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Deluge, 2006 (particolare) ©David LaChapelle Studio

SPECIAL / LaChapelle: le sezioni della mostra

Nel percorso espositivo della rassegna fiorentina, la “mitologia contemporanea” delle star internazionali, ma anche ossessioni, fobie e trasgressioni della società contemporanea

a cura di Redazione, il 15/07/2008

Attraverso il glamour, oltre il glamour: David LaChapelle ha dimostrato fin dagli inizi la capacità di creare immagini che si offrono ad una lettura su più livelli.
Dai ritratti delle star dello spettacolo alle immagini che riflettono le ossessioni di cui si nutre la società contemporanea, le 12 sezioni in cui si articola la mostra curata da Gianni Mercurio e Fred Torres documentano l’intera tematica presente nella produzione dell’artista americano.

Diluvio/Deluge

In questa sezione sono esposti gli ultimi lavori di LaChapelle. Deluge, ispirato al Diluvio Universale dipinto da Michelangelo nella Cappella Sistina, in cui l’artista denuncia la corsa al consumismo e la caduta di valori universali quali l’alleanza tra i popoli e la pietà, l’attaccamento spasmodico ai beni materiali. “Museum” in cui viene messo in discussione il sistema dell’arte ed il concetto di proprietà, “Cathedral” in cui denuncia la perdita del senso della spiritualità ed infine la serie degli Awakened (“Risvegliati”) in cui LaChapelle afferma che la possibilità di una rinascita universale passa per i destini individuali.

Dal Paradiso all’Inferno/Heaven to Hell

Leonardo DiCaprio: Nostalgic Styling, 1996 ©David LaChapelle Studio

La sezione trae il nome dall’ultima pubblicazione dell’artista, edita da Taschen, che conclude la trilogia “LaChapelle Land” (1996) e “Hotel LaChapelle” (1999), e presenta una serie di tre fotografie in cui si affronta il tema della morte che quotidianamente ci sfiora o ci coglie.

Meditazione/Meditation

La propensione di LaChapelle per i temi trascendentali, quali la presenza del divino tra gli spazi del quotidiano o l’ineludibile momento della morte che tutti attende, è ben rappresentata da questa sezione, cui appartengono le serie “Jesus is My Homeboy” e “What Will You Wear When You’re Dead”.

Ricordi americani/Recollections in America

Le immagini appartenenti a questa sezione sono state acquistate di seconda mano. Si tratta di fotografie risalenti agli anni Settanta che
ritraggono gruppi di amici riuniti in casa in occasione di feste di famiglia e commemorazioni varie. LaChapelle, che le ha manipolate mediante l’inserimento di oggetti e personaggi estranei al contesto originale, analizza con ironia la crisi della “middle class” americana e dei suoi valori.

Dopo la Pop/After Pop

The House at the End of the World, 2005 ©David LaChapelle Studio

Per LaChapelle la cultura pop trova un’immediata corrispondenza con un linguaggio indirizzato al largo pubblico. In alcuni dei suoi lavori qui presentati la relazione con la Pop Art è esplicita e ripropone in maniera diretta le iconografie di James Rosenquist, Claes Oldenburg, Tom Wesselmann, Allen Jones, Richard Hamilton, Wayne Thiebaud e, naturalmente, Andy Warhol.

Accumulazione/Accumulation

La spinta al benessere, indotta dalle culture a capitalismo avanzato, l’accesso facile a ogni genere di consumo creano le condizioni per una sorta di nevrosi compulsiva volta all’accumulo: acquistare, collezionare oggetti d’ogni tipo, condividere un’illimitata rete di contatti e di scambi interpersonali sono comportamenti tipici di una società occidentale che David LaChapelle ritrae con occhio impietoso e ironico.

Il sogno evoca il surrealismo/Dream Evokes Surrealism

Statue, 2007 ©David LaChapelle Studio

L’inclinazione verso la dimensione onirica e l’evasione dalla realtà caratterizza gran parte del lavoro di David LaChapelle, ma questa sezione raccoglie alcune delle immagini più marcatamente irreali, in cui il fantastico si coniuga con il paradosso poetico.

Distruzione e disastri/ Destruction and Disasters

La sezione raccoglie una serie di opere, realizzate in anni differenti, che mettono in scena visioni apocalittiche e di distruzione. Realtà e immaginazione si intrecciano nella composizione di paesaggi devastati da calamità naturali o da catastrofi tecnologiche, dal rapido diffondersi di pandemie, ma anche dalla furia di raptus individuali rivolti contro oggetti e persone.

Plastic People

La sezione mostra il tema del culto del corpo, la passione per il fitness, il body-building e ogni pratica volta a ottenere un fisico ben modellato e prestante, una passione che, portata all’eccesso, degenera in sindrome ossessiva.

Consumo/Consumption

Se uno dei motori della vita è il desiderio, il suo appagamento sembra recare con sé il germe della dissoluzione, che progressivamente svuota di senso, depauperandolo, tanto l’oggetto desiderato quanto il soggetto desiderante.

Awakened: Jesse, 2007 ©David LaChapelle Studio

Il “consumo” – che nell’idioma anglosassone è anche sinonimo di “consunzione” – è dunque principio e fine di una dinamica sociale che rende l’individuo sempre più incline all’acquisizione di beni materiali e al tempo stesso, sempre più divorato dalla sua stessa ossessione di possesso.

Eccesso/Excess

La sezione presenta, reinterpretandoli in chiave glamour, vizi e ossessioni che affliggono il rutilante mondo dei personaggi celebri. LaChapelle, che nelle sue opere non esprime mai posizioni moraliste, mette in scena fantasie e inclinazioni sessuali, esibizionismi e attitudini violente, indicando come gli eccessi siano strettamente intrecciati col desiderio di autoaffermazione.

Star System

L’immagine pubblica costituisce per ogni personaggio noto il più importante contrassegno d’identità. LaChapelle lo sa e punta a cogliere quegli aspetti della personalità che descrivono in modo esuberante e incisivo la natura narcisista, l’attitudine esibizionista di chi appartiene allo starsystem. La normalità è out, ogni forma di eccesso è la vera attrattiva.

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