Mostre » T. Kelly Mason. You try being someone else

T. Kelly Mason. You try being someone else

La galleria Corsoveneziaotto ospita un’interessante mostra dell’artista statunitense T. Kelly Mason, che presenta un nuovo gruppo delle sue celebri scatole luminose basate sulle opere di Lucio Fontana

a cura di Valentina Braschi, il 19/09/2008

Da sempre affascinato dal lavoro di Lucio Fontana, l’artista americano T. Kelly Mason propone a partire da oggi (venerdì 19 settembre), nelle sale della galleria Corsoveneziaotto di Milano un nuovo gruppo di scatole luminose basate proprio sulle opere di Fontana, sul quale Mason ha soprattutto incentrato il suo interesse sulle idee di spazio e sulla corrispondenza di gesto e forma sviluppate dal grande artista fondatore del movimento spazialista.

Il concetto di spazio di Lucio Fontana

L’idealismo insito nel concetto di spazio di Fontana, inteso come luogo ricavato da un desiderio di trovare un percorso per emancipare le tele bianche, è uno spazio in cui la metafora è più smaccata. Il percorso di Fontana è al tempo stesso arguto, elevato e profondamente realista, in senso letterale, nell’approccio alla non rappresentazione. Fontana parla del movimento dell’umanità nello Spazio con la esse maiuscola (come del fatto di andare sulla Luna con un razzo) e della trasformazione della coscienza che deve accompagnare tali progressi. I Concetti Spaziali tagliati, perforati di Fontana costituiscono uno sforzo concreto di creare spazio e congiungersi con il cosmo che si espande all’infinito oltre la superficie limitata del quadro.

Mason, stesso spirito dello Spazialismo di Fontana

Il continuo interesse di Mason nella presentazione di forme lasciate aperte all’analisi agisce pressapoco nello stesso spirito dello Spazialismo di Fontana. Le opere non sono tanto la nuova espressione di sembianze reali, quanto piuttosto lo svolgimento di un’indagine nell’ambito dello spazio della storia e degli spazi di riproduzione e azione. Le proposte espresse in queste opere in termini di luce e colore mescolano il diffuso spirito astratto dello Spazialismo a un riconoscimento del campo circoscritto che ogni tentativo di gesto espressivo ora deve affrontare. La stessa presenza concreta delle opere all’interno di una stanza sembra essere in armonia con la speranza di Fontana di spezzare i limiti dimensionali della pittura con un oggetto che sia in qualche modo “di” pittura e al tempo stesso “non” pittura.

L’origine delle scatole di Mason

Le prime scatole luminose di Mason erano la risposta a un problema architettonico e di illuminazione per un progetto all’Opera House di Monaco di Baviera nell’estate 2007. Queste opere sono dipinte adottando una tecnica di animazione artistica fluida, ma obsoleta e un fondale a colori.

L’obsolescenza di questa tecnica unita ai problemi architettonici portò Mason a iniziare una serie di immagini tratte dal catalogo ragionato dell’artista Dan Flavin. (I punti luce utilizzati nell’opera di Dan Flavin, un tempo onnipresenti, vengono prodotti sempre meno e quindi stanno perdendo rapidamente il loro status di oggetti “comuni”.) L’interesse di Mason per i problemi causati dagli oggetti e i loro effetti è rivolto al problema della pittura non rappresentativa. Queste immagini riguardano quello che Walter Benjamin definirebbe il culto degli oggetti (il nostro desiderio di rendere un avvenimento quotidiano un avvenimento legato a un nome: “È un Flavin? No, è una Lampada”) tanto quanto il suo opposto, un evento a colori nello spazio reale e il rapporto con la semplice verità delle cose reali.

Mason e le installazioni sonore, luminose e architettoniche

In passato, Mason ha lavorato molto nelle installazioni sonore, luminose e architettoniche. Buona parte dell’opera precedente di Mason, in particolare le installazioni sonore, è praticamente impossibile da riprodurre. Per Mason, la vera opera è frutto dell’interazione di suoni e parole in uno spazio e di uno spazio ed è come minimo un’esperienza quadrimensionale che non può mai essere presentata una seconda volta in modo adeguato. Quello che conta è l’oggetto. Gaston Bachelard scrive che ”Rendere irreale un’immagine con una forte connotazione reale è nello spirito della poesia.”
Dobbiamo fare un buco nel cielo?

Scheda Tecnica

  • T. Kelly Mason. You try being someone else
    dal 19 settembre al 31 ottobre 2008
    Inaugurazione: venerdì 19 settembre, ore 18
  • galleria Corsoveneziaotto
    Milano, C.so Venezia 8
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10-13 e 15-19
    In occasione dell’apertura straordinaria delle gallerie milanesi aderenti a Start, la mostra si potrà visitare anche ven 19/9, ore 18-22; sab 20/9, ore 11-22; dom 21/9, ore 11-19
  • Info:
    Tel. (+39) 02 36505481/82 – Fax (+39) 02 36505492
    info@corsoveneziaotto.com
    Corsoveneziaotto

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader