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Luciano Massari. ARCIPELAGHI

Per la XIII Biennale Internazionale di Scultura, l’artista toscano presenta in Piazza del Plebiscito a Carrara un’installazione accompagnata da video-proiezioni di immagini fotografiche da lui stesso realizzate

a cura di Valentina Redditi, il 23/07/2008

Ospitata nella Sezione “Sculture e installazioni per la città” della XIII Biennale Internazionale di Scultura, a partire da sabato 26 luglio sarà visibile in piazza del Plebiscito a Carrara l’installazione “Arcipelaghi”, opera dello scultore Luciano Massari, nativo della città toscana e artista di fama internazionale.

Tre “isole” in marmo statuario di Carrara

L’opera, prodotta dalla Galleria Nicola Ricci di Pietrasanta (Lucca), si compone di tre “isole”, (un tema ricorrente nella produzione recente dell’artista), realizzate in marmo statuario di Carrara, caricate della tensione concettuale che caratterizza l’approfondimento intenso che Massari sta conducendo sulla natura stessa del gesto di scolpire.
Insieme a queste, saranno allestite video-proiezioni, con immagini fotografiche eseguite dall’artista stesso.

Un’installazione nata dall’esperienza del 2004 nell’Isola di Pasqua

Nel mese di maggio del 2004 Luciano Massari, ospite della Fondazione Rapa Nui nell’Isola di Pasqua, realizzò l’installazione scultorea permanente “7 Verità” nel sito Puna Pau: un’esperienza sostanziale i cui esiti, non solo tematici, coinvolgono l’essenza stessa della pratica della scultura.

Un’esperienza sinestetica, di grande impatto emotivo

Nata da quell’esperienza all’Isola di Pasqua, “Arcipelaghi” mette in scena il rapporto tra la materia, il marmo, e la dimensione intellettuale del viaggio come momento di confronto con la propria interiorità, in cui le isole sono, prima ancora che luoghi di approdo, “avamposti mentali”. In una dimensione erratica, in un percorso di ricerca permanente, l’artista stabilisce alcuni dati certi: le sue isole, capsule di protezione e di conservazione, contengono e difendono gli elementi terrestri, attraverso un lavoro scultoreo che ne traduce la consistenza visiva e tattile.
Un’esperienza sinestetica, quella degli Arcipelaghi, di grande impatto emotivo: diario di bordo e poema epico allo stesso tempo, l’installazione di Luciano Massari rappresenta la forma visibile di un lavoro di profonda analisi esistenziale.

I forti toni progettuali della produzione recente di Luciano Massari

Nato a Carrara (1956) dove ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti, vive e lavora a Carrara e a Torino.
Inizia la carriera artistica nel 1980, quando vince il concorso per la realizzazione dell’opera “Icarus Millenovecentottantaquattro” a Trinidad and Tobago. Ha partecipato a numerose mostre (personali e collettive) e concorsi di rilevanza internazionale. Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private italiane e estere.

La produzione artistica recente di Luciano Massari nasce da una ricerca dai forti toni progettuali: da questa indagine prendono vita gli interventi ambientali ad alto contenuto formale, il serrato dialogo tra la scultura e la poesia, le collaborazioni con altri artisti. Tra il 2002 e il 2005, con Marco Nereo Rotelli, ha approfondito il rapporto tra le arti visive e la parola, attraverso una serie di operazioni artistiche che hanno visto la partecipazione di Mario Luzi, Alda Merini, Fernanda Pivano e Maria Luisa Spaziani.

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