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Opificio delle Pietre Dure, l’ABI premia il miglior diplomato 2005

a cura di Redazione, il 22/02/2007

Per celebrare la quinta edizione di “Invito a Palazzo” - la giornata nazionale di apertura al pubblico delle sedi storiche delle banche italiane promossa dall’ABI - l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e le 52 banche che hanno preso parte all’ultima edizione, hanno deciso di assegnare un premio al miglior diplomato restauratore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze: una delle più antiche e prestigiose istituzioni europee, centro di eccellenza per il restauro dei beni artistici, che con la sua Scuola di Alta Formazione prepara tra i più valenti professionisti del settore.
Per le banche italiane la scelta di assegnare il premio alla prestigiosa istituzione fiorentina assume anche un significato di continuità nel mecenatismo bancario: furono infatti i Medici, potenti banchieri e mecenati, a fondare l’Opificio. E ancora oggi, come afferma il Presidente dell’Abi, Corrado Faissola: “le banche investono 300 milioni di euro l’anno per salvaguardare e valorizzare una fetta importante di patrimonio artistico del nostro Paese”.
Vincitrice del premio, Maria Stragapede, miglior diplomata dell’anno 2005 nel settore di restauro dei Tessili, con una tesi sulla famosa e altrettanto misteriosa “coperta di Usella”: un antico tessuto del XIV secolo, conservato al Museo Nazionale del Bargello, restaurato sotto la direzione tecnica dalla studentessa dell’Opd.  
Il premio – che consiste in una somma di 15.000 euro e una medaglia in argento con l’Arco degli Argentari, simbolo dei banchieri dell’antica Roma – sarà consegnato al termine di un incontro aperto al pubblico che si terrà venerdì 23 febbraio 2007 alla Biblioteca Magliabechiana degli Uffizi, dalle ore 11.00 alle 13.00, in cui interverranno autorevoli esponenti del mondo bancario, della politica e della cultura.
Il restauro condotto sulla “coperta di Usella” apre nuovi scenari: le raffinate tecniche di esecuzione a trapunto fiorentino e boutis francese come i motivi iconografici porterebbero ad ipotizzare, per la prima volta, che siamo di fronte ad una parte di un enorme arazzo da parete, probabilmente realizzato da un’antica manifattura siciliana.
Della “coperta di Usella” - trovata in una casa di campagna della famiglia Guicciardini ad Usella vicino a Prato - esiste una gemella di dimensioni maggiori al Victoria & Albert Museum di Londra. Entrambi i trapunti raffigurano le stesse scene del poema di Tristano ed Isotta con le stesse scritte gotiche in dialetto siciliano antico.

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