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Alessandra Spranzi. Selvatico (colui che si salva), 2008, Color Print, dimensioni variabili

ALESSANDRA SPRANZI. Selvatico (colui che si salva)

Curata da Simone Menegoi, Fotografia Italiana Arte contemporanea ospita la nuova mostra personale dell’artista-fotografa milanese, che presenta una serie di scatti fuori dalla sua consuetudine sia nel soggetto che nel formato

a cura di Valentina Redditi, il 30/09/2008

Per la seconda volta Alessandra Spranzi (1962) è protagonista di un’esposizione personale presso la galleria Fotografia Italiana Arte contemporanea di Milano, questa volta con la mostra “Selvatico (colui che si salva)”, il cui titolo è ispirato da un aforisma di Leonardo da Vinci contenuto nel Codice Trivulziano ( “Salvatico è quel che si salva”). Fino al prossimo 28 ottobre 2008 le sale espositive del centro milanese ospiteranno una serie di scatti che di fatto rappresentano una novità nel percorso dell’artista-fotografa milanese.

Gli scatti della Spranzi, incontri fortuiti con oggetti e luoghi diversi

Fin quasi dagli esordi il lavoro di Alessandra Spranzi si è articolato in serie fotografiche compatte tanto nel soggetto quanto nel formato, variazioni della stessa idea di fondo. Le immagini di questa mostra interrompono la consuetudine. Scattate per lo più al di fuori dello studio, documentano incontri fortuiti con oggetti e luoghi diversi: un ombrello abbandonato per strada, l’insegna di un albergo, una rete riempita di palloni da basket, fotografie amatoriali di mobili e animali che l’artista ha rifotografato da riviste di annunci economici e ingigantito. Il formato delle immagini è vario quanto il loro contenuto.

“Salvatico è quel che si salva”

Anche questi scatti, a loro modo, costituiscono una serie. La loro unità risiede in un clima emotivo generale, in alcune suggestioni e associazioni di idee che l’artista affida al titolo della mostra.
“Salvatico è quel che si salva” è un aforisma di Leonardo da Vinci contenuto nel Codice Trivulziano. Alessandra Spranzi lo interpreta liberamente come un invito ad abbandonare le certezze della “casa” (l’ambiente domestico, lo studio di posa, la cultura visiva acquisita, la cultura in generale…) per cercare di ritrovare una condizione “selvatica” (intuitiva, emotiva) nel rapporto con il mondo e la natura.

Un risultato non necessariamente consolatorio

Il risultato è spiazzante e non necessariamente consolatorio. La natura, in queste fotografie, è una forma di vitalità residua che lampeggia fra le maglie dell’ambiente urbano (le immagini di animali in cattività); gli scatti di oggetti rotti o abbandonati alludono a una forma di libertà dalla consuetudine e dal principio di efficienza, ma esprimono anche precarietà e perdita.

Presentato anche un catalogo

Accompagna e completa la mostra un catalogo/libro d’artista che alterna alle riproduzioni delle fotografie immagini d’archivio e citazioni letterarie, in un percorso intuitivo e analogico che rispecchia la genesi delle opere.

Scheda tecnica

  • Alessandra Spranzi. “Selvatico (colui che si salva)”
    fino al 28 ottobre 2008
  • Curatore:
    Simone Menegoi
  • Galleria Fotografia Italiana Arte contemporanea
    Milano, Corso Venezia 22
  • Orario di apertura:
    mar-ven, ore 15-19; sabato solo su appuntamento, ore 15-19; dom e lun chiuso
  • Catalogo:
    in galleria, con testi di Simone Menegoi e Alessandra Spranzi
  • Info:
    Ufficio Stampa
    Sara Zolla
    Tel. (+39) 02 784100 – Fax (+39) 02 77809369
    press@fotografiaitaliana.com
    Fotografia Italiana Arte contemporanea

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