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Madonna di Fontevivo, Fine secolo XII, Fontevivo (PR), Abbazia Cistercense

MATILDE E IL TESORO DEI CANOSSA

A Reggio Emilia e Canossa oltre duecento opere raccontano le vicende di una tra le donne più potenti e influenti del Medioevo e l’eredità culturale che ha lasciato su una regione molto vasta. A settembre il Premio Matilde di Canossa

a cura di Valentina Redditi, il 31/08/2008

“Matilde di Canossa, tra castelli e città”, questo il titolo completo dell’esposizione curata da Arturo Calzona, docente di Storia dell’Arte Medievale all'Università di Parma, in programma che apre i battenti oggi domenica 31 agosto 2008 a Reggio Emilia nelle tre sedi di Palazzo Magnani, del Museo Diocesano e dei Musei Civici, e al Museo Campanini di Canossa.

Oltre duecento opere in mostra

Le terre reggiane, testimoni di una vicenda storica e umana unica nel suo genere, ospiteranno quindi una grande esposizione dedicata a Matilde di Canossa (1046-1115), una delle donne più potenti e influenti del Medioevo e all’eredità culturale che ha lasciato su una regione molto estesa, dalla Pianura Padana alla Toscana, ma che ha avuto il suo epicentro proprio nel territorio reggiano, tra Reggio Emilia, Canossa e altri paesi dell’Appennino.

In esposizione 215 opere, in grado di riconsiderare gli avvenimenti storici salienti della vita della Contessa, tra i più conosciuti nella storia medievale, come il Concilio indetto a Guastalla da Pasquale II nel 1107 e l’incontro tra Matilde e papa Gregorio VII con Enrico IV.

Le testimonianze artistiche che i Canossa hanno lasciato nelle terre dell’Appennino reggiano

L’iniziativa analizzerà come la vicende politiche dei Canossa, ma anche le architetture, la fondazione di monasteri, la costruzioni di Cattedrali, i testi letterari, le miniature e le immagini dipinte e scolpite facciano parte e ancora incidano sul modo di vivere e di concepire le terre dell’Appennino reggiano.

Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, Mss. Turri E 52, Donizone, Vita Mathildis, e altri scritti, secolo XIV (prima metà), c. 42v

Fino ad oggi, infatti, è mancata un'analisi d’insieme sulle importanti testimonianze architettoniche, scultoree e pittoriche giunte sino a noi e non si è compreso fino in fondo se quanto è rimasto (pezzi erratici, castelli, pievi, ponti, strutture viarie) sia collegabile a una possibile “programmazione” dell’immagine, ma anche del territorio che, secondo parte della storiografia, sarebbe stata elaborata proprio in quegli anni da parte del Papato con il sostegno dei Canossa.

In mostra opere provenienti dai più importanti musei nazionali e internazionali

L'esposizione si occuperà di questi aspetti e, grazie a importanti prestiti provenienti da numerosi musei nazionali e internazionali (Musei Vaticani, Museo dell'Opera Pimiziale di Pisa, Museo Nazionale del Bargello di Firenze, Museo Nazionale archeologico di Napoli, Kunsthaus di Zurigo, Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, Princeton University Art Museum di Princeton USA) offrirà strumenti critici per comprendere come le zone del reggiano a partire dal XI secolo costituiscano di fatto - non solo da un punto di vista territoriale, ma soprattutto da un punto di vista culturale - una cerniera e uno snodo fondamentale sia per il sistema canusino, che si era espanso alla Toscana attraverso i passi appenninici, sia per gli imperatori tedeschi, che intendevano svolgere le loro funzioni di governo nel Regnum, sia per il Papato, che tentava di recuperare un ruolo primario sia sul piano politico che su quello spirituale rispetto alla subalternità nei confronti dell’imperatore.

Miniatura (fol. 7v) del codice originale della Vita Mathildis di Donizone di Canossa (sec. XII). Biblioteca Vaticana, Roma

Questo evento sarà anche l’occasione per conoscere i prodotti di eccellenza come l’aceto balsamico tradizionale, il Parmigiano Reggiano, nato proprio nei monasteri matildici, e ripercorrere le orme della Contessa, visitando i suoi castelli, non solo Canossa, ma anche Carpineti, Sarzano, Bianello e Rossena.

Il “Premio Matilde di Canossa” con Rita Levi Montalcini presidente di giuria

A settembre, avverrà la consegna del ‘Premio Matilde di Canossa’, assegnato da una giuria, presieduta da Rita Levi Montalcini, a una donna che si sia distinta nell’ambito della cultura, dell'azione politica o sociale in campo internazionale.

Chi promuove l’evento

La mostra è promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, dalla Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, dal Comune di Reggio Emilia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia "Pietro Manodori", dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico per le Province di Modena e Reggio Emilia, dall’Università degli Studi di Parma, dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia, dalla Comunità Montana dell'Appennino Reggiano, da Matilde di Canossa spa, col patrocinio della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, dal Ministero per i Beni e le attività culturali, dalla Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, dalla Regione Emilia Romagna, dall’Università degli Studi di Parma.

Scheda Tecnica

  • “Matilde di Canossa, tra castelli e città”
    dal 31 agosto 2008 all’ 11 gennaio 2009
  • Curatore:
    Arturo Calzona
  • Palazzo Magnani, corso Garibaldi, 31
    Museo Diocesano, via Vittorio Veneto, 6
    Musei Civici, via Spallanzani, 1
    Reggio Emilia
  • Museo Naborre Campanini, via Castello di Canossa, 1
    Canossa
  • Orario di apertura e biglietti:
    Palazzo Magnani, Museo Diocesano e Musei Civici
    mar-ven, ore 10-13 e 15-19; sabato e domenica, 10.00-19.00; lunedì chiuso
    Biglietto unico per le tre mostre:
    Intero € 7; ridotto € 5; studenti € 3
  • Museo Naborre Campanini
    Settembre, ore 9-12.30 e 15-19; ottobre-gennaio, ore 9-16.30; lun chiuso
    Biglietti: Ingresso libero
  • Catalogo: Silvana Editoriale
  • Segreteria organizzativa:
    Provincia di Reggio Emilia – Palazzo Magnani
    42100 Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 31)
    Tel. (+39) 0522444419 – 444446 – Fax (+39) 0522444436
    s.vollmann-schipper@mbox.provincia.re.it
    f.franceschini@mbox.provincia.re.it
  • Info:
    Sito web della mostra

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