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Jacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640), “Nozze per procura di Maria de’ Medici con Enrico IV re di Francia, rappresentato da Ferdinando I”, 1600, olio su tela, cm 242 x 242. Firenze, Galleria degli Uffizi

Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere

A Firenze un grande secolo di storia tra dipinti, arazzi, sculture, preziosità

di Angelo Pinti, il 23/10/2008

Quattrocento anni dopo le vicende che le videro salire al trono di Francia e alla ribalta della storia, Firenze celebra il mito di Caterina e Maria de’ Medici riportandole idealmente nella loro città d’origine, attraverso una mostra di particolare fascino splendidamente allestita a Palazzo Strozzi e aperta al pubblico da domani, venerdì 24 ottobre, all’8 febbraio 2009.

La presentazione alla stampa

L’esposizione, intitolata “Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere”, è stata presentata ieri alla stampa. All’incontro hanno preso parte i presidenti Edoardo Speranza (Ente Cassa di Risparmio) e Lorenzo Bini Smaghi (Fondazione Palazzo Strozzi) con il governatore della Regione Claudio Martini, gli assessori alla Cultura della Provincia (Giovanna Folonari) e del Comune (Eugenio Giani), la sovrintendente al Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini, il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi James Bradburne, Jacopo Mazzei (Associazione Partners di Palazzo Strozzi) e la curatrice Clarice Innocenti, che con gli storici dell’arte Giorgio Bonsanti, Arnauld Brejon de Lavergnée (Direttore delle collezioni del Mobilier National di Parigi) e Maria Sframeli partecipa al comitato scientifico presieduto dalla soprintendente Acidini. Il catalogo è pubblicato da Mandragora in doppia edizione italiana e inglese.

Jacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640), “Nozze di Caterina de’ Medici con Enrico di Valois”, 1600, olio su tela, cm 227x235. Firenze, Galleria degli Uffizi

Il nucleo centrale della mostra: 15 arazzi monumentali dedicati al mito di Artemisia

La mostra di Palazzo Strozzi prende spunto dalla recente ricomposizione di una straordinaria serie di arazzi monumentali esposti con successo a Parigi nella Galleria dei Gobelins e nel Castello di Chambord. Come ha spiegato alla stampa Arnauld Brejon de Lavergnée, è la prima volta che questi capolavori vengono mostrati fuori dalla Francia.

Si tratta di quindici spettacolari opere (tutte di altezza prossima ai cinque metri) dedicate alla leggendaria regina Artemisia. Nel suo mito è simbolizzato il destino comune di Caterina e Maria de’ Medici, che già condividevano nazionalità e famiglia di origine: prima regine di Francia portatrici di orizzonti culturali inediti, quindi vedove ed energiche reggenti del regno quali madri di numerosi re bambini. Due donne al potere, entrambe controverse ed emblematiche, che hanno marchiato un secolo di storia d’Europa.

Il progetto della serie di arazzi fu proposto a Caterina, vedova di Enrico II, dopo l’inizio della reggenza (1560), per glorificare, con il re defunto, la dinastia dei Valois. Il capostipite dei re Borbone, Enrico IV (colui che disse «Parigi val bene una messa»), la volle realizzata oltre 40 anni dopo, alla fine delle sanguinose guerre di religione, per celebrare la nuova consorte Maria de’ Medici senza risparmio di ori e fili tra i più preziosi.

Le sezioni che completano il percorso espositivo

Manifattura del faubourg Saint-Marcel su disegno di Henri Lerambert († 1609), “Un capitano a cavallo”, primo decennio del xvii sec., lana, seta,argento, oro; cm 498 x 437. Parigi, Mobilier national

Questo nucleo centrale della mostra, di evidente gusto classicheggiante e manieristico, dialoga stilisticamente con una serie di dipinti del belga Bernard Rantwyck (le ‘sette meraviglie del mondo’) e calchi in gesso, tutti di soggetto mitologico, e trova il suo contesto storico e culturale in due sezioni che aprono e chiudono il percorso: la prima presenta dipinti e oggetti riferiti o appartenuti alle due regine; l’altra restituisce al mito dell’antica Artemisia la sfera del dolore privato che per Caterina e Maria era stato disinvoltamente alterato per esigenze che oggi definiremmo propagandistiche.

Jack Lang all’inaugurazione in rappresentanza del premier francese Sarkozy

“Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere” è patrocinata dal Presidente della Repubblica Francese (oggi all’inaugurazione sarà rappresentato dall’ancien Ministre de la Culture, Instruction National et Communications Jack Lang, come annunciato alla stampa da Edoardo Speranza) e, per l’Italia, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (rappresentato dal sottosegretario Francesco Maria Giro e dal consulente del ministro Alain Elkann) con il Ministero degli Esteri.
Ha promosso, prodotto e organizzato l’evento l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con la Fondazione Palazzo Strozzi e il sostegno di Regione Toscana, Provincia, Comune, Camera di Commercio di Firenze e Associazione Partners di Palazzo Strozzi.

Firenze come «centro attivo di cultura internazionale, non solo museo» (E. Speranza)

La mostra di Palazzo Strozzi ha significati che vanno oltre la “semplice” bellezza artistica delle opere esposte. Altre chiavi di lettura dell’evento fiorentino sono state proposte dai relatori durante l’incontro con la stampa tenutosi ieri mattina a palazzo Strozzi. Secondo Edoardo Speranza, presidente dell’Ente Cassa di Risparmio, l’esposizione sottolinea «il ruolo internazionale che Firenze ha avuto dal XIII secolo in poi», e quello attuale che si vorrebbe di «centro attivo di cultura internazionale, non solo museo».

Una mostra che riannoda il filo dei rapporti storici tra Firenze e la Francia

Giovan Gioseffo Dal Sole (Bologna 1654-1719), “Artemisia riceve le ceneri del marito Mausolo”, 1690-1695 ca., olio su tela; cm 157 x 190 (senza cornice). Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Corsini

L’assessore alla cultura di Firenze, Eugenio Giani, ha sottolineato invece come la mostra non sia «solo una rassegna, ma ci consenta di ritrovare il filo di un rapporto [con la Francia, ndr] iniziato con i matrimoni di Caterina e Maria de’ Medici», celebrati rispettivamente il 23 ottobre 1534 (a Lione, con Enrico II) e il 5 ottobre 1600 (nel Duomo di Firenze, per procura, con Enrico IV). Sempre Giani ha ricordato l’esperienza vissuta con la delegazione fiorentina giunta nel 2000 a Lione per il quarto centenario del matrimonio di Caterina, ricordando che al seguito della nuova regina si mossero anche molti fiorentini, un «lungo corteo di competenze» che portò la nostra cultura a Parigi.

La collaborazione fra Regione Toscana e Fondazione Strozzi

Il governatore Claudio Martini, infine, ha tenuto a sottolineare come la collaborazione fra Regione Toscana e Fondazione Strozzi sia destinata ad avere carattere continuativo, non legata solo a singoli eventi come la mostra su Caterina e Maria de’ Medici. In quest’ottica, Martini ha preannunciato il progetto comune dedicato a Galileo Galilei che si realizzerà il prossimo anno, a ricordo del ruolo che Firenze ebbe anche nella storia della scienza, oltre che in quella dell’arte.

    Scheda Tecnica

  • “Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere”
    dal 24 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009
    Inaugurazione: giovedì 23 ottobre
  • Curatore:
    Clarice Innocenti
  • Comitato scientifico:
    Cristina Acidini (presidente), Giorgio Bonsanti, Arnauld Brejon de Lavergnée, Clarice Innocenti, Maria Sframeli
  • Palazzo Strozzi
    Firenze, piazza Strozzi 1
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 9-20; giovedì, ore 9-23
    Accesso fino a un’ora prima della chiusura
  • Biglietti:
    Intero € 10; ridotti € 8,50 - 8 - 7,50; scuole € 4 (leggi le iniziative per i bambini e le famiglie)
    Biglietteria multicanale: Vivaticket by Charta
    Audioguide Antennaudio, singoli € 5
  • Catalogo:
    Mandragora
    Ufficio stampa: Elena Paoletti
    Tel. (+39) 055 2654384/19
    ufficiostampa@mandragora.it
  • Info:
    Tel. (+39) 055 2645155
    Palazzo Strozzi

    Prenotazioni: Sigma CSC
    Tel. (+39) 055 2469600 - Fax (+39) 055 244145
    prenotazioni@cscsigma.it
  • Sponsor:
    Banca CR Firenze, Aeroporto di Firenze, Apt Firenze, Ataf, Toscana Promozione, Save the Queen
  • Realizzazione della mostra:
    Fondazione Palazzo Strozzi
  • Patrocinio:
    Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri

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