Eventi » Giulio Cesare torna a Roma

Abel de Pujol, “Cesare si reca al senato alle idi di marzo”, olio su tela, cm 28 x 37. Valenciennes, Musée des Beaux

Giulio Cesare torna a Roma

Al Chiostro del Bramante la prima mostra mai realizzata intorno alla figura del grande condottiero

a cura di Valentina Redditi, il 22/10/2008

Il Chiostro del Bramante (Roma) si fa teatro, dal 24 ottobre 2008 al 3 maggio 2009, di una proposta espositiva originale eppure “necessaria”, ospitando la prima mostra mai realizzata in Italia e nel mondo attorno alla figura di un protagonista assoluto della storia dell’antica Roma: Giulio Cesare (ca. 100 - 44 a.C.), letterato, storico, generale e politico, primo “dittatore”, artefice indiscusso della grandezza del futuro impero romano di cui sarà principe, non a caso, il figlio adottivo Ottaviano, primo “Cesare Augusto”.

Opere e documenti provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri

La mostra riunisce per la prima volta documenti archeologici di grande importanza e bellezza (sculture, mosaici, affreschi, gioielli, gemme, monete), provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri (tra cui i Musei Vaticani, il Museo del Louvre, i Musei Capitolini, il British Museum, il Museo Archeologico di Napoli, lo Staatliche Museum zu Berlin, il Kunsthistorishes Museum di Vienna), insieme plastici appositamente realizzati, a ricostruire la Roma di Cesare.

Un centinaio di dipinti fra cui tele di Guido Reni, Roubens, Tiepolo, Hayez, Rixens

Cesare Mariani, “Cicerone accusa Catilina in Senato”, 1882, olio su tela, cm 125,7x186,5. Roma, Museo di Roma

All’arte figurativa (circa cento dipinti tra cui Guido Reni, Roubens, Tiepolo, Hayez, Rixens) è affidata la documentazione del mito di Cesare e del cesarismo dall’età medievale al Rinascimento, da qui al Neoclassicismo e oltre; fino ai primissimi decenni del Novecento, quando il cinema, attraverso filmati d’epoca, costumi di scena e scenografie, racconta il mito più recente di Cesare.

Giulio Cesare, un uomo che fu grande come generale, politico, storico e letterato

Di Cesare le cronache abbondano di notizie, fin dai tempi che lo videro affacciarsi sul palcoscenico politico dell’Urbe e poi intrepido comandante dell’esercito romano, con cui riportò clamorose vittorie ed annessioni di nuovi territori che ingigantirono il potere di Roma in area mediterranea.

Personaggio chiave del travagliato passaggio tra la repubblica romana e l’impero, Cesare non fu mai imperatore, ma pose le basi per la solida attuazione dell’Impero. Figura d’eccezione – letterato, storico, generale e politico di straordinaria lungimiranza – iniziò già da vivo a costruire il mito di se stesso. Si presentò infatti come discendente di Venere, legato quindi al mito originario della stessa città di Roma risalente, secondo l’antica tradizione, allo stesso Enea, figlio di Venere, che si vuole sbarcato sulle rive tirreniche laziali al termine del suo lungo peregrinare, esule da Troia, come narra l’Eneide virgiliana.

Denys Calvaert, “Cleopatra”, 1590, olio su tela. Bologna, Fondazione CarisBo

Questa trama leggendaria, magistralmente costruita da Cesare, sarebbe stata ripresa e sviluppata dai suo successori al comando dell’Impero, ed instancabilmente elaborata fino ai tempi nostri. Probabilmente, senza la fine tragica del suo assassinio, che lo colse nel momento del massimo fulgore evitandogli vecchiaia e decadenza, il mito di Cesare non si sarebbe affermato con altrettanta forza.

La mostra “tocca” i momenti cruciali dell’ascesa al potere di Cesare

La mostra intende partire dal personaggio Cesare e dal suo più stretto contorno politico e culturale, toccando i momenti forti della sua ascesa al potere: gli alleati-avversari – come Crasso, Pompeo, Cicerone –, le campagne militari che gli diedero gloria e ricchezza, l’avventura egiziana e l’incontro con Cleopatra, regina d’Egitto, l’ambiente culturale e artistico romano di quegli anni; fino alla morte, avvenuta alle idi di marzo del 44 a.C., alla successione al potere nelle mani del giovane figlio adottivo Ottaviano e l’apoteosi.

La ripresa del mito in senso ideologico-politico con il Sacro Romano Impero

La memoria e il “culto” di tale eccezionale figura non si persero mai, neppure nei secoli di decadenza dell’Impero e negli anni oscuri successivi alle invasioni barbariche in Italia. Fu però in età medievale, e particolarmente con l’avverarsi del Sacro Romano Impero (inizi IX secolo), che il mito del fondatore dell’impero riprese, tanto da additarsi nella sfera sovrastante l’obelisco vaticano l’urna cineraria del grande condottiero.
Si trattò per lo più di una ripresa del mito in senso ideologico-politico, tesa a riaffermare i valori unificanti del nuovo impero carolingio. All’arte spettò il compito di illustrare tale recupero.

Statua di Afrodite, del tipo “Venere Genitrice”, fine I-inizi II sec dC, marmo pario, h cm 164. Parigi, Musée du Louvre

Il mito di Cesare e il “Cesarismo” attraverso i secoli

Specialmente a partire dal Duecento e poi dal Trecento, il recupero dell’antico si afferma anche attraverso le immagini dei grandi protagonisti della storia romana, e Cesare è ovviamente tra questi. In pieno Rinascimento i celebrati cicli ad affresco del Mantegna o di Andrea del Sarto, dedicati al dittatore romano, sono conforto e paragone per il nuovo principe e il suo imperium. Letteratura e musica celebrano i fasti di Roma come quelli di Cesare, e basterà citare a mo’ di esempio il Julius Caesar di William Shakespeare.

Il mito di Cesare e il “Cesarismo” traversano i secoli e paiono riacutizzarsi tra fine Settecento e Ottocento: l’interesse per l’antico e per i suoi protagonisti riesplode con forza nel secolo dell’Illuminismo e tra i suoi protagonisti, e basterà citare l’eredità sfociata poi nella figura e nel ruolo di Napoleone I (leggi il testo “Il mito di Giulio Cesare e due ‘tifosi’ d’eccezione: Napoleone I e Napoleone II”).

La figura di Cesare nel ‘900: il mito nelle grandi produzione cinematografiche

Sempre nel Novecento è anche e forse soprattutto il cinema, settima arte, ad aver tenuto vivo il mito di Cesare fino a noi; tanto che dall’epoca del muto ad oggi, sono oltre cento le pellicole che lo vedono diretto o indiretto protagonista.

Gemma in calcedonio con ritratto di Cesare, Parigi, Cabinet des medailles

La produzione cinematografica inerente Cesare può suddividersi sinteticamente in tre periodi: gli anni Dieci del Novecento, col suo cinema d’impianto teatrale; quella degli anni Cinquanta e Sessanta, che popolarizza le gesta di Cesare e degli antichi romani; infine gli anni delle grandi produzione hollywoodiane a Cinecittà, la via più breve per esportare oltre oceano il mito di cesare e di Roma antica.

Tra gli attori che hanno dato il loro volto a quello di Cesare, due hanno segnato nell’immaginario cinematografico i suoi tratti e il suo carattere: Louis Calhern nel “Giulio Cesare” di Joseph L. Mankiewicz, del 1953, e Rex Harrison, Cesare in “Cleopatra”, dello stesso regista, girato nel 1963.



    Scheda Tecnica

  • “GIULIO CESARE. L’uomo, le imprese, il mito”
    dal 24 ottobre 2008 al 3 maggio 2009
    Inaugurazione: giovedì 23 ottobre
  • Curatori:
    Giovanni Gentili, Paolo Liverani, Enzo Sallustro, Giovanni Villa
    Comitato scientifico e autori dei contributi in catalogo
  • Chiostro del Bramante
    Roma, Via della Pace
  • Biglietti:
    Intero € 10; ridotto martedì per tutti € 7; Gruppi (min. 15 max 25 nella settimana) € 7; Gruppi (min. 15 max 20 nel fine settimana) € 9; Scuole € 4,50
    Tariffe Gruppi (escluso il costo del biglietto): prenotazione € 20; visita guidata € 80
    NB: per i gruppi la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata mediante bonifico bancario entro 8 giorni dalla data della prenotazione
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-20; sab-dom, ore 10-21; lun chiuso
    (La biglietteria chiude un'ora prima)
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
  • Info:
    Tel. (+39) 06 68809035
    info@chiostrodelbramante.it
    Chiostro del Bramante

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader