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Giorgio Kienerk, “Ritratto di Vittoria con il cappello”, 1934

MUSEO GIORGIO KIENERK

A Fauglia, località sulle colline pisane meta di villeggiatura per molti pittori e intellettuali di inizio ‘900, inaugura un nuovo museo dove saranno raccolte oltre 130 opere di Giorgio Kienerk, pittore, scultore, grafico e illustratore postmacchiaolo

a cura di Valentina Braschi, il 27/09/2008

Apre i battenti oggi, sabato 27 settembre, nel piccolo centro di Fauglia in provincia di Pisa, un museo intitolato e dedicato all’artista postmacchiaiolo Giorgio Kienerk, allievo di Adriano Cecioni e Telemaco Signorini, autore di una significativa produzione nei campi della pittura, della scultura, della grafica e dell’illustrazione. Il museo, presentato giovedì scorso a Firenze (con proiezione di un documentario realizzato da Gianluca Paoletti e Domenico Zazzara), diventerà un punto di riferimento indispensabile per lo studio dell’opera di Kienerk, del quale raccoglierà oltre 130 lavori.

La donazione della figlia dell’artista, Vittoria Kienerk

Il Museo dedicato a Giorgio Kienerk è stato realizzato grazie alla donazione che la figlia Vittoria ha voluto fare ancora in vita alla Comunità di Fauglia. L’artista ha avuto un lungo legame con questa località della provincia pisana, meta di villeggiatura per molti pittori e intellettuali dei primi anni del ‘900: con la moglie Margherita e la figlia egli vi ha infatti trascorso ogni estate, dal 1919 fino alla morte, nella villa di famiglia di Poggio alla Farnia, e ha immortalato la campagna circostante in molte delle sue opere.

I postmacchiaioli: aperti a nuove ricerche senza rinnegare l’insegnamento dei maestri

Giorgio Kienerk appartiene a quel gruppo di allievi dei macchiaioli (tra cui Plinio Nomellini, Oscar Ghiglia, Ulvi Liegi, Llewelyn Lloyd, Mario Puccini, Ludovico Tommasi) che cominciarono a farsi conoscere a Firenze intorno agli anni Novanta dell’Ottocento, poi chiamati postmacchiaioli. Essi, pur senza mai rifiutare l'insegnamento dei maestri, si aprirono a nuove ricerche pittoriche, come il divisionismo, a tematiche complesse come il simbolismo, ad esperienze innovatrici come nel campo della réclame e del cartellonismo.

A Fauglia l’artista ritrovò l’amore per il paesaggio insegnatogli da Telemaco Signorini

Kienerk arriva a Fauglia dopo una lunga carriera di scultore, pittore, grafico, e nella campagna di Poggio alla Farnia ritrova quell'interesse, quell'amore per il paesaggio che gli aveva insegnato il maestro Telemaco Signorini tanti anni prima, lavorando nei dintorni di Firenze. Per trent'anni Kienerk nei suoi dipinti faugliesi coglie le continue variazioni di luce e di colore sui “motivi” da lui amati: gli oleandri del giardino, i pagliai nell'aia del contadino, i campi di granturco e di erba medica, gli ulivi, i pini, la strada maestra bianca di polvere sotto il solleone.

Nel nuovo museo è possibile ripercorrere tutte le fasi della produzione di Kienerk

Le opere donate coprono tutto il suo percorso, dalla produzione giovanile fino agli ultimi anni trascorsi a Fauglia offrendo così un ampio spaccato della ricca personalità creativa di Giorgio Kienerk.
“La nonna” (1889) è esempio del suo fare verista ancora influenzato dalla lezione signoriniana; la bella scultura “L'anguilla” (1893) spicca per il vivo naturalismo e per l'intensità espressiva del ragazzo. Fondamentale il dipinto “Alberi sul mare” (1891) che registra la precoce appartenenza dell’artista alla sperimentazione divisionista, condivisa a Genova anche da Plinio Nomellini e da Angelo Torchi.

La pennellata di Kienerk con gli anni si fa più fluida e mossa di efficace andamento impressionista, come nell'importante brano pittorico “La lettrice” (1897). “Testa ridente” (1900), “Sorriso” (1900) e “Puvis de Chavannes” (1903 ca) sono esempi efficaci della sua singolare, personalissima cifra grafica. Sensibili le tangenze con l'Art Nouveau e con il simbolismo che si riscontrano non solo nella sua attività di disegnatore (“Nudo femminile di fronte”, 1907 e “Nudo femminile da tergo”, 1907), ma anche nella produzione pittorica (“Bagnante”, 1903, “L'abito verde”, 1903) e nella scultura (“La panchina”, 1907 ca., “Lo scienziato”, 1908-09, Ars, 1913).

Nel Museo sono conservati diversi paesaggi eseguiti in varie epoche (1887-1942 c.); particolarmente fornita è la galleria dei ritratti di parenti, di amici e di eminenti scienziati dell'Ateneo pavese (“Camillo Golgi”, 1907) rappresentati di profilo nei medaglioni in gesso. Altrettanto ricca è la galleria dei ritratti di famiglia, in particolare della figlia Vittoria che è la protagonista di veloci, genuine impressioni dal vero di solare freschezza, eseguite a Fauglia a partire dagli anni Venti.

    Scheda Tecnica

  • Museo Giorgio Kienerk
    Inaugurazione: sabato 27 settembre 2008, ore 11.30
  • Sede:
    Fauglia (Pisa), Via Chiostra I, n. 13
  • Orario di apertura:
    mar e gio, ore 9-13; sab e dom, ore 9.30-12.30 e 16-19
  • Biglietti:
    Intero € 4; ridotto € 2
  • Catalogo:
    Pacini Editore
  • Info e prenotazioni:
    Tel. (+39) 050 657311
    Museo Kienerk

    Come arrivare:
    FI-PI-LI: da Firenze - uscita Lavoria; da Livorno e da Pisa - uscita Vicarello.
    Seguire indicazioni per Fauglia. Il Museo è nel centro del paese.
    Parcheggio: davanti alla Chiesa di San Lorenzo.

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