Mostre » Jean-François Bory. L’APOCALISSE DI GUTENBERG

Jean François Bory, Senza titolo, 2008, digital print su plexiglas 200 x 140 cm

Jean-François Bory. L’APOCALISSE DI GUTENBERG

Alla Fondazione Berardelli di Brescia un’ampia retrospettiva del poeta visivo francese

a cura di Valentina Redditi, il 24/11/2008

Dopo aver presentato la stagione scorsa le personali di Ugo Carrega, Pierre Garnier, Bernard Aubertin, Julien Blaine, Sarenco e Hans Clavin, la Fondazione Berardelli di Brescia prosegue la propria attività espositiva ospitando un’ampia retrospettiva del poeta visivo francese Jean-François Bory. Nella mostra, che si intitola “L’apocalisse di Gutenberg” e inaugura venerdì 28 novembre, saranno presentate più di ottanta opere tra fotomontaggi, composizioni tipografiche e sculture, realizzate dagli anni sessanta ad oggi.

I libri di Bory non narrano, bensì inglobano il mondo e i suoi conflitti

«Nella storia dell’arte contemporanea – come ha avuto modo di dire Sarenco – quando qualcuno si immagina di dover avere a che fare con qualsiasi idea o progetto creativo riguardante l’oggetto libro, si scontrerà sempre con i libri aperti o accumulati di Jean-François Bory. […] Le pagine del libro non contengono segni tipografici che narrano il mondo, ma inglobano il mondo e i suoi conflitti: carri armati e soldati, animali mostruosi e uccelli rapaci dominano la letteratura dal suo interno, divorando metafore e allegorie, anacoluti e cesure, iperbole e licenze poetiche.
Bory ha ucciso storicamente Gutenberg: Gutenberg è storicamente finito».

L’amicizia con i poeti visivi italiani e la fondazione del “Gruppo dei nove”

Jean François Bory, Senza titolo, 2008, digital print su plexiglas 200 x 140 cm

Scrittore, poeta tradizionale e visivo, Bory comincia la sua attività artistica nel 1963, entrando in contatto con le correnti sperimentali francesi.
Nel 1966 partecipa al Festival internazionale di poesia d’avanguardia a Fiumalbo. In questa occasione stringe amicizia con i poeti visivi italiani ed in particolare con Adriano Spatola, organizzatore della manifestazione. In seguito i rapporti di Bory con l’avanguardia artistica italiana si intensificano progressivamente, tanto che nel 1974 fonda il “Gruppo internazionale di poesia visiva”, anche detto “Gruppo dei nove”, con Eugenio Miccini, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Michele Perfetti, Sarenco, l’olandese Herman Damen e i belgi Alain Arias-Misson e Paul De Vree.

L’attività svolta attraverso le riviste

Sono numerose le riviste che fonda e dirige. Nel 1966 è co-direttore della rivista d’avanguardia “Approches” insieme a Julien Blaine, Pierre Garnier, Jean-Claude Moineau, e Jochen Gerz, incentrata sulla ricerca poetica sperimentale a livello internazionale. Nel 1968, sempre con Jochen Gerz pubblica la serie di riviste antologiche “Agentzia”, e a New York l'antologia “Once Again”. Nel 1970 dà vita alla rivista italiana in lingua francese “L’Humidité”.

Dalla pura scrittura alla sperimentazione visuale e sonora

La sua ricerca, che parte da un ambito puramente scritturale per poi aprirsi alla sperimentazione poetico visuale e sonora, si concretizza negli anni settanta realizzando soprattutto calligrammi su carta disegnati con inchiostro nero o colorato, alcuni di questi rappresentano ideogrammi giapponesi, rivelando la sua amicizia con il poeta visivo Takahashi Shohachiro.

Jean François Bory, “All over”, 1972, tela emulsionata, 110 x 80 cm

I fotomontaggi: la fotografia insieme e “oltre” la parola scritta

Nei suoi fotomontaggi invece il testo non è predominante: la fotografia assume la stessa importanza della parola o in alcuni casi ne diventa la protagonista principale. Bory sceglie per queste tavole oggetti che fanno parte della sua realtà quotidiana, attingendo per lo più agli strumenti di comunicazione di massa, resi obsoleti dal tempo e dal disuso.

I libri e le macchine per scrivere rappresentati tridimensionalmente

Il libro, contenitore infinito di parole e sapere, è senza dubbio il più amato dall’artista, tanto che alla fine degli anni sessanta inizia a rappresentarlo anche tridimensionalmente. Crea assemblages ricoperti d’oro, composti da volumi accatastati e successivamente aperti.
A partire dagli anni ottanta realizza anche una serie di macchine per scrivere dorate, con vecchi modelli di ogni epoca, stile e marca, che rappresentano il mezzo di produzione del testo prima del libro, strumenti docili e sottostanti al volere dello scrittore. Su questi oggetti applica piccole figurine di soldati, carri armati, pistole, animali feroci, lettere e numeri, trasformandole in veri e propri campi di battaglia.

    Scheda Tecnica

  • Jean François Bory. “L’apocalisse di Gutenberg”
    dal 28 novembre 2008 al 7 febbraio 2009
    Inaugurazione: venerdì 28 novembre, ore 18 (presentazione di Walter Guadagnini)
  • Curatori:
    Melania Gazzotti, Nicole Zanoletti
  • Fondazione Berardelli
    Brescia, Via Milano 107
  • Catalogo:
    Edito da Fondazione Berardelli (ITA/FR), illustrato a colori con un testo critico di Walter Guadagnini
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 15.30-19.30
    altri orari su appuntamento: Tel. (+39) 030 313888
  • Info:
    Fondazione Berardelli
    Via Milano 107, 25126 Brescia
    Tel. (+39) 030 313888
    info@fondazioneberardelli.org

    Come arrivare:
    Treni FS Milano - Brescia
    Bus 3 (dal Piazzale della Stazione FS, fermata Via Milano)

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