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Guido Biasi, "Hommage à la Hollande", 1969, olio su tela, cm.129,5x131,5

GUIDO BIASI. Un eretico dell’arte

Dalle “mnemoteche” alle “museologie”, alla Galleria Blu di Milano una mostra che ripercorre i vari cicli del suggestivo lavoro dell’artista napoletano, scomparso prematuramente a Parigi venticinque anni fa

a cura di David Bernacchioni, il 22/09/2008

In linea con la sua filosofia dell’arte, dopo le mostre dedicate a Vincenzo Ferrari e Claudio Costa, la Galleria Blu di Milano presenta questa sera (con apertura al pubblico da domani, martedì 23 settembre) un'interessante esposizione che intende rendere omaggio all'opera di Guido Biasi (Napoli 1933 - Parigi 1983). Il rapporto artistico di Biasi con la galleria milanese risale al 1971, dove fu protagonista di una personale accompagnata da uno scritto di Enrico Crispolti, seguita da altre sia nel 1974 che nel 1977, presentate rispettivamente con interventi di Vittorio Fagone e di Renato Barilli. Da ricordare che nel 1975 Miklos Varga presentò le “memorie ecologiche” dell’artista nativo di Napoli allo Studio Palazzoli.

La filosofia dell’arte della Galleria Blu

Con le mostre dedicate ai suoi cinquant’anni di attività la Galleria Blu ha illustrato quale è stata in questi decenni la sua visione e la sua filosofia dell’arte. Ai consueti settori di ricerca si è aggiunta una cura particolare rivolta a quegli artisti che hanno operato a partire dagli anni Sessanta su un versante al quale non è stata prestata finora la dovuta attenzione né dalla critica né dal mercato. Guido Biasi è uno di questi.

“Un eretico dell’arte”: il significato nelle parole dello stesso Biasi

Guido Biasi, "Palimpsest", 1981, olio su tela, cm.110x130

«Io sono, come artista, un eretico. Si tratta di un’eresia di concezione. Eretico è lo spirito della mia pittura, eretica ne è l’atmosfera. Eretici sono il colore, lo spazio (euclideo), la tecnica che impiego (tradizionale), la tematica (figurativa) ecc. Eppure la mia pittura è moderna».

Un’unità stilistica esemplare

Infatti, l’opera di Biasi nelle sue svariate fasi - compresa quella surrealista (partecipò a New York all’Esposizione Internazionale del Surrealismo nel 1960) - mantiene un’unità stilistica esemplare, cui soltanto un vero eretico dell’arte poteva dare vita. La sua posizione singolare nella dialettica artistica gli ha meritato tra l’altro l’ospitalità allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1969.

Alla Galleria Blu in mostra opere significative dei vari cicli affrontati da Biasi

In questa esposizione si presentano vari cicli del lavoro dell’artista attraverso venti opere partico-larmente importanti e significative di ciascun periodo: a cominciare dagli anni del “movimento nu-cleare”, attraverso le “mnemoteche” fino alle “museologie”. Con le “mnemoteche” del 1970 l’artista si occupava prevalentemente della memoria come immensa fototeca mentale di “immagini citate” e di “immagini immaginate” - queste ultime come rappresentazioni mentali del tutto virtuali, le prime correlate a qualcosa di reale, di vissuto.

Guido Biasi, "Mnemotheque", 1970, olio su tela, cm.89x115,5

Nelle “museologie”, opere in cui il museo in sé è il tema di riferimento, l’artista indaga il rapporto linguaggio-realtà esterna, manipolando forme e stili inerenti la storia dell’arte: la tela diventa la sala di un museo dedicato all’interpretazione comparata dei modi espressivi dell’arte nelle loro dinami-che.

Note biografiche di Guido Biasi

Nato a Napoli nel 1933, Guido Biasi si forma al Liceo artistico e all’Accademia di Belle Arti della sua città. A partire dal 1954 partecipa al Movimento di Pittura Nucleare e nel 1957 firma, con Colucci, Manzoni, Sordini e Verga, “Il manifesto per la pittura organica” e nello stesso anno redige il “Manifesto di Albisola Marina” firmato dagli stessi artisti.

L’anno successivo, con Luca (Luigi Castellano), Del Pezzo, Di Bello e Fergola, partecipa alla formazione di “Gruppo ‘58” di cui redige il manifesto.
Dal 1959 collabora con la rivista “Documento sud” e, successivamente, con “Linea sud”.

Dal 1960 va ad abitare a Parigi, dove muore nel 1983

Nel 1960 si trasferisce a Parigi in modo definitivo anche se le sue opere continuano a essere proposte in Italia. Nei primi anni della sua vita parigina partecipa alle attività del gruppo “Phases” e collabora con l’omonima rivista così come con la rivista “Edda” pubblicata a Bruxelles. A partire dal 1968 torna, però, spesso a Milano anche per lunghi soggiorni. Muore a Parigi nel 1983.

Guido Biasi, Grande Bete Heraldique, 1966, olio su tela, cm.60,5x81

Molte le mostre personali in Italia e nel mondo

L’elenco della sue mostre personali documenta un’attenzione al suo lavoro da parte di gallerie di tutta Europa, fin dai primissimi anni Sessanta. Lo troviamo da subito a Basilea, Francoforte, Amburgo, Colonia, Londra, Parigi. Nel 1964 è a New York. Quindi, per rimanere alle presenze all’estero, ecco ancora Bruxelles, Amsterdam, Stoccolma, Grenoble, Malmoe, Bourges, Château-roux, ecc.

In Italia, oltre alle mostre che hanno toccato le città più importanti e le gallerie più attente di quegli anni, possiamo ricordare le sue partecipazioni al Premio Lissone (1965 e 1967), alla Biennale di Venezia (1972) alla Quadriennale di Roma (1972). Significativi dell’interessante periodo di ricerca della prima metà degli anni Settanta, sono anche l’invito alla Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile (1972) e al XXV Salone della Giovane Pittura di Parigi (1974).
Su di lui hanno scritto in Italia i critici più qualificati, da Crispolti a Barilli, Fagone, Schwarz, Menna, Sanguineti, Caramel e Mario De Micheli.

Scheda Tecnica

  • “GUIDO BIASI. Un eretico dell’arte”
    dal 23 settembre al 7 novembre 2008
    Inaugurazione: lunedì 22 settembre, ore 21
  • Galleria Blu
    Milano, via Senato 18
  • Orario di apetura:
    lun-ven, ore 10-12.30 e 15.30-19; sab, ore 15.30-19; dom e festivi chiuso
  • Info:
    Tel. (+39) 02 76022404

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