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Raffaello, la celebre “Madonna del cardellino” dopo il restauro

Raffaello. La “Madonna del cardellino” restaurata

Presentati a Firenze i risultati del difficile intervento di recupero effettuato sul capolavoro del Sanzio, da domenica in mostra a Palazzo Medici Riccardi

a cura di David Bernacchioni, il 21/11/2008

Inaugurata dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, apre a Firenze la mostra che presenta al mondo la “Madonna del cardellino” di Raffaello Sanzio, uno dei capolavori più belli e più fragili degli Uffizi, recuperato alla sua integrità estetica grazie a un intervento di conservazione e restauro durato dieci anni, condotto dall’Opificio delle Pietre Dure in collaborazione con la Galleria degli Uffizi, la Provincia di Firenze e la Soprintendenza al Polo Museale fiorentino. Alcune altre opere coeve, anch’esse esposte a Firenze, forniranno il contesto storico in cui nacque l’opera di Raffaello.

Un successo legato alla collaborazione fra Provincia e Opificio delle Pietre Dure

L’eccezionale esposizione (aperta al pubblico dal 23 novembre 2008 all'1 marzo 2009) è stata presentata nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze, degna cornice di un evento di risonanza internazionale che deve molto, per la sua perfetta riuscita e per la positiva ricaduta di immagine che ha sta producendo sul capoluogo toscano e sul Paese – alla felice collaborazione instaurata fra la Provincia, presieduta da Matteo Renzi (leggi la dichiarazione ufficiale), e l’Opificio delle Pietre dure di Firenze, nel quadro di un protocollo d’intesa che le due istituzioni siglarono alcuni anni fa.

Tra i relatori intervenuti in sede di presentazione, oltre al già citato Renzi, ricordiamo l’assessore alla cultura Giovanna Folonari, il Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, Mario Augusto Lolli Ghetti, la Soprintendente al Polo museale fiorentino Cristina Acidini, il Soprintendente Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure Bruno Santi, Antonio Natali Direttore degli Uffizi e curatore della mostra insieme con Marco Ciatti, Responsabile Settore Restauro dipinti dell’Opificio, e Patrizia Riitano, responsabile diretta del restauro dell’opera.

Il dipinto prima del restauro

Multimedia e video ad alta definizione per sapere tutto del restauro

La rassegna di Firenze rappresenta l’occasione, unica e speciale, per compiere un percorso di conoscenza approfondito e circostanziato dell’opera: dalla nascita del capolavoro al grave incidente del 1547, fino al restauro odierno. Saranno presentati, infatti, tutti i risultati delle indagini e le spettacolari immagini della tavola in varie lunghezze d’onda al fine di consentire al pubblico un ampio accesso alle ricerche, alle indagini e agli interventi compiuti sul dipinto. Strumenti multimediali e video ad alta definizione permetteranno una visione dettagliata e ravvicinata normalmente difficile per il pubblico.

Rimosso lo spesso strato di materiali che nascondevano la pittura di Raffaello

Le vicende conservative dell’opera sono narrate da Giorgio Vasari, il quale ci racconta come «… capitò poi male quest’opera l’anno 1548 a dì 17 novembre, quando la casa di Lorenzo, insieme con quelle ornatissime e belle degli eredi di Marco del Nero, per uno smottamento del monte di San Giorgio, rovinarono insieme con altre case vicine: nondimeno ritrovati i pezzi di essa fra i calcinacci della rovina, furono da Battista figliuolo d’esso Lorenzo, amorevolissimo dell’arte, fatti rimettere insieme in quel miglior modo che si potette» (Vasari, 1568, ed. Milanesi, IV, pp. 321-322).
«Fu un restauro, per quei tempi, di straordinaria efficacia e sapienza, che era davvero difficile trattare in seguito. Per generazioni la Madonna del Cardellino ha proposto ai restauratori la sua sfida insuperabile», ha ricordato Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino.

Pervenuta poi alle collezioni medicee, la tavola subì una infinita serie di restauri basati tutti sulla sovrapposizione di vernici, patine, ridipinture, allo scopo di nascondere il danno e evitare che la sua reale frammentarietà danneggiasse la fruizione estetica dei suoi valori espressivi. Il risultato di questi trattamenti è stato che l’opera presentava ampi rifacimenti ed una notevole alterazione degli strati superficiali che nascondevano la pittura di Raffaello al di sotto di uno spesso strato di materiali sovrapposti.

La “dolce vanità di Maria”: le scoperte dovute al nuovo restauro

Particolare del Bambino dopo l’intervento di restauro

A seguito dell’attuale restauro è stato finalmente possibile scoprire e presentare in buone condizioni di conservazione l’opera di Raffaello che appare ora perfettamente integrata alle altre opere prodotte nella sua giovanile attività fiorentina. Al di là delle retoriche ed erronee presentazioni del restauro teso al recupero dell’ “antico splendore” è indubbio che, nonostante le alterazioni prodotte dal tempo e dai danni subiti, sia ora possibile conseguire una più corretta fruizione della straordinaria bellezza del dipinto restituito al pubblico ed agli studiosi.

Fra le “scoperte” esteticamente più emozionanti seguite al restauro, segnaliamo quella che la Soprintendente Acidini ha chiamato la “dolce vanità di Maria”, ovvero la curata, «perfino seducente» acconciatura della Vergine che oggi possiamo ammirare grazie alla pulitura dell’opera, compreso un velo quasi trasparente a coprire il capo secondo le prescrizioni devozionali dell’epoca.

Le altre opere in mostra: il contesto storico in cui nacque la Madonna del Cardellino

“L’Amore, l’arte e la grazia - Raffaello. La Madonna del cardellino restaurata”, questo il titolo completo della mostra, resterà aperta fino all’1 marzo 2009, nelle sale espositive di Palazzo Medici Riccardi. Oltre a presentare il risultato del lungo e complesso intervento sull’opera del Sanzio, sarà l’occasione per poter ammirare altre quattro opere coeve.
Come sottolineato da Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi, «Le poche ma emblematiche opere sono state scelte non solo per dare nozione del contesto storico in cui nacque la Madonna del Cardellino, ma anche per non rischiare di offrirla alla stregua di un oggetto di devozione».

Un ritratto, la “Gravida”, ascritto a Raffaello al tempo del suo soggiorno fiorentino, sta a documentare l’altro genere (accanto ai quadri di Madonne) cui si volse il Sanzio a Firenze, fra il 1504 e il 1508.
Un secondo ritratto, la “Monaca”, secondo alcuni realizzata da Ridolfo del Ghirlandaio, figlio del grande Domenico e amico nonché coetaneo di Raffaello, mostra l’ascendente esercitato dal giovane Raffaello sui colleghi fiorentini.

Particolare del Bambino durante la pulitura

Una tavola sottile, che fungeva da ‘coperta’ di ritratto decorata con motivi a grottesche. L’opera autorevolmente attribuita a Raffaello, ma molto probabilmente ascrivibile a Ridolfo, sarà un ulteriore riprova delle consonanze stilistiche tra Firenze e il Maestro. A maggior ragione, se la ‘coperta’ fu concepita – come pare – proprio per la “Monaca”.

Una terracotta invetriata di Girolamo della Robbia con la Madonna, il Bambino e San Giovannino (1510-1515), la cui composizione ripropone fedelmente la “Bella giardiniera” di Raffaello al Louvre, mostra l’immediata diffusione dell’espressioni e delle invenzioni raffaellesche anche nell’ambito della scultura. E giusto la Madonna parigina, lasciata incompiuta dall’Urbinate, fu – secondo una tradizione antica e affidabile – portata a termine per volontà del Sanzio proprio da Ridolfo del Ghirlandaio, a cui vengono ora ascritte la Monaca e la sua ‘coperta’. La comunanza d’affetti e di stile, tra i due, è sembrata tale da indurre a pensare che Ridolfo sia stato l’artefice del restauro cui la “Madonna del cardellino” fu sottoposta nel 1547. Sarà suggestiva vedere nella stessa sala due opere di Ridolfo: lui – il primo probabile restauratore – al cospetto dell’ultimo restauro.

“Gianna Nannini incontra Raffaello”: il dvd ideato e curato da Annette T. Keller

Si accennava all’interesse mediatico sorto intorno al restauro della “Madonna del cardellino”, un’attenzione che premia giustamente le professionalità e le istituzioni coinvolte nel lungo e delicato intervento conservativo. Altra visibilità all’evento dovrebbe venire dalla presentazione del dvd “Gianna Nannini incontra Raffaello” (leggi la scheda completa), in programma martedì 25 novembre sempre a Palazzo Medici Riccardi. Il dvd, della durata di circa 4 minuti, ideato e curato da Annette T. Keller in collaborazione con Pirene srl, mette in rapporto l'arte rinascimentale con l'arte e la musica contemporanea, prendendo come ispirazione la bellezza e il fascino della “Madonna del cardellino” di Raffaello, uno dei più importanti dipinti del Rinascimento.

    Scheda Tecnica

  • “L'amore, l'arte e la grazia - Raffaello: la Madonna del Cardellino restaurata”
    dal 23 novembre 2008 al 15 marzo 2009
  • Curatori:
    Antonio Natali e Marco Ciatti in collaborazione con Patrizia Riitano
  • Palazzo Medici Riccardi
    Firenze, via Cavour 3
  • Orario di apertura:
    Tutti i giorni, ore 9-19; mer chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 7; ridotto € 4; ingresso libero per bambini fino a 6 anni, persone diversamente abili e loro accompagnatori, dipendenti degli enti organizzatori.
    Il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 19, previa prenotazione, ingresso libero - per un totale di 400 visitatori - per scuole primarie e secondarie e associazioni ONLUS del territorio della provincia di Firenze.
  • Catalogo della mostra:
    Mandragora (prezzo in mostra € 12; prezzo riservato ai residenti della provincia di Firenze e ai clienti della Cassa di Risparmio di Firenze, € 10)
  • Pubblicazione sul restauro:
    EDIFIR
  • Info e prenotazioni:
    Tel. (+39) 055 2760340
    biglietteria@palazzo-medici.it

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