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Mary Cassatt (1845-1926), “Sara con un cappellino scuro”, 1901, olio su tela; 67,2 x 56,2 cm, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

Dipingere la luce

A Firenze svelati i “segreti” di Monet, Renoir e Van Gogh

a cura di Valentina Redditi, il 24/07/2008

Come dipingevano gli impressionisti? Quali segreti tecnici impiegavano per realizzare i loro quadri più belli? A queste domande risponde la mostra “Impressionismo: dipingere la luce. Le tecniche nascoste di Monet, Renoir e Van Gogh”, in programma a Palazzo Strozzi di Firenze fino al prossimo 28 settembre, con oltre sessanta opere in esposizione, tra cui capolavori di Manet, Monet, Renoir, Van Gogh, Gauguin, Caillebotte, provenienti dal Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud di Colonia.

Non solo capolavori, ma anche esempi di una tecnica pittorica rivoluzionaria

La mostra – curata da Iris Schaefer, Katja Lewerentz e Caroline von Saint-Georgeesamina – non si limita a presentare al pubblico straordinari dipinti raramente esposti fuori dal territorio tedesco (leggi il percorso espositivo), ma invita il visitatore ad ammirare le opere impressioniste non solo come capolavori, ma quali esempi di una tecnica pittorica rivoluzionaria. Alcune innovazioni, tra cui l’introduzione dei tubetti di colore, permisero per la prima volta agli artisti di trasferirsi all’aria aperta e di dipingere con una libertà senza precedenti. Non solo, anche le nuove teorie scientifiche sul colore stimolarono i pittori ad analizzare attentamente gli effetti di luce e ombra e a riportarli sulla tela.

Vincent van Gogh (1853-1890), “Ponte di Clichy”, 1887, olio su tela; 55 x 46,3 cm, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

Raggi x e tecnologie moderne per capire come lavoravano i maestri impressionisti

La mostra offre la possibilità di osservare le tele impressioniste analizzandone le tracce lasciate da pennelli, matite e spatole, per meglio comprendere come lavorassero gli artisti e come abbiano creato le loro opere. I capolavori di questi pittori sono spesso enigmatici e le opinioni espresse da critici e studiosi non sempre corrispondono a quanto riscontrabile nelle opere stesse. Gli esperti si avvalgono di lenti di ingrandimento, raggi x, riflettografie infrarosse e di altre tecniche sempre più sofisticate, per trovare una risposta a queste domande, ma spesso i risultati delle ricerche non sono definitivi.

La prima mostra che chiede ai visitatori di calarsi nei panni degli esperti

“Impressionismo: dipingere la luce” espone alcuni dipinti sui quali non si è ancora fatta chiarezza e invita il pubblico a esprimere la propria opinione e a raccogliere gli indizi presenti nella mostra; costituisce, quindi, la prima esposizione che propone al visitatore di calarsi nei panni dei curatori e degli esperti, partecipando al loro lavoro di ricerca.
Il percorso culmina nella scoperta che un dipinto appartenente alla collezione del Wallraf-Richartz-Museum, a lungo ritenuto un Monet, è in realtà un falso coevo!

Maximilien Luce (1858-1941), “Notre-Dame, vista dal Quai Saint-Michel”, 1901-1904, olio su tela; 100 x 118,7 cm, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

Una sala della mostra nel set di un vero e proprio gioco poliziesco

Oltre a invitare il pubblico a considerare i dipinti depositari di segreti su cui indagare, la mostra offre un programma pensato appositamente per le famiglie, che trasforma una sala della mostra nel set di un vero e proprio gioco poliziesco. Un percorso audio è stato creato per i visitatori affetti da disabilità visive, e sarà possibile vivere un’esperienza tattile attraverso la manipolazione di attrezzi e tele in modo che tutti i visitatori possano sperimentare la mostra attraverso l’uso dei loro sensi: tatto, udito e vista.

Leggi il testo “Il mistero di dipingere la luce”
Leggi il saggio di Andreas Blhum e James Bradburne (lingua inglese)

Didascalie delle immagini visibili dalla homepage:
Maximilien Luce (1858-1941), “Notre-Dame, vista dal Quai Saint-Michel” (particolare), 1901-1904, olio su tela; 100 x 118,7 cm, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

Mary Cassatt (1845-1926), “Sara con un cappellino scuro” (particolare), 1901, olio su tela; 67,2 x 56,2 cm, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

Claude Monet (1840-1926), “La Senna ad Asnièrs” (particolare), 1873, olio su tela, 54,2x72,5 cm,
Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia

    Scheda Tecnica

  • “Impressionismo: dipingere la luce”
    Le tecniche nascoste di Monet, Renoir e Van Gogh
    fino al 28 settembre 2008
  • Curatori:
    Iris Schaefer, Katja Lewerentz, Caroline von Saint-Georgeesamina
  • Palazzo Strozzi
    Firenze, Piazza Strozzi
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 9-20; giovedì, ore 9-23
    Accesso in mostra consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
  • Biglietti:
    Intero € 10; ridotti € 8,50 / 8 / 7,50 / 6,50; scuole € 4
  • Catalogo:
    Skira (doppia edizione italiana e inglese)
  • Info:
    Tel. (+39) 055 2645155
    Palazzo Strozzi
    Sito web della mostra

    Prenotazioni: Sigma CSC
    Tel. (+39) 055 2469600 - Fax (+39) 055 244145
    prenotazioni@cscsigma.it

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