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Sfinge in avorio, VI secolo a.C., dal Melone di Camicia (reperto esposto nelle nuove sale del MAEC)

SPECIAL / Arte etrusca: il MAEC raddoppia

In occasione della grande mostra di capolavori dall’Ermitage, il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona completa il percorso museale e apre 6 nuove sale con tante novità. Esposti anche i reperti provenienti dai circoli tombali del Sodo, scoperti tre anni fa

a cura di Redazione, il 07/09/2008

Una città che fonde storia e ambiente unici, una tradizione di erudizione e ricerca a livello internazionale, un territorio che continua a restituire sorprendenti testimonianze dell’affascinante civiltà etrusca e dei successivi insediamenti romani, e poi la grande sfida della ricerca – fatta di scavi, indagini e collaborazioni scientifiche – e l’impegno recente per il restauro, la tutela e la conservazione di reperti e materiali; infine la politica di valorizzazione e di fruizione di un patrimonio culturale che appartiene alla collettività e che costituisce anche un potenziale valore per l’economia e lo sviluppo territoriale, con un Museo che è un unicum nel suo genere, un Parco Archeologico che ingloba ormai circa 20 siti e le grandi mostre: Cortona è tutto questo.

Un altro tassello del grande progetto che viene portato avanti da vent’anni

E lo dimostra ancora una volta, aggiungendo un altro tassello al colossale progetto avviato vent’anni
or sono, che ha permesso di riscrivere la storia dell’antica polis etrusca e romana di Cortona e d’illustrarla e valorizzarla in una nuova realtà museale, inaugurata nel 2005 (per la quale il Comune ha investito in questi anni quasi 2 milioni di euro, cui si sono aggiunti 700.000 euro della Regione Toscana), che oggi si arricchisce di 6 nuove sale espositive, ove saranno per la prima volta esposti anche i reperti trovati nella sorprendente necropoli etrusca dell’area archeologica del Sodo, scoperta tre anni fa.

Vaso cenerario, fine VII secolo a. C., dal Circolo I del Sodo (Circolo scoperto nel 2005)

I nuovi spazi inaugurati domenica 7 settembre 2008

Il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC) è nato dalla collaborazione tra il Comune di Cortona e l’Accademia Etrusca, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Arezzo, la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, l’APT di Arezzo e con il sostegno della Banca Popolare di Cortona.

L’originalità del MAEC: aver riunito il Museo dell’Accademia Etrusca e il Museo della Città etrusca e romana di Cortona

Il MAEC costituisce una realtà assolutamente originale e significativa nel panorama italiano avendo riunito in un unico percorso espositivo e in un’unica istituzione lo storico Museo dell’Accademia Etrusca – testimonianza della cultura archeologica settecentesca – e il Museo della Città etrusca e romana di Cortona, che mira a ripercorrere l’evoluzione storica della città dall’età villanoviana a quella romana con innovativi criteri museografici e allestitivi, esponendo tutti i materiali rinvenuti nel territorio di Cortona dall’Ottocento ai giorni nostri: grazie anche alla sensibilità della Soprintendenza che ha affidato al Comune e al MAEC i reperti conservati a Firenze e quelli restituiti dagli scavi degli ultimi anni.

Nel trecentesco Palazzo Casali dunque, nel cuore storico della città, le affascinanti collezioni dell’Accademia Etrusca custodite negli ambienti del Piano Nobile, con pezzi eccezionali come il celebre ed unico “Lampadario etrusco”, dialogano con tanti, straordinari reperti – tra questi la “Tabula cortonensis”, terzo testo etrusco al mondo per lunghezza - esposti insieme a ricostruzioni e apparati multimediali nei suggestivi ambienti interrati dell’edificio, resi fruibili dopo lunghi e impegnativi lavori di adeguamento funzionale e di restauro, che hanno fatto emergere anche un impressionante tratto murario etrusco lungo oltre quindici metri.

Coperchio di urna cineraria rappresentante un giovane reclinato. Bronzo L 76 cm, H 42 cm. Perugia, IV secolo a.C. Il reperto sarà esposto nella mostra “Capolavori dell’arte etrusca”

Le sei nuove sale e L’allestimento studiato dagli architetti Andrea Mandara e Giovanni Longobardi

Ora, con le ulteriori sei sale che si vanno ad aggiungere a quelle inaugurate tre anni fa, il percorso al piano interrato - sviluppato secondo il progetto scientifico studiato da Mario Torelli, ordinario all’Università di Perugia - si completa rispondendo alle aspettative suscitate dai ritrovamenti avvenuti nel territorio cortonese negli ultimi quindici anni (ognuno dei quali rilevante e, nel complesso, di portata eccezionale) e svelando un volto nuovo e inedito di Cortona. […] (leggi l’articolo per intero)

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