Special » SPECIAL / L’Enigma del vero: sezioni della mostra

Adelchi Riccardo Mantovani, “Scuola di disegno”, 1996

SPECIAL / L’Enigma del vero: sezioni della mostra

Curatori di prestigio per i cinque segmenti tematici in cui si articola l’esposizione alla Galleria Civica di Palazzo Loffredo

a cura di Redazione, il 08/11/2008

“L’Enigma del Vero. Percorsi del realismo in Italia 1870-1980” – in programma alla Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza, dal 14 novembre 2008 al 15 febbraio 2009, è divisa in cinque sezioni descritte ampiamente anche nel catalogo edito da Marsilio, con testi dei rispettivi curatori, ovvero Giovanna Caterina de Feo, Stefano Fugazza, Flavia Matitti, Francesca Romana Morelli e Valerio Rivosecchi.

La sfida della realtà tra fine Ottocento e primo Novecento (Stefano Fugazza)

La prima sezione, “La sfida della realtà tra fine Ottocento e primo Novecento”, è a cura di Stefano Fugazza, il quale concentra l'attenzione su come sia possibile l'assoluta aderenza al vero, cioè come si possa realizzare «la rappresentazione del fatto così come si era effettivamente svolto», tema trattato nel suo saggio intitolato “Il vero come retorica e come ricerca sincera”. Con la presenza in mostra di opere emblematiche dell'800, da Gemito a Mancini, da Ximenes a Toma, da Pellizza da Volpedo, Fattori, Nomellini, Michetti, Barbella, Morbelli e altri autori, fino al volgere del '900, con Balla, Sironi, Sartorio, Andreotti.
Leggi il testo critico di Stefano Fugazza

Realismo magico, Novecento e anti Novecento (Giovanna Caterina de Feo)

Giorgio de Chirico, “Ritratto con testa di Minerva”, 1950

La seconda sezione “Realismo magico, Novecento e anti Novecento” è curata da Giovanna Caterina de Feo e comprende il periodo tra gli anni '20 e la fine della seconda guerra mondiale, tempo in cui «l’approccio degli artisti verso la realtà che li circonda si manifesta con modalità e contenuti molto diversi. Ciò si intuisce dal fatto che gli stessi protagonisti nell'utilizzare il termine realismo hanno sempre sentito il bisogno di accostarlo ad un altro aggettivo... “ideista”, “magico”, “sintetico”... Si dibatte su come rappresentarla, la realtà, ma anche su quale realtà rappresentare». Da qui la scelta di artisti con grandi capolavori degli anni venti come sono le opere di Ferrazzi, Dudreville, Guidi, Oppi, Socrate, Levi, Morandi, Donghi, Manzù, Messina e infine le opere degli anni trenta di Cagnaccio, Casorati, Pirandello, Severini, Sassu che chiudono la sessione.
Leggi il testo critico di Giovanna Caterina de Feo

Realismo e ideologia, il dopoguerra (Valerio Rivosecchi)

“Realismo e ideologia, il dopoguerra” è la sezione condotta da Valerio Rivosecchi che cita nel titolo del suo saggio la frase di Renato Guttuso “Tempi pericolosi ma straordinari”. L'ansia di “stabilire un nesso tra la ricerca artistica e la realtà sociale e politica” amplifica e polverizza in tanti esiti le diverse istanze estetiche ed etiche maturate negli anni trenta. Con un omaggio a de Chirico e un preambolo sui Pittori moderni della realtà, Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Antonio Bueno, gli anni quaranta si chiudono con le opere di Guttuso e di Birolli aprendo l'esaltante stagione del realismo del dopoguerra con Titina Maselli e Vespignani, Migneco, Treccani, i temi della civiltà contadina di Zigaina e l'alluvione in Polesine di Pizzinato, la Roma di Ziveri e la ricerca molto personale di Leoncillo e di Morlotti.
Leggi il testo critico di Valerio Rivosecchi

“Consumo della realtà e realtà del consumo” (Francesca Romana Morelli)

Franco Fontana, “Paesaggio Puglia”, anni Settanta

La sezione “Consumo della realtà e realtà del consumo”, a cura di Francesca Romana Morelli comprende gli anni sessanta e settanta. L'accelerazione della circolazione delle idee, la realtà urbana e metropolitana sempre più straniante, l'analisi dell’assenza umana, della perdita del senso delle cose favoriscono negli artisti un nuovo rapporto con la realtà e la scoperta di nuovi linguaggi che prendono forma nelle ricerche di Jannis Kounellis, di Piero Manzoni, di Rotella e di Ceroli; da Schifano a Tano Festa, dalle teofanie di Luigi Ontani alle ricognizioni di Carlo Maria Mariani, alla realtà del consumo di Dino Boschi e di Titonel alle complesse problematiche esistenziali e sociali di Leonardo Cremonini.
Leggi il testo critico di Francesca Romana Morelli

“Obiettivo non obiettivo, dialoghi tra arte e fotografia” (Flavia Matitti)

La quinta sezione “Obiettivo non obiettivo, dialoghi tra arte e fotografia”, a cura di Flavia Matitti prende in esame l'irruzione della fotografia nel panorama della pittura, sulla metà dell'Ottocento, e gli esperimenti fotografici degli artisti precursori nell'uso del mezzo come Pellizza e Michetti. Ma nel contemporaneo affascina la concomitanza tra pittura e fotografia espressa da Gianfranco Ferroni e, tra i più giovani, da Martinelli e da Barin. La sezione presenta una serie di maestri della fotografia, da Nino Migliori a Mario Giacomelli, da Franco Fontana ad Aurelio Amendola e Claudio Abate e Gianni Berengo Gardin, fino alle recenti ricerche di Mimmo Jodice e Mario Cresci, impegnati a rilevare relazioni tra figure dell'arte antica e una certa umanità di oggi. Alcune opere magnifiche, create da Maurizio Bottoni, Luciano Ventrone, Adelchi Riccardo Mantovani, Giuseppe Modica e Piero Guccione, completano il percorso espositivo.
Leggi il testo critico di Flavia Matitti

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