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Sardegna, capo Caccia, corallo in alta profondità, 1967. Folco Quilici © Fratelli Alinari

Quilici, Folco

a cura di Redazione, il 18/07/2008

Folco Quilici è nato a Ferrara nel 1930 da Nello Quilici, storico e giornalista e Mimì Buzzacchi, pittrice.

Nel 1951 Folco Quilici si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia e nell’anno successivo inizia il suo lavoro per il film Sesto Continente, presentato alla Mostra del Cinema a Venezia. Nel 1955, da un testo di Ennio Flaiano e Emilio Cecchi, dirige Ultimo Paradiso vincitore al Festival di Berlino nel 1957, e distribuito nel mondo dalla United Artists. Nel 1958 dirige Dagli Appennini alle Ande, premiato al Festival Internazionale di San Sebastiano. Nel 1961 dirige Ti-koyo e il suo pescecane da un testo scritto con Italo Calvino; Premio UNESCO per la Cultura, distribuito nel mondo dalla Metro Goldwin Mayer.

I riconoscimenti degli anni ‘70

Nel 1970 realizza Oceano, Premio Speciale al Festival di Taormina. Nel 1972, ispirato al primo rapporto sui problemi ambientali del pianeta curato da Aurelio Peccei e dal “Club di Roma”, realizza Il Dio sotto la pelle, in collaborazione con Carlo Alberto Pinelli.

Con il film Fratello mare, nel 1974, vince il Festival Internazionale di Cartaghena. Dal 1988 al 1992 lavora a Cacciatori di Navi, coprodotto nel 1991 con la CBS, che vince il Premio Umbria Fiction. Nel 2006 inizia in Cina la preparazione del film Drago Bianco.

Folco Quilici. Cile, Isola di Pasqua, 1969. Folco Quilici © Fratelli Alinari

I film culturali: da “Paul Gauguin” (1957) a “Toscana” (1971) per il quale ottiene la nomination all’Oscar

Tra i suoi film culturali di particolare impegno, Paul Gauguin (1957), L’angelo e la Sirena (1980) presentati fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, sono poi da ricordare Siena, un giorno, i secoli (1972), da un testo di Fernand Braudel ed i tre film Firenze 1000 giorni, sull’opera di salvezza del patrimonio culturale della città ferita dall’alluvione del 1967. Folco Quilici ebbe la nomination all’Oscar nel 1971 per Toscana, uno dei quattordici film de L’Italia dal Cielo alla quale hanno collaborato nomi di prestigio della letteratura italiana del Novecento, come Berto, Calvino, Comisso, Piovene, Praz, Sciascia, Silone.

I film sull’archeologia subacquea

Nel 2000, per la rete franco-tedesca Arté, ha diretto i lungometraggi Kolossal (2002) e Il Mondo di Pinocchio (2003). I suoi film sull’archeologia subacquea sono stati tra i primi al mondo in questo campo. Tra i più interessanti, Mare Museo, Il mare dei Fenici, con Sabatino Moscati e I Greci d’Occidente, con George Vallet. Nel 2004 L’Impero di Marmo è premiato al Festival Internazionale del Cinema archeologico Agon, Grecia. Nel 2008 lavora ad un film sull’area di Hierapolis, in Frigia, con l’archeologo Francesco D’Andria.

Un’ampia attività anche in campo televisivo

L’attività di Folco Quilici nel campo del cinema culturale ha trovato ampio spazio in programmi televisivi, in Italia e all’estero. Tra i tanti, Alla scoperta dell’Africa (1966), Alla scoperta dell’India (1968), Islam (1970), L’alba dell’uomo (1974), Civiltà del Mediterraneo (1976), I mari dell’uomo (1977), L’uomo europeo (1979/1980) Festa barocca (1982), La Grande Époque (1985), Il rischio e l’obbedienza (1992), Archivi del tempo (1992), L’avventura e la scoperta (1992), Viaggi nella Storia (1988/1992), Arcipelaghi (1995), Italia infinita (1999/2002), Le Alpi (1998/2001), Di isola in isola (2004/2005).

Calabria, Riace. Uno dei bronzi del V secolo appena recuperati in basso fondale viene ripulito da alcune incrostazioni, 1968. Folco Quilici © Fratelli Alinari

Dal 2002 collabora con importanti serie televisive a Sky (Marco Polo); trasmissioni che gli hanno valso la nomina a “personaggio dell’anno” nel 2006. Ha ricevuto il Premio della Critica Televisiva Francese per Mediterranéé, il Primo Premio Giornalismo Radiotelevisivo per Alla scoperta dell’India (1966), il Premio Nazionale della Critica Televisiva per L’Alba dell’Uomo (1975) e il Premio della Critica Italiana per Festa barocca (1983). Nel 1976 è premiato al Festival dei Popoli per il suo lavoro sul mondo primitivo.

Le pubblicazioni di saggistica

Parallelamente al suo impegno come autore cinematografico, numerose sue opere di saggistica sono pubblicate in Italia e all’estero: Avventura nel Sesto Continente (1954), Mala Kebir (1955), I mille fuochi (1964), Gli ultimi primitivi (1972), Magia (1977), Il riflesso dell’Islam (1983), L’uomo europeo (1983), L’India (1990), I mari del sud (1991), Il mio Mediterraneo (1992), Le Americhe (1993), L’Africa (1994), Tobruk 1940 (2004), I miei mari (2007).

Tra il 1976 e il 1978 ha diretto La Grande Enciclopedia del Mare. Per Fernand Braudel, ha illustrato con sue fotografie i due volumi di Méditerranée (1974/1975) e Venezia: un’immagine di una città (1984).

Numerosi suoi libri sono editi in Italia e all’estero. Tra i più recenti Cacciatori di Navi tradotto negli Stati Uniti (Danger Adrift) e Cielo Verde in Spagna. Nel 1999 con il romanzo Alta Profondità inizia un sequel narrativo sull’archeologia sottomarina da L’abisso di Hatutu (2001), Mare Rosso (2002), I Serpenti di Melqart (2003), La Fenice del Bajkal (2005).

India del sud, Capo Comorin, 1967. Folco Quilici © Fratelli Alinari

Nel 1955 vince il Premio Marzotto con “Avventura nel Sesto Continente”

Nel 1955 il suo Avventura nel Sesto Continente ha vinto il Premio Marzotto di Letteratura. Folco Quilici ha poi ricevuto il Premio Malta per Mediterraneo nel 1981; il Premio Fregene nel 1985 per Cacciatori di Navi, il Premio Estense nel 1993 per L’Africa, il Premio Scanno di Letteratura per Mare Rosso nel 2003 e il Premio Hemingway nel 2007 per I miei mari.
Dal 1954, Quilici collabora alla stampa italiana e internazionale, con suoi servizi in Life, Epoca, Panorama, L’Europeo, e i quotidiani La Stampa e Il Corriere della Sera. Ha vinto il Premio Italia di giornalismo (1969) e il Premio Giornalistico Europeo (1990); nel 1994 ha vinto la Penna d’oro per i suoi servizi sull’America Latina. Nel 1997 gli è stato conferito il Premio Campidoglio per il giornalismo culturale.

Folco Quilici ha tenuto corsi in numerose Università

Dal 2003 al 2006 come Presidente dell’ICRAM, Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare, ha diretto i “Quaderni Scientifici” dell’Istituto.
E’ tra i soci fondatori dell’HDS (Historical Diving Society) e dell’associazione ambientalistica Marevivo. E’ membro dal 2001 della Società Geografica Italiana.

Dal 1949 ad oggi accumula un archivio di oltre un milione di fotografie

Come fotografo opera dal 1949, accumulando un archivio d’oltre un milione d’immagini a colori e in bianco e nero, ora affidate all’Archivio Alinari. Nel 1998, è stato dichiarato “Great Master for creative excellence” dall’International Photo Contest.

Nel 1983 gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini la Medaglia d’Oro per meriti culturali.

Nel 2006, grazie ai suoi film e ai suoi libri, la Rivista Forbes ha inserito Folco Quilici tra le cento firme più influenti del mondo, in campo ambientale.

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