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Veronica Montanino. OVERLOOK

Alla galleria Artsinergy, completamente ripensata per l’occasione, la prima personale romana di Veronica Montanino, tra ossessioni, amori, sentimenti, paure, emozioni

a cura di Bernd Noack, il 12/10/2008

Curata da Gianluca Marziani, prosegue fino al prossimo 6 dicembre la nuova personale di Veronica Montanino allestita negli spazi espositivi della galleria Artsinergy di Roma (via Capo d'Africa 46), con la proposta di un progetto artistico che coinvolge lo spettatore fin dalla strada, creando un diaframma virulento che connette fuori e dentro con ragionata calibratura dei contrasti.

Overlook 1: ingresso

Si arriva davanti all’ingresso della galleria e qualcosa non appare nel solito modo. La porta principale somiglia ad una protuberanza organica con un’apertura al centro, un buco appena sufficiente per varcare il ventre del luogo. Una forma che sembra in libera espansione, un’edera volumetrica e coloratissima che apre il nostro interrogativo sul “cosa” e sui “come” del progetto.

Overlook 2: prima sala

Si scende una piccola rampa di scale e un altro stravolgimento spaziale accoglie il pubblico. Una gigantesca sfera in plastica semitrasparente si staglia come un totem pop che lascia pochissimo spazio per i nostri movimenti, quasi fosse la mela fuoriscala del quadro di Magritte. La Montanino ha ideato una specie di ventre circolare che al suo interno, simile ad un serbatoio di esperienze e scarti, ingloba i frammenti di una propria visione del quotidiano.

Dentro la sfera “galleggiano” oggetti che appartengono al vissuto, ai rimandi ancestrali, alla fantasia, alle emozioni della scoperta, ai piaceri del recupero. Consideriamo quel globo uno schermo circolare ed endoscopico che si lascia accerchiare mentre offre agli altri la propria “gravidanza”.

Overlook 3: corridoio

Sul muro del corridoio, punto intermedio della galleria, una sottile mensola bianca corre come un orizzonte filante. Vi sono poggiati giocattoli e decine di oggetti dal gusto camp, tutti rigorosamente verniciati in nero. Sono la sacca di decompressione tra una zona e l’altra, la linea immaginaria che unisce gli opposti del percorso. Dopo l’eccesso cromatico tra ingresso e prima sala, incarnano l’abecedario random che rende la memoria un’ombra ormai solida.

Overlook 4: seconda sala

Adesso si entra nella sala dell’esplosione frammentaria, tra quadri, sagome e pattern murali. Come per Il primo ambiente, anche qui vince la sintesi pop di una gamma cromatica netta e industriale, un movimento cinetico fatto di cerchi e onde, flussi e incastri vorticosi. Rispetto al macro della gigantesca palla, qui assistiamo alla moltiplicazione su formati ridotti, quasi che il globo materno dell’incipit sia esploso senza perdere il senso ossequioso dell’entropia.

Overlook 5: ultima sala

Si cammina lungo un tracciato predefinito che somiglia alle strade zigzaganti dei primi videogiochi. Svariate stampe coprono il pavimento in maniera totale, lasciando al fruitore la possibilità fisica di camminare nella superficie installativa. Il percorso si chiude qui, dentro una soggettiva abitabile sui giochi da tavolo più famosi. Li ritroviamo come una scacchiera del racconto emozionale, un epilogo che nel bianconero e nei macroformati scandisce la tensione complessiva della Montanino.

Una mostra dove l’ironia incontra il sentimento poetico della femminilità

La propagazione magmatica dell’ingresso, la circolarità invasiva della prima sala, la decompressione lineare del corridoio, l’esplosione frammentaria della seconda sala, l’ammorbidirsi sintetico dentro l’ultima sala: una mostra dove l’ironia incontra il sentimento poetico della femminilità, dove le immagini diventano catalizzatori emotivi e liberatori. A riprova che il gioco, quando nasce tra cervello e cuore, racconta la verità dei “grandi” con la lingua dei “piccoli”.

Gli spazi Artsinergy ripensati completamente per l’occasione

La prima personale romana di Veronica Montanino è un viaggio onirico nel suo caleidoscopio alchemico e conturbante. Come un’Alice di Lewis Carroll, l’artista ricrea un diorama psicanalitico in cui galleggiano ossessioni, amori, sentimenti, paure, emozioni… La galleria viene completamente ripensata lungo installazioni che inglobano forme pittoriche, elementi plastici, pieni e vuoti, contrasti tra colore acido e bianconero sintetico.

Un flash volumetrico

Al centro torna sempre il corpo autoriflessivo, la vitalità interiore di uno sguardo che sceglie la memoria e le sue immagini ancestrali, il gioco e i temi archetipici dell’infanzia. Una mostra dove i gesti delle figure riprodotte si isolano dentro il caos dei colori, dei cerchi cinetici, dei virus plastici che invadono gli spazi.
Un flash volumetrico in cui le forme figurative e gli elementi astratti parlano la lingua dell’introspezione con la grammatica di uno stile sintetico, quasi elettronico nel tipo di estetica proposta.

Oltre la pura apparenza
Oltre il confine dello sguardo realistico
Semplicemente: overlook

Scheda tecnica

  • Veronica Montanino. “OVERLOOK”
    fino al 6 dicembre 2008
  • Curatore:
    Gianluca Marziani
  • Artsinergy
    Roma, via Capo d'Africa 46
  • Orario di apertura:
    mar-ven, ore 15.30-19.30 o su appuntamento
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Tel. (+39) 06 45496564
    asroma@artsinergy.com
    Artsinergy
    Ingresso pericoloso

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