Special » SPECIAL / Della Robbia: il percorso espositivo

Andrea e Luca della Robbia ‘il giovane’, “Annunciazione”, 1490/95 ca., Formella a rilievo in terracotta invetriata policroma, cm 39x49. Berlino, Staatliche Museen-Skulpturensammlung

SPECIAL / Della Robbia: il percorso espositivo

I nuclei tematici e tipologici della mostra che illustrano gli aspetti, i significati, le implicazioni artistiche e storiche più peculiari dell’arte “robbiana”

a cura di Redazione, il 18/12/2008

Punto di partenza della mostra “I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento” (21 febbraio - 7 giugno 2009) - curata da Giancarlo Gentilini e da Liletta Fornasari e organizzata da Villaggio Globale International - è l’esperienza di Luca della Robbia, celebrato da Leon Battista Alberti tra i padri della Rinascita, che nelle sue innovative “sculture e pitture invetriate” si rivela capace di far convergere e declinare varie forme d’arte (la tradizione della scultura lapidea con la rinata plastica fittile, la pratica nel “disegno”, e quindi nella pittura, con la decorazione musiva, gli smalti orafi con le raffinate porcellane orientali) configurando e inaugurando un “genere” autonomo, ignoto persino agli antichi, espressione di un magistero ceramico insuperato, tale da rendere le sue immagini davvero “eterne e luminose”.

140 opere fra cui alcuni eccezionali inediti

Bertoldo di Giovanni e aiuti (Andrea Sansovino ?) o Giovanfrancesco Rustici e Benedetto Buglioni, “Il carro del sole e Il trionfo dell’anima giusta (particolare), 1490/1515 ca., Bassorilievi in terracotta invetriata, cm 58x190.

Il percorso espositivo previsto per la manifestazione aretina, che conta circa 140 opere e che proporrà tra l’altro alcuni eccezionali inediti (tra questi risulta ascrivibile tra i capolavori della plastica robbiana di fine Quattrocento un’Annunciazione policroma con decorazioni in oro, opera di Andrea e Luca della Robbia “il giovane”, composta da due statue ad altorilievo, un tempo in una cappella nella Chiesa di San Francesco a Barga) risulta dunque scandito da nuclei tematici e tipologici, tali da esemplificare gli aspetti, i significati, le implicazioni artistiche e storiche più peculiari dell’arte ‘robbiana’.

Il rapporto dei Della Robbia con la pittura coeva, tema fondante della mostra

Tema fondante è il “paragone” con la pittura, che richiama nomi eccellenti ricordati in mostra con opere importantissime che mostreranno l’emozionante “dialogo” di cui sono stati protagonisti i Della Robbia: dalla familiarità di Luca con Filippo Lippi e dagli incroci con Pisanello, a quella di Andrea con il Verrocchio, Perugino, Fra’ Bartolomeo e i pittori savonaroliani, fino alla sfida della “maniera moderna”, che vede l’ultima generazione degli scultori toscani affiancarsi alle ricerche di Andrea del Sarto.

Andrea della Robbia, “Cristo in Pietà”, 1495 ca, Lunetta a rilievo in terracotta invetriata, cm 70x105. Firenze, Cassa di Risparmio

Sarà così impressionante vedere le Madonne con angeli di un Luca della Robbia ancora legato al spiritualità del gotico internazionale e alle prese con le sculture in terracotta – il bellissimo rilievo stiacciato dal Louvre di Parigi o il medaglione dal Museo di Casa Siviero a Firenze – a confronto con il disegno della Biblioteca Ambrosiana che Pisanello sembra trarre proprio dai lavori di Luca, o con lo stesso soggetto trattato analogamente da Filippo Lippi nella tavola prestata dal Museo della Collegiata di Empoli; e, sempre nella relazione tra i due giovani artisti, confrontare la Madonna con i bambino in trono – opera in marmo dello scultore toscano in collezione privata – con l’analoga impostazione del bellissimo dipinto del Lippi prestato dalla Fondazione Cini di Venezia.

I Della Robbia «hanno trovato modo di condurre ogni grand’opera in pittura sopra terra cotta coperta di vetro» (Leonardo da Vinci)

Se le sperimentazioni condotte da Luca sulla terracotta invetriata in bianco, dalle superfici candide e ben leggibili anche negli ambienti in penombra, mostrano affinità con l’orizzonte visivo della “pittura di luce”, sarà lo stesso Leonardo ad affermare che i Della Robbia “hanno trovato modo di condurre ogni grand’opera in pittura sopra terra cotta coperta di vetro”, sottolineando l’importanza di una produzione ceramica di tipo pittorico di cui la mostra dà conto.

Rimandi dunque, incroci di schemi compositivi, suggestioni reciproche che diventano ancor più incisive nella produzione di Andrea che introduce il colore, preferendo una narrazione ricca di pathos, ampliando i soggetti proposti, elaborando composizioni dinamiche fondate su esperienze figurative contemporanee, che egli rielabora e spesso precorre, e realizzando vere e proprie “pitture a rilievo”, poi amplificate dall’attività dei successori, Giovanni, Luca “il giovane” e Girolamo, e da quella dei Buglioni.

Ecco allora in mostra l’eclatante esempio del “Cristo in Pietà”, della Cassa di Risparmio di Firenze, affiancato – prestito eccezionale – alla famosissima versione del Perugino della Galleria Nazionale dell’Umbria o, tra gli altri, la tenera “Leda e il cigno” di Andrea del Sarto, dagli Uffizi, con una inedita, affascinante statuetta in terracotta invetriata, realizzata nel 1520 circa da uno dei più talentuosi figli di Andrea, Giovanni della Robbia.

Il rapporto dei Della Robbia con la scultura

Altrettanto ricco d’interesse risulta il rapporto con gli scultori - da Ghiberti e Donatello dei quali sono esposti diversi altorilievi, al Rustici e Sangallo - e con gli architetti come Benedetto da Maiano, enfatizzato dal fatto che l’invenzione della terracotta invetriata appare patrocinata e sostenuta dal Brunelleschi stesso, interessato a trasferire in scultura e in pittura le valenze espressive e funzionali del mosaico, sperimentando con la ceramica un’efficace alternativa tecnica alle tradizionali tessere musive.

Girolamo o Luca della Robbia ‘il giovane’, da Raffaello (La Bella Giardiniera, Parigi, Louvre), “Madonna col Bambino e San Giovannino”, 1515 ca., Altorilievo centinato in terracotta invetriata parzialmente policroma; cm 130x70 Firenze, Biblioteca Nazionale

Il raffronto suggerito nel percorso espositivo tra la grande statua di Maria Maddalena, realizzata da Andrea per l’oratorio di Borgo a Mozzano (Bagni di Lucca), citando l’archetipo donatelliano, con l’opera dal Sangallo conservata al Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte, a Firenze - più tarda d’una decina d’anni - è illuminante; così come quello tra il busto in terracotta invetriata di Gesù Bambino, proveniente da Ecouen - anch’esso opera di Andrea - e la scultura in marmo di Antonio Rossellino, dal Museo di Palazzo Davanzati a Firenze.

Il successo dell’arte “robbiana”, dalla bottega di via Guelfa a Firenze alle corti europee e ai musei di tutto il mondo

Tutti i membri della famiglia dei Della Robbia erano perfettamente inseriti nel contesto storico e artistico locale, anzi ne erano tra i più illustri ed ammirati protagonisti. La loro arte si diffuse capillarmente in tutta l’Italia centrale e varcò i confini del nostro Paese - ricercata ed apprezzata dalla maggiori corti europee - iniziando una tradizione che, dalla bottega di “via Guelfa” a Firenze, è possibile ritrovare ora nei musei più importanti del mondo, come confermano i prestiti provenienti da Parigi, Berlino, Amburgo, Rouen, San Pietroburgo, ecc. (leggi la scheda "Dalla bottega di Via Guelfa all'Europa).

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