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Guido Biasi, "Palimpsest", 1981, olio su tela, cm.110x130

Biasi, Guido

a cura di Redazione, il 20/08/2008

Nato a Napoli nel 1933, Guido Biasi si forma al Liceo artistico e all’Accademia di Belle Arti della sua città. A partire dal 1954 partecipa al Movimento di Pittura Nucleare e nel 1957 firma, con Colucci, Manzoni, Sordini e Verga, “Il manifesto per la pittura organica” e nello stesso anno redige il “Manifesto di Albisola Marina” firmato dagli stessi artisti.

L’anno successivo, con Luca (Luigi Castellano), Del Pezzo, Di Bello e Fergola, partecipa alla formazione di “Gruppo ‘58” di cui redige il manifesto.
Dal 1959 collabora con la rivista “Documento sud” e, successivamente, con “Linea sud”.

Dal 1960 va ad abitare a Parigi, dove muore nel 1983

Nel 1960 si trasferisce a Parigi in modo definitivo anche se le sue opere continuano a essere proposte in Italia. Nei primi anni della sua vita parigina partecipa alle attività del gruppo “Phases” e collabora con l’omonima rivista così come con la rivista “Edda” pubblicata a Bruxelles. A partire dal 1968 torna, però, spesso a Milano anche per lunghi soggiorni. Muore a Parigi nel 1983.

Guido Biasi, "Mnemotheque", 1970, olio su tela, cm.89x115,5

Molte le mostre personali in Italia e nel mondo

L’elenco della sue mostre personali documenta un’attenzione al suo lavoro da parte di gallerie di tutta Europa, fin dai primissimi anni Sessanta. Lo troviamo da subito a Basilea, Francoforte, Amburgo, Colonia, Londra, Parigi. Nel 1964 è a New York. Quindi, per rimanere alle presenze all’estero, ecco ancora Bruxelles, Amsterdam, Stoccolma, Grenoble, Malmoe, Bourges, Château-roux, ecc.

In Italia, oltre alle mostre che hanno toccato le città più importanti e le gallerie più attente di quegli anni, possiamo ricordare le sue partecipazioni al Premio Lissone (1965 e 1967), alla Biennale di Venezia (1972) alla Quadriennale di Roma (1972). Significativi dell’interessante periodo di ricerca della prima metà degli anni Settanta, sono anche l’invito alla Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile (1972) e al XXV Salone della Giovane Pittura di Parigi (1974).
Su di lui hanno scritto in Italia i critici più qualificati, da Crispolti a Barilli, Fagone, Schwarz, Menna, Sanguineti, Caramel e Mario De Micheli.

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