
Katharina Grosse. Pigmentos Para Plantas y Globos, 2008. Acrilico su palloni in lattice, terriccio, pareti e pavimento | Acrylic on balloons, soil, walls and floor, cm 636 x 727 x 1450. Installazione presso | Installation at Artium de Álava, Vitoria-Gast
a cura di Angelo Pinti, il 17/09/2008
Dopo Ugo Rondinone, Yayoi Kusama, Adrian Paci, Katharina Fritsch ed Heimo Zobernig, da venerdì 19 settembre la Galleria Civica di Modena presenta alla Palazzina dei Giardini, dopo un intenso e lungo lavoro avviato all'inizio di agosto dall'artista tedesca all’interno dell’antica serra ducale, l’eccezionale mostra personale di Katharina Grosse intitolata “Un altro uomo che ha fatto sgocciolare il suo pennello”. Un titolo ironico che allude sia ad una tecnica sia ad un movimento pittorico specifico, il dripping, i cui protagonisti comprendono nomi noti che vanno da Max Ernst a Jackson Pollock, sia alla pittura come una pratica per lungo tempo di predominanza maschile.
La mostra, curata da Milovan Farronato con Angela Vettese, presenta nuovi e vecchi supporti pittorici utilizzati da Katharina Grosse, dalle tele di grandi dimensioni, agli oggetti, come pietre e palloncini, al terriccio, alle pareti, ai soffitti e ai pavimenti. Una Palazzina dei Giardini come non si era mai vista: trionfo del colore, della sua energia e della sua potenza, in un contenitore architettonico che risulta completamente nuovo, trasformato per mano d’artista in dipinto tridimensionale. Un teatro astratto della sperimentazione, dove ogni dettaglio è trasfigurato dal gesto pittorico.

Katharina Grosse. Atoms Inside Balloons, 2007. Acrilico su pareti, pavimento e palloni in lattice | Acrylic on wall, floor and latex balloons, cm 900 x 2438 x 1219. Installazione alla | installation at the Renaissance Society, Chicago. Photo Tom Van Eyn
Interessata principalmente al "come" della pittura, e cioè al gesto liberato dal limite circoscritto della tela, Grosse – fra le pittrici dell’ultima generazione che ha ottenuto maggiori riconoscimenti a livello internazionale – compie gesti pittorici senza interruzioni: lavora con un compressore con cui, idealmente, può fare pennellate senza fine, evitando di utilizzare la tela come unico supporto. Costantemente alla ricerca di nuovi materiali, sperimenta così la resa e la potenza del colore e ottiene un’immagine che risulta continuamente in movimento.
All'interno della Palazzina dei Giardini una serie di tele, già dipinte, verranno collocate e lì ridipinte con un nuovo intervento. La pittura continuerà sul muro, sul pavimento, sullo spazio circostante. Poi l’artista staccherà la tela sulla quale ha lavorato e la trasferirà in un altro spazio, lasciando una traccia in negativo del lavoro che in positivo sarà allestito in un’altra sala.
Il visitatore, all’interno di un mondo astratto e completamente dipinto, si farà guidare dalle suggestioni cromatiche che troverà nel corso della visita, percorrendo lo spazio espositivo come un continuum: le immagini si rincorreranno lungo le sale della Palazzina così che ciascuno, più che vedere quello che avrà davanti in quel momento, si ricorderà di quello che ha appena visto.
«Katharina Grosse è un’artista che si appropria dello spazio espositivo, talvolta sottolineandone e altre volte trascendendone la struttura architettonica. La sua è una pittura esplosa che contempla espressioni in volume, che diventa ambiente composito, le cui logiche sono definite in base ai rapporti di scala, a incontri/scontri tra pieni e vuoti, tracce in negativo e in positivo, ma mai lasciate al caso. E' un gesto pittorico emancipato, espressione di una continua sperimentazione in atelier di un costante rendez-vous con il proprio mezzo espressivo».

Katharina Grosse. This Is Not My Cat, 2007. Acrilico su pareti, pavimento ed elementi vari | Acrylic on wall, floor and various elements. Installazione alla | Installation at Gow Langsford Gallery, Auckland. Photo Paul Gilbert. Courtesy l'artista | the artist
Ogni lavoro di Katharina Grosse è site specific e contiene sia un collegamento con quello precedente, che un elemento di anticipazione di quello successivo.
«La sua produzione – scrive sempre Farronato – può essere intesa come una saga all’interno della quale ogni tappa è progetto e risultato…E’ come se l’artista inseguisse costantemente il suo lavoro e questo fosse sempre alle sue spalle.»
La mostra, che resterà allestita fino al prossimo 6 gennaio, sarà accompagnata da un catalogo con un ricco repertorio di immagini delle installazioni presentate, e testi critici del curatore Milovan Farronato e della direttrice della Galleria Civica di Modena, Angela Vettese.
Organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra è a cura di Milovan Farronato con Angela Vettese e si accompagna alle iniziative del festivalfilosofia, in programma a Modena dal 19 al 21 settembre 2008, dedicato quest’anno al tema della Fantasia. La rassegna è stata realizzata in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand.

Katharina Grosse. Untitled, 2004. Acrilico su tela | Acrylic on canvas, cm 400 x 756. Photo Olaf Bergmann. Courtesy l'artista | the artist
Katharina Grosse, nata a Freiburg nel 1961, vive e lavora tra Düsseldorf e Berlino. Professore alla Kunsthochschule di Berlino ha esposto nel corso della sua carriera in numerose mostre personali e collettive in Europa e nel mondo.
Fra le personali ricordiamo: FRAC Auverge (2007), Clermont-Ferrand, Renaissance Society, Chicago (2007), Serralves, Museu de Arte Contemporanea, Porto (2007), Contemporary Art Center, Cincinnati (2006), Palais de Tokyo di Parigi (2005), Contemporary Arts Museum di Houston (2004), White Cube di Londra (2002).
Ha partecipato a numerose collettive ospitate da importanti gallerie ed istituzioni fra cui: Biennale di Taipei, (2006), Museion di Bolzano (2006), Mori Art Museum, Tokyo (2006), Kunsthalle Düsseldorf und Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen, Düsseldorf (2004), Museum of Contemporary Art di Helsinki (2003), Minibienal do Chile, Santiago de Chile (2002), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2002), 25° Biennale di San Paolo, Brasile, (2002), Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna (2000).
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