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Hess, Christian

a cura di Redazione, il 25/11/2008

Louis Christian Hess nasce il 24 dicembre 1895 nella Bolzano asburgica, da padre tedesco e madre austriaca, studia e fa le prime esperienze artistiche a Brunico e a Innsbruck, poi il primo conflitto mondiale lo trascina con la 3. compagnia dei Pionieri bavaresi sul fronte franco-belga in mezzo alle battaglie di Verdun, della Somme e dell’Aisne. Nelle pause di quei terribili giorni esprime il suo disprezzo per la guerra disegnando per i compagni cartoline con angeli sulle trincee.

L’attenzione della critica

Dal 1919 al 1924 è all’Akademie der Bildenden Künste di Monaco nella classe del prof. Becker-Gundhal. In quegli anni partecipa alle prime collettive facendosi subito notare dalla critica per il “non comune senso coloristico e il sentimento sereno e caldo per la natura”. Con borse di studio compie viaggi in Scandinavia e Austria. Nel 1925 visita Firenze e la Toscana. Riproduce opere di antichi maestri a Palazzo Pitti e agli Uffizi. Raggiunge per la prima volta la Sicilia perché va a trovare la sorella Emma che vive a Messina. Lo entusiasmano i colori e il paesaggio mediterraneo che ispireranno le sue opere future. Esordisce come scultore nel 1926 alla Galerie Paulus di Monaco, nel 1928 affresca la villa dell’industriale Mayer a Wismar, partecipa a collettive a Monaco, Francoforte, Berlino, Dresda e Braunschweig.

Le mostre insieme a Picasso, Klee, Miro, Baumaister, Severini, Casorati

Il pittore bolzanino è all’apice del suo sviluppo artistico quando nel 1929 aderisce al Movimento d’avanguardia monacense Juryfreie, libera unione di pittori e scultori “senza giuria”, di cui diviene animatore assieme a Joseph Scharl. Alle mostre nel Glaspalast di Monaco, in Prinzregentstrasse, parteciperanno anche. Per Hess è un periodo fecondo di opere che ricevono l’onore della copertina della rivista Jugend.

Il movimento d’avanguardia monacense Juryfreie osteggiato dal nazismo

Ma la sua libertà d’espressione viene presto soffocata dalle SA, le famigerate “Camicie brune” che tengono sotto controllo gli artisti della Juryfreie. Nel marzo del 1931, a Monaco, durante una riunione della “Kampfbundes für deutsche Kultur” (Lega della lotta per la cultura tedesca) Christian Hess, Adolf Hartmann, Wolf Panizza e Günther Grassmann vengono buttati fuori dalla sala e gli ultimi due pestati a sangue. Tre mesi dopo un gigantesco incendio di origine dolosa distrugge il Glaspalast e più di un migliaio tra dipinti e sculture, comprese le opere degli artisti Juryfreie. Intanto il regime bolla di bolscevismo la Juryfreie che viene sciolta d’autorità e i suoi membri messi al bando.

L’esilio volontario di Hess a Messina

Hess va in esilio volontario a Messina, poi incappa in una disillusione matrimoniale, seguono due tentativi di suicidio, la vana ricerca di un rifugio in Svizzera, di amici che non ci sono più, l’avventuroso ritorno in Baviera dove viene scoperto dalla polizia militare che lo assegna al servizio postale, ma le privazioni e gli stenti lo portano nei sanatori. Infine torna nel suo Tirolo. A Innsbruck l’Unione artisti gli assegna uno studio. Ma Hess è già stremato nel fisico e nell’autunno del 1944 finisce agonizzante in mezzo alle macerie di un attacco aereo. Muore all’età di 48 anni nell’ospedale di Schwaz, quando mancano solo sei mesi alla fine della guerra.

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