Mostre » Diana Baylon e Lia Drei, due Signore dell'arte italiana

Lia Drei, Struttura A10, 1968, acrilico su tela, cm 100x100(R)

Diana Baylon e Lia Drei, due Signore dell'arte italiana

A Vicenza una mostra che illustra l’attività di due importanti artiste italiane, protagoniste dell'arte programmata e cinetica fin dai primi anni Cinquanta

a cura di Angelo Pinti, il 04/10/2008

Patrocinata dal Ministero delle Pari Opportunità, dalla Provincia di Vicenza – Ufficio Pari Opportunità e dal Comune di Vicenza, ha inaugurato ieri per rimanere aperta fino al prossimo 13 dicembre 2008, nelle sale di Valmore Studio d'Arte a Vicenza, una seducente mostra dal titolo “Diana Baylon e Lia Drei, due Signore dell'arte italiana. Opere degli anni '60 - '70”, nella quale sarà analizzato il suggestivo percorso artistico delle due artiste, in anni in cui molti pregiudizi condizionavano la vita delle donne.

Protagoniste fin dai primi anni '50 e tra gli esponenti di spicco dell'arte programmata e cinetica, Baylon e Drei non si risparmiano nell'esprimere se stesse come donne e artiste, ognuna con un particolare apporto e la propria spiccata personalità.

Vite avventurose ricche di passioni

Mentre Diana Baylon dimostra dimestichezza in campi solitamente riservati agli uomini, sono note le sue fughe liberatorie su potenti motociclette e la passione per il volo che tanta importanza ha avuto come ispirazione per le sue opere, Lia Drei conquista nel 1940 il titolo di campionessa italiana di tuffi mettendo nell'attività sportiva tutta la sua carica vitale che in seguito convoglia nella ricerca visuale dei rapporti fra i colori e nel dinamismo delle sue strutture geometriche.

Diana Baylon, Mutevole, 1975, alluminio, cm 78x78

Gabriele Simongini su Lia Drei

Lia Drei nell'ambito della ricerca gestaltica “ha saputo esprimere una carica lirica di grande intensità pur nella capacità di distillare la forma nella sua purezza geometrica” (Gabriele Simongini).

Diana Baylon nelle parole di Paola Barbara Sega e Lara Vinca Masini

Diana Baylon è “fra le più significative artiste dell'astrattismo del dopoguerra e del movimento programmato e ottico cinetico europeo” (Paola Barbara Sega). Notevoli le sue pitture e sculture ma soprattutto le opere che utilizzano materie nuove usate come “nuova possibilità di espressione, come resultante della propria reazione emozionale nei confronti della nuova immagine del mondo” (Lara Vinca Masini).

Note biografiche di Lia Drei

Lia Drei, nata a Roma nel 1922 e cresciuta nella casa-atelier del padre, lo scultore Ercole Drei, consegue la laurea in Lettere e trascorre un periodo di studio a New York, prima di frequentare l'Accademia del Nudo e dedicarsi così alla pittura. Qui conosce Francesco Guerrieri, compagno di vita e nell'arte dal 1958. A fine 1962 è cofondatrice del Gruppo 63 (insieme a F. Guerrieri, L. Di Luciano e G. Pizzo) che si scioglie nel 1963. Nello stesso anno nasce il Binomio Sperimentale p. (puro) che vede la coppia Drei-Guerrieri impegnata nelle ricerche sulla percezione della forma-colore per tutta la loro vicenda artistica, occupandosi del rapporto tra arte, scienza, industrial design e la società contemporanea.

Lia Drei

Negli anni '70 si occupa anche di poesia visiva collaborando con Adriano Spatola, crea con Guerrieri ambienti interattivi, espone opere di Metapittura nella prima metà degli anni '80. L'ultima produzione vede confluire pittura, colore e geometria in un linguaggio che è sintesi delle precedenti esperienze. Muore il 22 marzo 2005.

Le opere di Lia Drei sono state esposte in numerose mostre in tutta Italia e all'estero e si trovano in importanti musei e biblioteche di tutto il mondo. Tra le esposizioni più importanti: personale alla Galleria d'Arte del Palazzo delle Esposizioni a Roma nel 1960, mostra del Binomio Sperimentale p. alla Galleria Il Bilico di Roma nel 1964, collettiva alla Galleria Sincron di Brescia nel 1973, Biennale di Venezia del 1978, Biennale di San Paolo del Brasile del 1981.

Note biografiche di Diana Baylon

Diana Baylon, nata a Bevagna (Perugia) nel 1920 e cresciuta negli aereoporti militari tra Udine, Gorizia e Pistoia, figlia del pilota aviatore Dante Pagnotta, compie gli studi a Firenze dove conosce il primo marito, Pier Nicola Ricci (1938). Nel 1946 la sua separazione dal marito suscita scandalo. Incurante delle conseguenze, incontra il pilota Giuseppe Baylon, al quale si legherà per la vita, e si avvicina al mondo dell'arte da autodidatta, frequentando artisi, galleristi, collezionisti e artigiani della Firenze del dopoguerra. Il suo interesse per la luce-colore si materializza nell'uso delle superfici metalliche che ne mutano continuamente la rifrazione. Sperimenta diversi e nuovi materiali, plasmati con la perizia del mestiere appreso direttamente nei laboratori artigianali fiorentini.

Diana Baylon

Nel 1969, con la galleria parigina Studio G 30, partecipa al Festival dei Due Mondi di Spoleto accanto a Burri, Dubuffet, Fontana, al quale è legata da sodalizio. Nel 1978 l'amico Bruno Munari inserirà l'opera della Baylon Situazione (1976) nei suoi Quaderni di design, La scoperta del Quadrato e la invita ad esporre nell'omonima mostra del 1981. Nel corso della sua lunga produzione si occupa anche di design creando gioielli e sculture in marmo, acciaio, plexiglass, vetro e carta, progettando arazzi e tappeti, tavoli e specchi. Negli anni '90 si ritira nel suo atelier a Fiesole (FI).

Diana Baylon partecipa a molte personali e collettive in tutta Italia e all'estero. Tra le esposizioni importanti ricordiamo una personale alla Galleria Il Fiore di Firenze nel 1972, la Biennale di Arte Orafa a Firenze nel 1976, la collettiva Sculptures in precious metals a Tokyo nel 1980, la collettiva Oggetto d'amore all'Istituto Italiano di Cultura a Parigi e a San Paolo del Brasile con catalogo a cura di Giuliano Serafini nel 1982, Cindarella's Revenge a New York nel 1994 e a Londra nel 1995, la personale Diana Baylon artista per il design al MIAAO a Torino nel 2008.

Scheda Tecnica

  • “Diana Baylon e Lia Drei, due Signore dell'arte italiana. Opere degli anni '60 - '70”
    fino al 13 dicembre 2008
  • Valmore Studio d'Arte
    Vicenza, Contrà Porta S.Croce 14
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 16-19.30 o su appuntamento
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    in galleria
  • Info:
    Tel. e Fax (+39) 0444 322557
    arte@valmore.it
    Valmore Studio d'Arte

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