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Trieste: il distributore “Aquila” in Riva Grumula 14 in una foto degli anni Cinquanta conservata nell’Archivio Zubini, Trieste. Courtesy Stazione Rogers, Trieste

Trieste, al via STAZIONE ROGERS

Ricavato da un ex distributore di benzina realizzato negli anni ‘50, a fine mese prende il via l’attività del più originale centro culturale del Nord Est

a cura di Valentina Braschi, il 22/09/2008

Prende il nome dal famoso architetto italiano Ernesto Nathan Rogers il più originale centro di attività e informazioni culturali del Nord Est. Ricavato da un ex distributore di benzina degli anni cinquanta, “Stazione Rogers” inaugurerà la propria attività il prossimo 2 ottobre, a conclusione dei lavori di restauro della costruzione situata in fondo alle Rive di Trieste. Tale inusuale e suggestiva iniziativa si è resa possibile grazie al finanziamento del restauro da parte della Camera di Commercio di Trieste e alla concessione in comodato della struttura da parte del Comune.

L’edificio progettato negli anni ’50 dallo studio BBPR

L’edificio che conterrà la nuova struttura culturale triestina è stato progettato agli inizi degli Anni Cinquanta dallo studio milanese BBPR ed è una piccola gemma dell’architettura contemporanea italiana.

Il logo ufficiale di Stazione Rogers

Tra i soci dello studio, anche il grande architetto E. N. Rogers

Tra i soci BBPR (studio che firma tra l’altro la Torre Velasca, uno dei simboli della Milano della ricostruzione e dello sviluppo economico) è l’architetto triestino Ernesto Nathan Rogers, considerato uno dei teorici e fondatori dell’architettura contemporanea italiana.

Il progetto di Rogers, un edificio con una forma spaziale inconfondibile

Per l’edificio destinato a erogare la benzina ”Aquila” a Trieste E. N. Rogers pensò una forma spaziale inconfondibile: un’onda leggera per la copertura sospesa su pilotis, molto vetro per le tre sale identiche ma slittate di una mezza lunghezza, l’uso dei soli colori “aziendali”. Di questa forte caratterizzazione segnaletica STAZIONE ROGERS farà tesoro e trasformerà il distributore di carburante in un inedito distributore di cultura, preparandosi a celebrare nel 2009 il centenario della nascita dell’architetto.

Il modellino del restauro

Per il prossimo autunno/primavera in programma quattro manifestazioni

Quattro manifestazioni, con la collaborazione di Università, istituzioni culturali e privati, impronteranno l’attività del centro per il prossimo autunno/primavera. Ognuna opererà una ibridazione/stratificazione di aree tematiche suggerite da una parte dall'attualità e dall'altra dal ruolo di punto di scambio, turistico e commerciale, cui Stazione Rogers è destinata.

Saranno esposti oggetti, modelli, disegni originali e documenti inediti; su schermi e video saranno presentati programmi di informazione interattiva; incontri periodici di conversazioni informali (del tipo “revue parlée”) saranno rivolti ad un pubblico non specializzato; visite guidate, coffee-break, assaggi di degustazione saranno programmati a cadenza mensile e accompagnati da esibizioni musicali o letterarie o happening per indicare un rapporto con la contemporaneità profondo ma non stucchevole, come è nella tradizione dell'intellettualità triestina.

Una visione notturna negli anni '50 della Stazione Rogers

Le iniziative proposte contraddistinte da un colore tematico

Le prime quattro iniziative saranno contraddistinte da un colore tematico. Blu Mare per parlare della Mostra del Mare realizzata da Rogers nel 1935 e del progetto di un futuro Parco del Mare che si sta ora studiando a Trieste, promosso dalla locale Camera di Commercio. Bianco Mistero per mostrare gli esiti del Concorso Internazionale di Design Trieste Contemporanea, evocatore del Sacro Graal sullo sfondo dei meandri di una Trieste sotterranea, luogo di incontri occulti di spiritualità contrastate.

Verde Paesaggio per raccontare l’innesto sulle caverne e sui fiumi sotterranei del Carso del ritorno salvifero alle coltivazioni della vite e dell'olivo e alla lavorazione della pietra postulando il possibile recupero di un ambiente antropizzato. Rosso Oriente per osservare l’unione, attraverso il taglio di Suez, dell'Europa Centrale al Giappone mostrando come sulle navi del Lloyd viaggiassero sulla stessa rotta degli scambi commerciali gli scambi culturali, la moda, le avanguardie.

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