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Sgarbi inaugura l’affresco di Giampaolo Talani alla stazione di Firenze

di David Bernacchioni, il 20/09/2006

L’antica arte dell’affresco torna d’attualità a Firenze grazie al pittore Giampaolo Talani, che ha inaugurato questa mattina una monumentale opera di 70 metri quadri, intitolata “Partenze”, all’interno della stazione di Santa Maria Novella.

L’iniziativa, proposta dallo stesso artista di San Vincenzo (Livorno), è subito piaciuta a Vittorio Sgarbi che se ne è fatto promotore presso il Ministero dei trasporti e la società Grandi Stazioni. La gigantesca pittura a fresco rappresenta diciannove figure maschili con cravatte al vento e valigie rosse, un treno di umanità in eterna partenza o arrivo “perché solo il viaggio, in fondo, ha un senso”. Talani ha eseguito l’affresco secondo i canoni classici della tecnica del “buon fresco” antico, secondo cui l’intonaco fresco riceve il pigmento stemperato in acqua assorbendolo e integrandolo nel muro stesso, per cui l’affresco non è pittura “su muro” ma “dentro” il muro. Dimensioni e tecnica a parte, l’opera ha rappresentato una sorta di sfida anche perché, a causa delle alte temperature, l’estate non è la stagione più adatta per dipingere affreschi. Per questo motivo la realizzazione è stata portata avanti soprattutto durante le ore notturne, in modo da garantire agli intonaci le migliori condizioni di lavorazione.

Il sistema di alloggiamento sospeso

“Partenze” sovrasta il salone centrale della principale stazione di Firenze, sopra l’uscita di Via Alamanni. Per non danneggiare la sottostante struttura in marmo, durante la sua realizzazione è stato costruito un “sistema di alloggiamento sospeso” composto di grandi pannelli del peso complessivo di una tonnellata e mezzo, opera dell’architetto Alessandro Panichi. Anche il ponteggio su cui per tutta l’estate hanno lavorato Talani e i suoi aiutanti – Luigi Falai, Massimo Callossi e Mario Passavanti, maestri della fiorentina "Bottega del Bon Fresco" – è stato disegnato per consentire il normale transito dei viaggiatori.

Bozzetto per la grande opera di Santa Maria Novella, 2007 (cm 60 x 180)

Le parole di Vittorio Sgarbi sulla non invasività dell'opera

Anche in termini estetici, come ha scritto Vittorio Sgarbi, “c’è da sottolineare l’assoluta non invasività di quest’opera in relazione all’architettura preesistente”, alla quale dona “al contrario una ricchezza artistica che si sposa naturalmente con tutto quanto le sta attorno”. Ricordiamo infatti che la stazione di Santa Maria Novella, progettata da Giovanni Michelucci in epoca fascista, è considerata un capolavoro del movimento architettonico razionalista italiano. Ma la realizzazione dell’affresco di Talani ha un valore che travalica quello puramente artistico dell’opera in sé.

Come ha giustamente sottolineato Sgarbi durante la presentazione in un’affollatissima sala della stazione, essa rappresenta un felice esempio di ‘arte di Stato’ (non ‘di regime’), ovvero di uno Stato che “sa promuovere, e non solo proteggere, l’arte”.

Una rosa per il maestro Goffredo Trovatelli

Giampaolo Talani, che nel momento forse più emozionante della giornata ha dedicato una rosa al suo maestro Goffredo Trovatelli, ha detto di sé: “Ho sempre scelto di ‘fare’, magari rischiando di realizzare qualcosa di non buono. Ma un affresco, come un figlio, è anche un dono per gli altri, e io ho pensato di donare qualcosa di nuovo a Firenze, città che amo moltissimo”.

Tutte documentate le fasi del lavoro

Ogni fase della realizzazione di “Partenze”, il cui progetto è stato coordinato da Laura Farina per la società “Oltremare Arte”, è stata filmata e documentata dal regista Guido Cionini che, in collaborazione con Mapei e Fischer, sponsor tecnici dell’evento, ha allestito un info point multimediale presso una saletta davanti al binario 16 della stazione, che illustra le varie fasi di avanzamento dell’opera – dall’estate 2005 con i primi disegni preparatori e studi tecnici – fino al suo completamento.

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