmente, e dando ad ognuna un’esistenza a sé. Tali sono questi straordinari “scatti” di questo artista: l’operazione del trarre fuori da un dato soggetto la qualità poetica più intimamente nascosta. Se lo sfondo nel quale si cerca ispirazione per quest’impresa è il sito industriale di Marghera, la sfida diventa eroica. Ha ben osservato a tale proposito nel testo critico della mostra Sandro Parenzo che “Ci sono parole che pesano più di altre. La parola “Marghera” è certamente in vetta alle classifiche nazionali, pesa d’ideologia, di operaismo, di demagogia, di velleitarismo, d’opportunismo, di banalità, di finta originalità; pesa di speranza e pessimismo. Insomma, mettersi a fotografare Marghera – rincorrendo la poesia – significa davvero andarsela a cercare…”.



Vianello esce vincente però da questa improba sfida con se stesso.
In ogni foto l’artista, pur esibendoci il soggetto reale (pneumatici consunti, cumuli di rottami, cataste di container, ammassi di tubi), ce ne fa percepire anche l’anima segreta. Gli occhi del maestro catturano un’immagine qualunque la quale, filtrata dall’astrazione lirica, trasforma l’oggetto ritratto in altro da sé, con una forte valenza simbolica ed espressiva anche quando si tratta di soggetti banali, privi di qualsivoglia originalità, come i rifiuti di un degradato sito della civiltà industriale. Ecco allora, che mucchi di ordinari tubi da cantiere impolverati assumono come per incanto sembianze di splendide canne d’organo (ne l’“Organo”, appunto), e un rottame di una putrella in ferro, diviene magicamente lo scorcio di un delicato “Ponte verso l’infinito”,oppure un frammento di cementoda costruzioni svetta con la solennità di un arcaico mausoleo come in “Abu Simbel”. Gli esiti di questo lavoro sono straordinari ed il pubblico si è totalmente sintonizzato con la poetica dell’artista se è vero che nella sola serata dell’inaugurazione è stata venduta buona parte delle opere in mostra.

Scheda tecnica

“Michele Vianello”. Mostra personale
fino al 14 aprile

FidesArte
Mestre (Venezia), via Padre Giuliani 7 (ang. Via Einaudi)

Info:
Tel. (+39) 041 950354
Fax (+39) 041 950539
Fidesarte
info@fidesarte.com

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