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Andrea della Robbia, “Madonna col Bambino che tiene un uccellino”, 1470/75 ca., Rilievo centinato in terracotta invetriata, cm 90 x 50 Firenze. Arcispedale di Santa Maria Nuova, uffici.

I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento

Ad Arezzo la mostra che documenta il ruolo della celebre famiglia di artisti nel contesto creativo rinascimentale, fitto di intrecci e relazioni tra scultura, pittura, architettura e arti decorative

a cura di Angelo Pinti, il 18/12/2008

Parlare dei Della Robbia significa parlare di Rinascimento. L’operosa attività di questa grande famiglia di artisti, in tutta la sua multiforme e corale vicenda, copre infatti un arco temporale che segnò in modo indelebile tutta la moderna cultura occidentale.
“I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento” – la mostra che inaugura il 21 febbraio 2009 presso la sede del Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo – sarà dunque l’occasione per ripercorrere intrecci, relazioni, contesti e soprattutto per evidenziare quel dialogo serrato tra le Arti che connotò quel cruciale periodo artistico che dai primi decenni del Quattrocento si spinge ben oltre la seconda metà del Cinquecento, qualificando in modo esemplare la peculiarità espressiva e tecnica dell’arte robbiana.

I rapporti della terracotta invetriata con le “tre arti sorelle” e le “arti decorative”

Non solo il poliedrico e affascinante percorso della terracotta invetriata nel Rinascimento - dai prodromi della geniale “invenzione” di Luca della Robbia alla straordinaria diffusione di questa “arte nuova, utile e bellissima” - ma soprattutto, per la prima volta in mostra, il suo incessante e fecondo “dialogo” con le “tre arti sorelle” (scultura, pittura e architettura) e con il variegato mondo delle “arti decorative” (maioliche, porcellane, mosaici, vetri, smalti, oreficerie, tarsie, pietre dure etc.).
La terra dunque diventa smalto, la scultura si mescola alla pittura, dialoga con l’oreficeria e coglie i bagliori dei cristalli di rocca e dei mosaici nei “ghiribizzi” dei Della Robbia, artefici e interpreti di una nuova arte, connubio di creatività, ingegno tecnico e sapienza artigiana, la cui formula originale fu per anni tenuta tenacemente segreta.

Alla scoperta di un’arte intimamente connessa con il territorio aretino

Marco (Fra’ Mattia) della Robbia, “San Sebastiano”, 1510/15 ca., Statua in terracotta invetriata; altezza cm 147. San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage

Ad Arezzo dunque, dopo Piero della Francesca, un altro eccezionale evento - promosso dalla Provincia di Arezzo in collaborazione con il Comune di Arezzo, la Regione Toscana, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Arezzo, Banca Etruria, con il contributo di Toscana Promozione e dell’Agenzia per il Turismo di Arezzo - che condurrà a riscoprire un’arte intimamente connessa con il territorio aretino (leggi gli “itinerari robbiani” e gli “itinerari nella provincia di Arezzo”), tante sono le testimonianze dei Della Robbia nelle chiese, nei palazzi, nelle architetture delle città toscane, e porterà a rivivere l’epopea artistica di un secolo.
Giancarlo Gentilini e Liletta Fornasari sono i curatori della mostra, che si avvale di un comitato scientifico di altissimo livello, di cui fanno parte Cristina Acidini, Gabriele Borghini, Marc Bormand, Aldo Cicinelli, Maria Teresa Filieri, Vittoria Garibaldi, Mario Lolli Ghetti, Bruno Santi, Beatrice Paolozzi Strozzi e Antonio Paolucci.

Le opere dei Della Robbia accanto a quelle di Lorenzo Ghiberti, Filippo Brunelleschi Donatello, Filippo Lippi e tanti altri

Accanto alle straordinarie realizzazioni di Luca, Andrea, Giovanni, Luca “il giovane” e Girolamo della Robbia, e dei loro seguaci come Benedetto e Santi Buglioni, ecco le opere degli altri protagonisti del tempo, con cui essi si confrontarono in una proficua dinamica ‘di dare e avere’: Lorenzo Ghiberti, Filippo Brunelleschi Donatello, il Pisanello, Filippo Lippi, Antonio Rossellino, Andrea del Verrocchio, Lorenzo di Credi, Pietro Perugino, e ancora Jacopo del Sellaio, Fra’ Bartolomeo, Andrea Del Sarto, Rustici, ecc.

Nel catalogo Skira informazioni inedite sugli impasti ceramici e gli smalti robbiani

Un’esposizione dunque ambiziosa ed assolutamente nuova, accompagnata da un approfondito catalogo edito da Skira, che grazie alla collaborazione del Louvre (generoso anche nei prestiti) conterrà pure informazioni inedite sugli impasti ceramici e gli smalti robbiani, frutto di indagini chimiche e fisiche condotte dai laboratori del Museo francese.
Una mostra che consentirà di rileggere e di comprendere a fondo il significato e il valore di un’arte che ha segnato profondamente il volto delle città toscane e di cui restano le più numerose testimonianze proprio nella provincia di Arezzo. Così che la mostra diventa il cuore di un percorso che si irradia sul territorio – tra i monti del Casentino e le valli del Valdarno, della Valdichiana e della Valtiberina – in una serie d’itinerari di grandi suggestioni – sviluppati in base ad un capillare censimento delle robbiane nella provincia aretina, di cui darà conto un’apposita guida agli itinerari (Skira) – in cui arte e natura si intrecciano, in un connubio di assoluto fascino.

    Scheda Tecnica

  • “I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento”
    dal 21 febbraio al 7 giugno 2009
  • Curatori:
    Giancarlo Gentilini, Liletta Fornasari
  • Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna
    Arezzo, Via San Lorentino 8
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 9-19 (chiusura biglietteria: ore 18)
  • Biglietti:
    Intero € 10; ridotto € 7; ridotto speciale € 5; ingresso libero per minori di 6 anni, accompagnatori di disabili, un accompagnatore per gruppo o per scolaresca, guide turistiche dotate di tesserino professionale

    Diritto di prenotazione dell’ingresso alla mostra, oltre al prezzo del biglietto:
    individuale € 1 a visitatore; scolaresche € 0,50 a studente
  • Catalogo:
    Skira
  • Info e prenotazioni:
    Call center 800 90 44 47 (dall’estero: + 39 049 2010067)
    Sito web della mostra
    mostradellarobbia@provincia.arezzo.it

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