Mostre » GIACOMO MANZÙ SCULTORE. Gli anni della ricerca. 1938-1965

Giacomo Manzù, “Bambino con l'anatra”, 1947, bronzo, cm 45x87x58, Civico Museo Revoltella - Galleria d'arte moderna, Trieste. Photo: Jacopo Ferrari

GIACOMO MANZÙ SCULTORE. Gli anni della ricerca. 1938-1965

Alla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 60 opere ripercorrono il periodo centrale dell’attività dello scultore bergamasco, caratterizzato dal profondo rinnovamento iconografico e dall’eccellenza della qualità plastica

a cura di Valentina Redditi, il 29/09/2008

In occasione del centenario della nascita di Giacomo Manzù, la GAMeC di Bergamo in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma celebra nei suoi spazi, dal 1° ottobre 2008 all’8 febbraio 2009, uno tra i maggiori scultori italiani del XX secolo, che nel capoluogo orobico è nato e col quale ha conservato uno stretto legame.

Una mostra che mette in primo piano il contributo di Manzù all’arte del Novecento

Giacomo Manzù, “Ritratto di Pio”, 1950 ca., bronzo, cm 40,5 x 39,4 x 24, Opera di proprietà della Banca Popolare di Bergamo in deposito alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea dell’Accademia Carrara

La mostra, dal titolo “Giacomo Manzù scultore. Gli anni della ricerca. 1938-1965”, presenterà 60 opere di collezioni pubbliche e private, in grado di ripercorrere il periodo centrale dell’attività dello scultore che si distingue per il profondo rinnovamento iconografico e per l’eccellenza della qualità plastica. L’esposizione è curata da M. Cristina Rodeschini, direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, e Marcella Cattaneo, storica dell’arte, e si avvale di un comitato scientifico composto da Maria Vittoria Marini Clarelli (Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Livia Velani, Marcella Cossu (direttore della Raccolta Manzù di Ardea).

Dalle “Crocifissioni” ai “Cardinali”, passando per la ritrattistica e il nudo femminile

Il progetto espositivo, che prende avvio dalla nota serie delle “Crocifissioni” realizzate da Manzù tra il 1939 e il 1942, tocca le tematiche più care all’artista: dalla ritrattistica femminile, così intensamente sentita e partecipata dallo scultore, ai ritratti di personalità della cultura alle quali fu legato da rapporti umani e professionali come Carlo Carrà, Eugenio Montale, Cesare Brandi, Oskar Kokoschka, alla suadente interpretazione del nudo femminile.

L’innovativa scelta iconografica dei “Cardinali”, l’incontro con Papa Giovanni XXIII ed il compimento della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, vengono individuati come momenti cruciali della vita artistica di Manzù. In particolare la porta vaticana, che impegnò l’artista dal 1947 al 1964, diviene l’epicentro di una poetica che, nel dialogare con la tradizione, ne rifiuta gli aspetti accademici per dare accesso a una visione della realtà in cui valori umani e storia delle emozioni si saldano in piena alleanza.

Giacomo Manzù, “Bambina sulla sedia”, 1955 ca., bronzo, cm 118x119x60,5, Raccolta Manzù, Ardea

Il legame della mostra con la riflessione avviata nel 2008 dalla città di Bergamo sulla figura di Giovanni XXIII

La scelta di concentrarsi sul periodo 1938-1965 metterà in primo piano il contributo dello scultore lombardo alla cultura d’arte del Novecento che, per l’intensità della ricerca condotta entro il dominio di un dichiarato figurativismo, lo pone come una delle personalità di spicco.
Il legame della mostra con la riflessione che nel 2008 viene avviata dalla città di Bergamo sulla figura di Giovanni XXIII, a cinquant’anni dall’elezione pontificale, varrà a sottolineare quanto abbia inciso sul lavoro di Manzù la profonda intesa umana con il papa bergamasco.

Il catalogo Electa con nuove immagini fotografiche delle opere

Nel catalogo Electa, i testi di Marcella Cattaneo, Marcella Cossu, M. Cristina Rodeschini, Marco Roncalli, Livia Velani percorrono la vicenda artistica e umana di Manzù, a partire dagli anni Trenta, fino al successo degli anni Sessanta. Ciascuna delle opere in mostra verrà analizzata ripercorrendo la sua genesi ideativa e la sua fortuna critica ed è stata oggetto di una nuova campagna fotografica a cura di Jacopo Ferrari.
In occasione della mostra, saranno inaugurati degli itinerari in Lombardia legati alla presenza di Manzù, curati da Silvia Carminati.

La mostra parallela al Museo Arte Tempo di Clusone, con una sezione sul periodo 1942-1945

La mostra bergamasca sta avendo un momento anticipatore – fino all’8 febbraio 2009 – al MAT Museo Arte Tempo di Clusone, con una sezione che indaga i momenti vissuti dal 1942 al 1945, nella cittadina della Val Seriana, dove Manzù si era rifugiato con la famiglia per sfuggire alla guerra, con una decina di opere concepite ed eseguite durante anni difficili della nostra storia italiana.

Presentata in contemporanea la personale del designer Pio Manzù, figlio di Giacomo

Contemporaneamente alla mostra dedicata a Giacomo Manzù, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta nei propri spazi l’itinerario creativo del figlio Pio (1939-1969), designer di profilo internazionale.

    Scheda Tecnica

  • “GIACOMO MANZÙ SCULTORE. Gli anni della ricerca. 1938-1965”
    dall’1 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009
    Inaugurazione: martedì 30 settembre, ore 18.30
  • Curatori:
    M. Cristina Rodeschini, Marcella Cattaneo
  • GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
    Bergamo, via San Tomaso 53
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-19; gio, ore 10-22; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 5; ridotto € 3,50
  • Catalogo:
    Electa
  • Info:
    Tel. (+39) 035 270272 - Fax (+39) 035 236962
    GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

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