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George Barbier (1882-1932). Au Polo, 1923, da Falbalas et fanfreluches : almanach des modes présentes, passées et futures, 1924, pochoir, cm 25x16. Venezia, Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume Museo di Palazzo Mocenigo. Fondo Stampe CIAC Palazzo Grassi. Photo: © Séverine Desmarest

Barbier, George

a cura di Redazione, il 27/08/2008

George Barbier, nato a Nantes il 10 ottobre del 1882 da una famiglia di facoltosi commercianti, frequenta in città la nuovissima Ecole des Beaux–Arts con Chantron, Lesage e Broca. Lascia Nantes ma continua a partecipare al salone bretone della Société des Amis des Arts de Nantes. Intanto a Parigi dove arriva nel 1907, si iscrive all’atelier di Jean Paul Laurens presso l’Ecole des Beaux -Arts e già nel 1910 espone al Salon des Humoristes sotto il nome di Edward William Larry e Salon d’Automne.

Membro della Socièté des Artistes Décorateurs, George Barbier espone annualmente dal 1911 al 1923 e poi nel 1929 al Salon des artistes decorateurs di cui è uno dei membri più attivi . La prima mostra personale alla Galerie Boutet de Monvel è del 1911 presenta 92 opere già di proprietà di grandi collezionisti francesi e presenta un catalogo con i testi di Pierre Louÿs.

Un artista versatile

Dai primi interventi al salone e dalle prime esposizioni emerge il suo aspetto di artista versatile. Egli presenta infatti, nel corso degli anni, lavori molto diversi: illustrazioni di libri, creazioni di costumi per il cinema e il teatro, oggetti, gioielli, bicchieri in vetro e soprattutto illustrazioni di moda. Queste ultime costituiranno l’espressione più riuscita e raffinata della sua creazione.
Notato dal geniale editore Lucien Vogel, entra (1912) nel novero degli illustratori della sua Gazette du Bon Ton, insieme a Iribe, Lepape, Marty, Martin, Boutet de Movel Brissaud, Brunelleschi.
Il sodalizio tra Barbier e questi artisti rappresenterà un punto di forza per la Gazette du Bon Ton con cui collaborerà fino al 1925.

Gli anni più fecondi

Gli anni tra il 1910 e lo scoppio della prima guerra mondiale sono, forse, i più fecondi della sua produzione: per l’atelier di André Groult realizza carte da parati di enorme successo, collabora con stilisti del calibro di Poiret, Paquin, Lanvin, Worth, Vionnet, illustrando le loro creazioni. Per l’amico Louis Cartier realizza disegni e illustrazioni. Da questo rapporto scaturisce anche una felice collaborazione con la Maison Cartier, per la quale realizza disegni per gioielli e il celebre logo con la pantera nera.

Le prime collaborazioni con la stampa

George Barbier (1882-1932). Personnages de comédie di Albert Flament /Turandot edizioni Meynial, Parigi, 1922, illustrazioni di Barbier, silografie a colori e progetto grafico di F.L. Schmied, cm 36,4x28,3, Collezione Marzano. Photo: © Séverine Desmarest

Le prime collaborazioni con la stampa sono legate a giornali umoristici come le Rire o la Baionette. Dopo l’incontro con Lucien Vogel, seguono molte altre collaborazioni più orientate verso la stampa femminile: oltre alla Gazette du Bon Ton, illustra per Le Jardin des dames et des modes, Modes et Manieres d’Aujourd’hui, La Ghirlande, L’Illustration, Les feuillets d’art, Femina, Vogue e Commedia illustre e La Vie Parisienne. Alla Gazette du Bon Ton e alla Vie Parisienne collabora, a partire dal primo dopoguerra, anche come redattore e giornalista, con articoli, cronache mondane e racconti firmati col suo nome o con pseudonimi.

E’ di estremo interesse valutare le diverse illustrazioni di George Barbier per le riviste di quegli anni, per capire quanto il suo stile e i suoi tratti cambiassero a seconda della destinazione e del target di ogni rivista.

I progetti editoriali propri di Barbier

Dal 1913 Barbier si lancia in personali progetti editoriali illustrando articoli commissionati ai più grandi scrittori e giornalisti tra cui Colette, Marie de Régnier, alias Gérard d'Houville, Anna de Noailles, Albert Flament, Francis de Miomandre e pubblicando sue opere tra cui le Bonheur du Jour (1924), Falbalas et Fanfreluches,(1922-1926) Album dedié à Tamar Karsavina (1914), Dessins sur les danses de Nijinsky (1913), La guirlande des mois (1917-1921).

Le creazioni di abiti e decori teatrali

Accanto all’instancabile e sempre rinnovata attività di illustratore vanno menzionate le innumerevoli creazioni di abiti e decori teatrali tra cui i costumi per les Folies Bergère del 1923, l’allestimento dei decori e costumi per il Casanova (1919) e La dernière nuit de Don Juan (1922)di Maurice Rostand, le tavole Vingt-cinq costumes pour le théâtre (1927).

Il grande apprezzamento per i suoi costumi. La lusinghiera recensione del New York Times

George Barbier (1882-1932). Paride e Elena, ca. 1904, acquerello su carta, cm 22,6x17,2. Parigi, collezione privata. Photo: © Séverine Desmarest

Barbier collabora con Erté a varie scenografie e costumi cinematografici anche per produzioni americane. Noto è il suo lavoro per i costumi di Rodolfo Valentino nel film Monsieur Beaucaire (1924): il film non viene particolarmente apprezzato dalla critica ma la qualità dei costumi è notata anche dal New York Times, che recensisce così il lavoro di Barbier:”magnifici…mai prima ad ora si erano visti costumi e scenari tanto spettacolari.”.

L’attività di illustratore

Nota è inoltre la sua attività di illustratore di opere, tra cui Fêtes Galantes di Paul Verlaine, Poèmes en prose di Maurice Guerin, Les plus belles heures de Casanova, La Double Maitresse, La Pecheresse di Henry de Regnier, Le Chansons di Bilitis di Pierre Louÿs, nelle edizioni del 1922 e in quella più erotica del 1929 (tirata a soli 25 esemplari), commedie di Alfred de Musset e ancora opere di Baudelaire, Theophile Gautier, in edizioni raffinatissime, tutte a tirature limitate a poco più di cento esemplari.

Muore a Parigi nel 1932 all’età di 50 anni

George Barbier muore dopo un periodo di malattia il 16 marzo 1932 a 50 anni, all’apice del successo.

Dopo la morte, l’intero corpus della sua collezione va all’asta

Sei mesi dopo, nel dicembre del 1933, l’intero corpus della sua collezione, compresa la biblioteca, va all’asta all’Hotel Drouot a Parigi. Lascia alcune opere al museo della sua città natale, Nantes e una preziosa collezione di stampe erotiche giapponesi alla Bibliothèque Nationale de France, ora conservate nella raccolta Enfer.

Questo patrimonio viene così smembrato, e di Barbier, nel tempo, resta memoria solo nell’ambito dei più raffinati collezionisti.

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