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Van Gogh e Delacroix, le loro Pietà a confronto al Museo Diocesano di Milano

a cura di Redazione, il 04/11/2006

La Pietà dipinta da Van Gogh e quella dipinta da  Delacroix saranno protagoniste di un interessante confronto artistico al Museo Diocesano di Milano. Dal 6 novembre si potrà ammirare la versione realizzata da Vincent Van Gogh nel 1889 e quella da cui aveva copiato il soggetto, la Pietà realizzata da Euge’ne Delacroix nel 1840. Questa suggestiva iniziativa è stata organizzata per festeggiare il V° anniversario dell’inaugurazione del Museo Diocesano, e si è resa possibile grazie alla collaborazione dei Musei Vaticani, dov’è conservata l’opera di Van Gogh, e della Nasjonalmuseet di Oslo, struttura espositiva che ospita la Pietà di Delacroix. È noto che Vincent Van Gogh per un lungo periodo della sua vita, pensando di seguire le orme del padre, pastore calvinista nella sua Olanda, svolse un’intensa attività come predicatore, esprimendo sensi di solidarietà umana, specie nei confronti del mondo delle condizioni di vita dei minatori. Echi di questa sensibilità si colgono anche nella sua pittura. Il riferimento principale è evidentemente ai Mangiatori di patate, e più genericamente all’affiorare in tutta la sua pittura di valori spirituali che trovano una specifica applicazione intorno al 1889, quando, dopo un ricovero in ospedale a seguito dell’autolesionistico taglio del lobo dell’orecchio sinistro, finì in una casa di cura nei pressi di Arles, a Saint-Rémy en Provence, dove si dedicò al tema della Pietà, con un’iconografia derivata dal dipinto che Delacroix aveva realizzato nel 1840 per la chiesa parigina di Saint Denis du Sacrement, e che gli era noto da una litografia di Nanteuil. La riflessione su quel soggetto poi era proseguita in modo imprevisto: aveva infatti dipinto il contesto - cioè la cava che rappresentava l’ingresso del Sepolcro - tralasciando la figura di Cristo e della madre. Van Gogh raccontò di aver dipinto sotto le sferzate impetuose del mistral, tanto da aver dovuto ancorare il cavalletto alla roccia. “Si tratta di un’opera bellissima e grandiosa”, così Vincent scrisse con orgoglio al fratello. Un soggetto esplicitamente religioso è un’eccezione nell’opera di Van Gogh. Da come si espresse in un un’altra lettera al fratello, sembra che non solo la sua ammirazione per l’opera di Delacroix, ma anche il soggetto religioso abbiano giocato una parte nella sua decisione di copiare la stampa.
Il dipinto è il primo di una lunga serie di copie (non solo da Delacroix) che Vincent avrebbe fatto quell’anno (il 1889) e il successivo, quando fu spesso costretto a restare nella sua stanza. Egli spiegò con un parallelo preso dalla musica, di considerare questi esercizi come delle “improvvisazioni”.

Scheda tecnica

La pietà dimenticata di Van Gogh. Due opere straordinarie a confronto.
dal 6 novembre 2006 al 7 gennaio 2007

Museo Diocesano
Milano, Corso di Porta Ticinese 95

Orario di apertura:
Tutti i giorni, ore 10-18; lun chiuso.

Biglietti:
Intero € 6; ridotto € 4; scolaresche € 1 a studente

Info e prenotazioni:
Tel. (+39) 02 89420019 – Tel. (+39) 02 89404714 – Fax. (+39) 02 89407577
info.biglietteria@museodiocesano.it
Museo Diocesano

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