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Raffaello Gori, “Percorso”: 50x45 cm, installazione 20 pezzi, acrilico su carta velina, ferro e plexiglass

SPECIAL / Genius Loci: gli interventi site specific

Il percorso espositivo della prima edizione dell’ambizioso progetto ideato per accogliere annualmente artisti emergenti invitati a dialogare con il contesto ambientale unico dell’Isola di Palmaria

a cura di Redazione, il 28/07/2008

Gli interventi site specific realizzati per la prima edizione di “Genius Loci” (31 luglio - 13 settembre) oltre a collocarsi lungo la passeggiata che conduce alla Batteria Militare Umberto I, potranno essere ammirati dal tetto di questa e al suo interno.

“Riflesso di Stelle” di Sibylle Pasche

Il percorso espositivo si apre con il progetto di Sibylle Pasche “Riflesso di Stelle”, installazione composta da sei sculture in marmo bianco di Carrara realizzate per la mostra e collocate presso il Molo del Terrizzo. Ad ispirare la ricerca formale dell’artista svizzera la natura con i suoi elementi abilmente trasposti in scultura.

“Summer Camping” di Francesco Ricci e gli “Ometti” di Grazia Cantoni

Luca Bray, “Una casa para mi papà”: 294x200 cm, olio su tela

Salendo lungo il sentiero che conduce alla Batteria Umberto I si incontra l’installazione di Francesco Ricci “Summer Camping”, inspirata all’identità militare dell’isola. Seguono gli “Ometti” di Grazia Cantoni, realizzati dall’artista reperendo sull’isola scaglie di marmo Portoro ed altre pietre. Gli ometti, tipiche costruzioni piramidali utilizzate in montagna per delineare un sentiero, tracciano in questa circostanza un percorso nel percorso, dando la possibilità al visitatore di relazionarsi con la natura dell’isola.

Le sculture di Niccolò Poggi e le installazioni di Carmen Tornaboni e Giovanni de Gara

È poi la volta dell’installazione in filo di ferro e materiali di recupero intitolata “L’uovo di Colombo” con cui la scultrice Carmen Tornaboni sfida doppiamente se stessa svincolandosi dall’uso di un materiale ampiamente diffuso sull’isola e rinunciando a quello che è l’elemento privilegiato nella sua produzione artistica: il marmo. “La possibile sicurezza”, scultura-design, i vasi “Sinuo e Lani e Nila”, la lampada “Aurea” e l’installazione in alluminio “La sintonia del crescere”, sono invece le sculture organiche realizzate per Genius Loci da Niccolò Poggi. In prossimità della Batteria Domenica Mattina il lavoro di Giovanni de Gara un’installazione che vuole far riflettere sul turismo inconsapevole.

Giovanni de Gara, “Domenica mattina”: installazione tecnica mista, video loop 7 min. e manichino

“War/Raw”: l’installazione di Stefano Cagol

“War/Raw” è il titolo dell’installazione di Stefano Cagol, una bandiera alta 13 metri collocata sul tetto della Batteria, visibile dall’intero golfo di La Spezia, su cui è scritto a caratteri cubitali la parola war. Alla base dell’intervento il concetto di distruzione-identità che innesca un gioco di contrari e contraddizioni. Letta al contrario, infatti, la parola war, in inglese guerra, svela il termine raw che significa intatto, inviolato, naturale, vergine, a sottolineare l’essenza stessa di quest’isola, splendido patrimonio naturale, non scampata però al processo di distruzione avviato dall’uomo in età moderna come testimoniano le fortificazioni belliche.

Opere su carta, una scultura specchiante e un’installazione per Raffaello Gori. I lavori su tela di Luca Bray

Il percorso prosegue nelle prime tre stanze della Batteria Umberto I con le opere di Raffaello Gori. “Cytherea” e “Senza Titolo”, entrambe acrilici su carta velina, la scultura specchiante “Te Specula” nel secondo ambiente e l’installazione “Percorso” composta da venti pezzi in ferro e plexiglas e l’opera in acrilico su carta velina “Senza Titolo”, nell’ultima stanza. Gori con il suo progetto cerca di portare nello spazio chiuso e ben difeso della Fortezza la leggerezza che si respira sull’isola i suoi colori e le sue forme.

Nelle tre stanze speculari i lavori su tela di Luca Bray: “El mar llora”, “Lancio delle corde”, “Lancio delle corde 2” e “Una casa para mi papà”. A guidare la ricerca di Luca Bray elementi puramente formali come pietra, colore e struttura architettonica, insieme ad una profonda analisi interiore.

Lisa Batacchi e la sua installazione “Ascoltare il silenzio”

Mappa dell’Itinerario della mostra di Palmaria, dal molo del Terrizzo al Forte Umberto I

“Ascoltare il silenzio” è invece l’installazione di Lisa Batacchi che si propone di evocare il legame emotivo tra un luogo e chi lo vive. L’opera, realizzata dall’artista assemblando con ago e filo le “intime”, copricuscini raccolti dall’artista dagli abitanti di Palmaria e di Porto Venere, riproducono la sagoma dell’isola. Per Lisa Batacchi i copricuscini, che conservano le tracce del tempo, diventano uno strumento privilegiato per indagare sul sogno e sugli stati d’animo che inconsciamente viviamo durante il sonno. Ad accompagnare l’installazione una traccia sonora composta da elementi che caratterizzano a livello uditivo la vita sull’isola. Vecchi detti, racconti, rumori della natura, ma anche di rumori di barche e automobili, questi ultimi a sottolineare come anche il sonno e sogni non sono indenni dall’inquinamento acustico ed ambientale: l’unica alternativa per ascoltare il genius loci è il silenzio.

“La pioggia” di Andrea Chiodo, “Domenica mattina” di Giovanni de Gara e il video di “War/Raw”

Il video di Andrea Chiodo, “La pioggia”, fa parte di una ricerca che cerca un rapporto relazionale tra musica e pittura, udito e vista. Alla base del suo percorso creativo la passione per la musica free jazz e per l’espressionismo astratto che insieme alla ricerca artistica arrivano a cogliere l’essenza delle cose. Sempre all’interno della Batteria, l’installazione di Giovanni de Gara “Domenica mattina”, composta da un manichino e accompagnata da un video in cui l’artista cerca l’interrelazione con il visitatore, e la proiezione del video “War/Raw” di Stefano Cagol, che riproduce la ripresa dall’elicottero dell’intervento realizzato dall’artista sul tetto della Batteria.

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