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Kandinsky e l’astrattismo in Italia, grande mostra a Palazzo Reale di Milano

a cura di Redazione, il 08/03/2007

Fu proprio il Palazzo Reale di Milano a proporre nel 1947 la prima grande rassegna di arte astratta organizzata in Europa dopo la guerra, con le opere del grande Wassily Kandinsky protagoniste insieme a quelle degli italiani Bassi, Bonini, Licini, Mazzon, Munari, Rho, Ettore Sottsass e Veronesi, in un’esposizione che stimolò il dibattito sull’astrattismo, che  si opponeva ai realismi allora largamente fortunati in Italia. A partire dal 10 marzo Palazzo Reale propone “Wassily Kandinsky e l’astrattismo in Italia”, mostra che intende rendere omaggio al celebre artista russo e nello stesso tempo analizzare e dimostrare i suoi forti legami con l’arte astratta in Italia tra il 1930 e il 1950. 
Wassily Kandinsky (Mosca 1866 - Neuilly-sur-Seine/Parigi 1944) è stato infatti un punto di riferimento fondamentale per l’arte astratta italiana degli anni Trenta (in particolare tra il 1934 e il 1935) e Quaranta (soprattutto tra il 1947 e il 1950), fino all’inizio degli anni Cinquanta, nonostante i suoi rapporti con l’Italia e l’arte italiana siano stati sporadici, così come i suoi viaggi.
Per la prima volta una mostra ricostruisce questo legame attraverso uno straordinario nucleo di opere di Kandinsky (circa 50, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo), molte delle quali oli su tela, oltre ad acquarelli e pastelli, realizzate negli anni del suo insegnamento al Bauhaus, fino alla sua chiusura nel 1933, e successivamente durante il periodo parigino, fino alla sua morte nel 1944.
Ad aprire il percorso espositivo l’opera Composizione VII del 1913 proveniente dalla Galleria Tretjakov di Mosca, capolavoro che rappresenta la summa del pensiero e dell’arte di Kandinsky, frutto com’è di anni di speculazioni e di ricerca, ed è al contempo la matrice di tutto ciò che verrà.
Il curatore Luciano Caramel ha incentrato il percorso espositivo puntando su due mostre che hanno segnato la storia della conoscenza dell’opera di Kandinsky in Italia negli anni trenta e quaranta: quella alla Galleria del Milione del 1934 a Milano e la retrospettiva alla Biennale del 1950, basata essenzialmente sulla collezione di Nina Kandinsky.
La ricostruzione di queste due esposizioni, permette da una parte di chiarire le basi del "fenomeno Kandinsky" in Italia, dall’altra consente l’approccio a due momenti del percorso kandinskiano basilari, come il decennio Bauhaus e il successivo periodo parigino. Il linguaggio formale sviluppato da Kandinsky all’inizio degli anni Venti attraverso l’uso delle forme geometriche che sostituiscono gli elementi ricorrenti durante il periodo del Blaue Reiter (cavalli e cavalieri, barche, troike, montagne e Kreml), è infatti il perno della ricezione dell’artista in Italia, non meno della sua lezione appassionata sul colore, sviluppata nello Spirituale nell’arte.
L’arte astratta italiana del ventennio 1930 - 1950 è testimoniata in mostra da circa 170 opere di 52 artisti divisi in due nuclei principali: gli anni Trenta/primi anni Quaranta e la seconda metà anni Quaranta/primi anni Cinquanta.
L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, è prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta.

Scheda tecnica


“Wassily Kandinsky e l’astrattismo in Italia”. Mostra collettiva
dal 10 marzo al 24 giugno 2007

Curatore:
Luciano Caramel

Palazzo Reale
Milano, piazza Duomo 12

Orario di apertura:
Ore 9.30 – 19.30; giovedì 9.30-22.30; lunedì 14.30-19.30
Chiuso lunedì mattina.

Biglietti:
Intero € 9; ridotti € 7.50 e € 4.50
Prevendita internet

Catalogo:
Edizioni Gabriele Mazzotta

Info:
Infoline 24h/24 e prenotazioni
Tel. (+39) 02 54913
informazioni@mazzotta.it
Fondazione Antonio Mazzotta

Sezione didattica:
Fondazione Antonio Mazzotta Tel. (+39) 02 86912297
segreteria@mazzotta.it

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