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Castello di Carpineti - veduta interna; foto: Giuseppe Maria Codazzi

SPECIAL / Le vicende storiche della vita di Matilde

Tra le più importanti alleate di Papa Gregorio VII, fu protagonista assoluta sia in politica sia nell’arte che nel sociale, sostenendo, tra l’altro, l'edificazione di chiese e cattedrali, ospizi per poveri e partecipando in modo determinante alla nascita dell'Università di Bologna

a cura di Redazione, il 31/08/2008

Poche donne hanno avuto, nella storia italiana, un ruolo importante quanto quello di Matilde di Canossa (1046-1115), che per quarant'anni resse uno Stato che si estendeva su buona parte dell'Italia settentrionale e centrale, e che partecipò da protagonista alla lotta tra l'Impero e la Chiesa. Fatta prigioniera dall'imperatore Enrico III, insieme alla madre, restò fortemente impressionata dall'esperienza, al punto che divenne un'assidua sostenitrice del Papato.

Data in sposa a Goffredo il Gobbo, si separò da lui dopo soli tre anni. Quando nel 1076 entrò in pieno possesso dei domini del padre, risultò la più importante alleata di Papa Gregorio VII.

Il ruolo fondamentale di Matilde tra il Papato ed Enrico IV

Matilde ebbe una parte fondamentale nei rapporti tra Papa Gregorio VII e il giovane imperatore Enrico IV, suo cugino. L'imperatore, che tramava contro il Papato, si fingeva alleato di Matilde e di Gregorio VII finché, alla mezzanotte del Natale del 1075, fece rapire il pontefice mentre celebrava la messa nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Arrestato e malmenato, il Papa venne condotto in Germania, ed Enrico IV svelò la sua vera natura.

Castello di Canossa - veduta interna; foto: Giuseppe Maria Codazzi

La scomunica di Papa Gregorio VII nei confronti di Enrico IV

Lanciata la scomunica del Papa contro Enrico IV, quest'ultimo si rese conto del potere della Chiesa e sapendo di non poter andare contro il suo popolo, si preparò a quello che è diventato un simbolo di sottomissione: l'umiliazione di Canossa. Fu solo grazie alla cugina Matilde, che Enrico IV venne ricevuto dal Papa nel castello di Canossa, ma solo dopo essere rimasto per tre giorni a piedi nudi a supplicare sotto la neve, rischiando il congelamento. Nonostante l'imperatore fosse in realtà in malafede, ottenne il perdono grazie a quella potente e decisa donna che era Matilde. Negli anni successivi, però, Enrico IV si scagliò nuovamente contro il Papato e Matilde continuò a schierarsi dalla parte di Gregorio VII.

Il convegno al Castello di Carpineti

Nel 1092, nel castello di Carpineti, s’indisse un convegno, durante il quale ecclesiastici ed alleati di Matilde discussero le proposte di pace di Enrico IV. La contessa, incoraggiata anche dalle veementi parole dell'eremita Giovanni da Marola, maturò la decisione di perseverare nella lotta. Nello stesso anno, infatti, le truppe di Matilde misero in fuga, nel reggiano, tra Bianello e Canossa, l'esercito imperiale venuto per lavare l'umiliazione del 1077.

Salvatasi dalla minaccia, Matilde si dedicò a rafforzare e allargare il suo feudo. Sostenne l'edificazione di chiese e cattedrali, fece sorgere ospizi per poveri e partecipò in modo determinante alla nascita dell'Università di Bologna.

La nomina a vice regina d'Italia

Nel 1111 a Bianello incontrò il nuovo imperatore, Enrico V, figlio del suo grande nemico, che la nominò vice regina d'Italia.

Dal 1632 le spoglie di Matilde riposano nella Basilica di San Pietro a Roma

Matilde muore a Bondeno di Roncore identifi¬cata oggi con l'attuale Bondonazzo (Comune di Reggiolo (Re)) il 24 luglio 1115 e viene sepolta nel monastero di San Benedetto in Polirone. Dal 1632 riposa a Roma, nella basilica di San Pietro, in un sarcofago, arricchito da uno straordinario monumento realizzato dal Bernini.

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