Eventi » Il segno marchigiano. SCIPIONE, LICINI, CUCCHI

Osvaldo Licini, “Amalasunta occhio giallo”, 1950. Courtesy Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

Il segno marchigiano. SCIPIONE, LICINI, CUCCHI

Negli spazi espositivi del Centro Arti Visive Pescheria e di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, una mostra che indaga le relazioni artistiche fra i tre maestri del Novecento alla luce della loro comune origine

a cura di Bernd Noack, il 12/07/2008

Scipione (Gino Bonichi), Osvaldo Licini, Enzo Cucchi. Tre protagonisti dell’arte del Ventesimo Secolo vengono messi a confronto per la prima volta in una mostra che inaugura oggi al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e ne fa risalire l’espressività visionaria alla comune origine marchigiana: Scipione a Macerata, Licini a Monte Vidon Corrado (Ascoli Piceno) e Cucchi a Morro d’Alba (Ancona).

Un’esposizione che indaga le affinità stilistiche ed espressive fra i tre maestri

L’esposizione – le cui tre sezioni sono curate da Francesca Morelli (Scipione), Federica Pirani (Osvaldo Licini) e Ludovico Pratesi (Enzo Cucchi) – intende indagare le relazioni artistiche esistenti tra le ricerche dei tre artisti, con l’intento di metterne a fuoco le affinità stilistiche ed espressive legate alla loro capacità di creare un immaginario fantastico, sospeso tra sogno e realtà, che si nutre di suggestioni provenienti dalla particolare posizione geografica delle Marche, circondate dagli Appennini e affacciate sul mare Adriatico.
Una “marchigianità” che si può identificare in una pennellata capace di coniugare insieme quotidianità e visione, mito e tradizioni popolari, cieli tersi e morbide colline che caratterizzano il paesaggio di una regione plurale che sembra sfuggire ad ogni definizione.

42 opere da prestigiosi musei italiani e importanti collezioni private

Scipione, “Collepardo (Il paese delle baie)”, 1929. Courtesy Fondazione Cassa di Risparmio-Museo Palazzo Ricci, Macerata

Il percorso espositivo, suddiviso tra Palazzo Montani Antaldi e il Centro Arti Visive Pescheria, presenta una quindicina tra dipinti e disegni di ciascun artista, per un totale di 42 opere, provenienti da prestigiosi musei italiani come il MART di Rovereto, la Galleria Civica di Modena e la GAM di Torino, e alcune importanti collezioni private.

I tre artisti nel percorso espositivo della mostra

Scipione è rappresentato da rari olii su tavola come “Il Colosseo” (1931), l’”Autoritratto” (1927-28) e soprattutto il “Profeta in vista di Gerusalemme” (1930), che viene esposto al pubblico per la prima volta dopo quarant’anni, accompagnati da alcuni disegni come la “Flagellazione” (1929) e il “Cardinale Vannutelli sul letto di morte” (1930).

Di Osvaldo Licini si potranno ammirare alcuni importanti dipinti come “La sera (Grande)” (1950), “Amalasunta occhio giallo” (1950), “Amalasunta con trombetta su fondo giallo” (1949) e “Gli Amanti” (1953) ai quali si accompagnano numerosi disegni, tra i quali “Olandese Volante” (1956) e “La Patetica” (1950).

Il particolare rapporto tra Enzo Cucchi e le Marche viene documentato da capolavori come “Paesaggio Barbaro” (1983), “Quadro minore marchigiano” (1979), “Quadro Santo” (1980), e “Carro di fuoco” (1981), accostati ad alcuni disegni giovanili di notevole intensità, come Disegno col pane (1978).

Dal testo di Ludovico Pratesi nel catalogo Skira:

Enzo Cucchi, “Quadro minore marchigiano”, 1979. Courtesy Collezione d'Ercole, Roma

«Una rassegna complessa e impegnativa – scrive Ludovico Pratesi –, che vede Pesaro come ideale punto di congiunzione tra Macerata, città natale di Scipione, Monte Vidon Corrado, il borgo natio di Licini in provincia di Ascoli Piceno, e Ancona, patria di Enzo Cucchi.
Grazie a loro la Pescheria e il palazzo Montani Antaldi, prestigiosa sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, diventano magici spazi dove far incontrare Cardinal Decani e Amalasunte, Angeli Ribelli e Paesaggi Barbari, Olandesi Volanti e Carri di Fuoco.»

Il catalogo della mostra, edito da Skira, contiene un’introduzione della storica dell’arte Maria Teresa Benedetti, i saggi dei tre curatori e le riproduzioni fotografiche di tutte le opere presenti in mostra.

Leggi la presentazione di Ludovico Pratesi e Maria Teresa Benedetti
Leggi il testo critico di Francesca Morelli su Scipione
Leggi il testo critico di Federica Pirani su Osvaldo Licini
Leggi il testo critico di Ludovico Pratesi su Enzo Cucchi

    Scheda Tecnica

  • “Il segno marchigiano nell’arte del Novecento”. Scipione, Licini, Cucchi
    dal 12 luglio al 14 settembre 2008
    Inaugurazione: 12 luglio, ore 18.30
  • Curatori:
    Francesca Morelli (Scipione), Federica Pirani (Osvaldo Licini), Ludovico Pratesi (Enzo Cucchi)
  • Sedi espositive (Pesaro):
    Centro Arti Visive Pescheria, Corso XI Settembre 184
    Palazzo Montani Antaldi (Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro), via Passeri 72
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 17.30-19.30 e 21-23; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    Skira
  • Organizzazione:
    Centro Arti Visive Pescheria
  • Sponsorpool:
    Bertozzini, Industriepica, Arredibar, Arturo Mancini, Hotel Savoy, Gamba, Isopak, Generali, Biofox, Lancia srl
  • Info:
    Centro Arti Visive Pescheria
    Tel. 0721 387653
    centroartivisive@comune.pesaro.ps.it

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