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Mauro Staccioli, Kwachon 1990, installazione, ferrocemento rosso, cm 1300x600x130

La scultura ambientale di Mauro Staccioli

Il legame tra opera e spazio al centro della ricerca del grande scultore toscano

a cura di Redazione, il 31/10/2008

Mauro Staccioli è nato a Volterra nel 1937 e si è diplomato presso il locale Istituto d’arte nel 1954. A partire dagli anni ’60 l’attività di Staccioli si concentra sulla scultura con una forte connotazione ambientale dove fondamentale risulta il legame tra opera e spazio fisico. Nel corso degli anni ’70 realizza grandi istallazioni in ferro e in cemento per la Galleria Toninelli di Milano, la Maison de la Culture di Grenoble, Piazza della Steccata a Parma e infine per XXXVII e XXXVIII Biennale di Venezia.

La consacrazione negli anni '80

Gli anni ’80 vedono la definitiva consacrazione di Staccioli come artista di levatura internazionale. Ad ospitare le sue opere tra gli altri la Stadtishe Galerie di Regensburg in Germania, l’Hayward Gallery di Londra, l’ELAC di Lione, l’Amherst, Massachusetts University Gallery negli Stati Uniti. In questo periodo i suoi solidi in cemento di grandi dimensioni sfidano gli equilibri statici e le armonie architettoniche, un virtuosismo progettuale volto a determinare effetti di straniamento nella percezione dello spazio. Fra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 la sua attività si concentra soprattutto negli Stati Uniti e in Corea del Sud.

Le sue opere esposte in tutto il mondo

Il Museum of Contemporary Arts di San Diego gli dedica la sua prima personale americana, nel 1987 realizza una scultura permanente per il parco olimpico a Seul, le sue opere vengono accolte favorevolmente anche nei musei e negli spazi pubblici di numerosi paesi europei da Milano a Bruxelles.

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