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Benedetto Annigoni, 1958, tempera grassa su tavola, 65,5x50 cm

SPECIAL / Annigoni, il prezioso dono dell’Ente Cassa a Firenze

Grazie all’acquisizione dell’ente fiorentino, la figura di Pietro Annigoni avrà testimonianza ampia e meritata nelle sale del neonato museo a lui dedicato

a cura di Redazione, il 21/11/2008

L’opportunità di mantenere indiviso e legato a Firenze un simile patrimonio è stato il principio ispiratore della volontà dell’Ente che, negli ultimi anni, si è fatto carico di un progetto di acquisizione e di successiva valorizzazione delle opere di un protagonista della cultura figurativa europea come Pietro Annigoni.

I motivi determinanti

Il fatto che Firenze sia stata la patria elettiva di Pietro Annigoni rappresentava un motivo in più di responsabilità rispetto alla necessità, tutt’altro che scontata in una città stretta da tanti problemi e contraddizioni, di preservare un aspetto non secondario dell’arte figurativa del secolo passato, che si traduceva concretamente nel salvare e custodire non solo una cospicua raccolta di opere d’arte, ma anche una serie di documentazioni archivistiche (carteggi e fotografie) fondamentali per capire il percorso esistenziale del maestro.

Il lavoro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze

Una volta assicurata la proprietà della collezione Annigoni, l’Ente si è preoccupato di creare le condizioni per una visibilità che accreditasse la complessità dell’universo annigoniano nei vari aspetti che lo caratterizzano, quindi non solo “pittore delle Regine”, ma anche e soprattutto grande disegnatore e maestro di tecniche diverse capace di tradurre le sue eccezionali intuizioni creative in opere compiute di vario indirizzo materico.

Anna Maggini Annigoni, 1954, tempera grassa su tavola, 60x40 cm.

Perché il Museo “Pietro Annigoni”

L’Ente ha deciso, pertanto, di istituire il Museo “Pietro Annigoni”, innanzitutto come luogo di conservazione e consultazione della raccolta acquisita, quindi come luogo di esposizione permanente rappresentativo degli orientamenti tecnico-esecutivi (pitture, incisioni, litografie, sculture ecc.), e, non ultimo, come possibile laboratorio di iniziative temporanee collegate al mondo figurativo del maestro.

Così Edoardo Speranza, Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze

«Potrà apparire tardivo che il Museo “Pietro Annigoni” si concretizzi dopo vent’anni dalla morte di una delle glorie artistiche del nostro Paese, quasi che la memoria di una personalità di tale spessore non potesse attendere un tempo così lungo per ricevere un omaggio definitivo, permanente. Ma l’attesa non è stata vana perché ciò ha significato una volta di più che la notorietà universale di Annigoni non era frutto di mode o di un mercato troppo spesso condizionato da logiche estranee alle cose dell’arte, ma si trattava di una realtà viva, sostanziale, strettamente radicata nella storia e nella tradizione della civiltà occidentale così come si è venuta delineando nel corso dei secoli.

Siamo anzi orgogliosi – ha proseguito il Presidente – che una volta tanto una ricorrenza celebrativa non sia il termine di paragone di ritardi o inadempienze nei confronti di chi ha onorato l’Italia, tanto più per una personalità come Pietro Annigoni a cui Firenze e il mondo devono moltissimo. L’occasione, al contrario, si è rivelata propizia per ricordarlo nel modo migliore, come lui avrebbe voluto, facendo ‘parlare’ soprattutto le sue opere, in un luogo di rare suggestioni evocative che sicuramente non gli sarebbe stato estraneo: Villa Bardini.

Solitudine III, 1973, tempera grassa su tela, 200x300 cm

L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, confortato anche dal sostegno dei famigliari più stretti del maestro scomparso, ha colto l’occasione irripetibile di riunire all’interno del complesso monumentale Bardini una parte significativa del patrimonio artistico e intellettuale di Annigoni, con l’intento di creare un museo non fine a se stesso, ma aperto a possibili contributi e sollecitazioni culturali che mettano in luce aspetti e momenti diversi di un’esperienza umana e professionale straordinaria.»

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