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Jean François Bory, “L'incubo di Ferdinand De Saussure”, 2006, digital print su Plexiglas 80 x 56 cm

Bory, Jean-François

a cura di Redazione, il 24/11/2008

Jean-François Bory, poeta, scrittore, artista e "autore", è nato a Parigi nel 1938 e rappresenta una figura di spicco nella corrente sperimentale francese degli anni '60.

La febbrile attività di Bory a cavallo degli anni ’60 e ‘70

Espone le sue prime opere di poesia visiva nel 1966 a Londra, Milano e Venezia, quindi partecipa alla Biennale di Parigi organizzata da Jean-Clarence Lambert nel 1967. Nel 1968 partecipa ad una delle prime esibizioni di poesia sonora, “text und aktionsabend II”, alla Kunsthalle di Berna e, più tardi, alle manifestazioni del gruppo Polyphonix a Parigi e a New York. Nel 1965, in veste di condirettore e responsabile della rivista “Approches”, incontra Pierre Garnier, grazie al quale conosce i poeti concreti brasiliani, i gruppi giapponesi VOU e ASA ed il movimento cecoslovacco “Boj job”.

Nel 1967 pubblica con Jochen Gerz la serie di riviste antologiche “Agentzia” e conosce il grande poeta giapponese d'avanguardia Takahashi Shohachiro. Nel 1968 pubblica a New York l'antologia di poesie concrete e visive “Once Again”. Nel 1970 fonda la rivista “L’Humidité”, in omaggio alle arti figurative, e pubblica il primo testo su Boltanski; è la prima rivista a diffondere in Francia le idee di Vito Acconci e di Carmelo Bene. Nella rivista “Change”, Jean-François Bory traduce per la prima volta le prime due cantiche di “Galaxias” di Haroldo de Campos e, nel 1972, pubblica per la casa editrice Herne il libro su Raoul Hausmann, che ha conosciuto a Limoges.

"Tutto può condurre a un libro": così Bory raccolse l’eredità di Mallarmé

Inoltre, Jean-François Bory dedica un'importante opera figurativa al concetto di libro, adottando alla lettera la formula di Mallarmé, "Tutto può condurre a un libro", e realizzando una serie di oggetti dorati, semi-ironici e semi-poetici ("Portrait of the Successful Author", 1972; "Portrait de l’Auteur en beau parleur", 1973; "Pourrissements poétiques I-XIV", 1974). Si avvale altresì del supporto fotografico per realizzare opere che traggono ispirazione dalla Poesia Visiva italiana ("Information", 1966; "Sans titre", 1967) e, nel 1983-1984, con dei fotomontaggi realizza una serie di stampe cibachrome.

Jean François Bory, “All over”, 1972, tela emulsionata, 110 x 80 cm

L’attività letteraria condotta in parallelo alla ricerca visiva

Contemporaneamente, Jean-François Bory prosegue la sua normale attività letteraria. Pubblica due romanzi per l'editore Flammarion, nonché una monografia in due volumi sul fotografo Nadar (editore Hubschmid, Parigi, 1979) ed un'opera sui disegni di Victor Hugo (editore Veyrier, Parigi, 1980). Nell'ambito delle arti figurative, pubblica per l'editore Ides et Calendes "Une vie dans l’art", una raccolta di conversazioni con Pierre Restany (1985), quindi "Journal de l’Art Actuel", una raccolta di colloqui con Jacques Donguy.

L’impegno nel cinema e la creazione del marchio Son@rt

Nel 1984, partecipa come attore al film di Sarenco "Collage", nonché ad altri due suoi film: "In attesa della terza guerra mondiale" e "Benvenuto grande cinema". Nell'estate del 1985, conosce Francesco Conz a Verona e, in occasione di due soggiorni nel 1987 e nel 1993, realizza per questi numerosi oggetti, tra i quali un pianoforte ed un'automobile.
Nel 1998, assieme a Jacques Donguy, crea il marchio Son@rt (di CD, CD-ROM e DVD) e realizza una serie di film, in particolare "Quant au livre" del 2004. Nel 2006, a Villa Tamaris, gli viene dedicata un'esposizione retrospettiva. Attualmente, vive e lavora a Parigi.

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