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Aligi Sassu, "Battaglia (la morte di Patroclo)", 1936, olio su tela, cm 84x105

SPECIAL / Mediterraneo: il percorso tematico

La mostra di Marsala si snoda attraverso cinque temi paradigmatici: enigma, origine, attesa, sospensione, disagio. Una concatenazione lungo la quale, non di rado, si spostano i medesimi artisti

a cura di Redazione, il 12/07/2008

È il 1919 quando Alberto Savinio racconta ne "La regina di Napoli¡", all'interno della rivista Valori Plastici, il suo viaggio a Parigi «Ritto a poppa come Orfeo incantatore, il mondo s'incantava intorno a me». Il paragone con Orfeo è carico di simbologie e suggestioni: Orfeo, colui che è tornato tra i vivi dopo aver visitato il regno dei morti, naviga sulla Senna nel cuore di una Europa lacerata e dolente per gli esiti della Grande Guerra appena conclusa.

Due generazioni di artisti impegnati nella rivisitazione dell'eredità antica

Massimo Campigli, “Portatrici d’acqua”,1931, olio su tela, cm 55x38

A partire dall'immediato dopoguerra, due generazioni si incastrano in questa continua rivisitazione dell'eredità antica, in un dibattito culturale fitto di citazioni, prestiti e rimandi iconografici che coinvolge le più diverse anime delle avanguardie di quegli anni, da de Chirico a Sironi da Carrà a Guttuso.

L'esposizione individua così, nel dibattito culturale di quel periodo, una serie di seduzioni tra loro concatenate eppure ambivalenti: dalla tensione arcaicizzante del primo dopoguerra sino all'inquietudine generazionale che, dalla metà degli anni Trenta, investe miti e figure di una nuova carica ansiosa, dalla ricerca di una condizione "primordiale¡" all'irrompere drammatico della realtà.

La ricerca del luogo certo della tradizione e dell'origine

In Mediterraneo ritroviamo, attraverso il lavoro di grandi artisti che hanno segnato il panorama culturale degli anni '20 e '30, la ricerca del luogo certo della tradizione e dell'origine a cui tornare per sfuggire alla crisi della civiltà europea ma anche per leggere il mondo moderno in un passaggio cruciale della sua storia.

Di questi anni sono protagoniste opere come Edipo e Antigone di Alberto Savinio (1928), I Dioscuri di Aligi Sassu (1931), l'Ulisse di Arturo Martini (1935), i Manichini in riva al mare di Giorgio de Chirico (1925-1926), sino ai Bagnanti di Fausto Pirandello (1939), dove, nell'imminenza della guerra, uno dei temi canonici del ritorno al Mediterraneo diventa una scena di naufraghi.

Il Convento del Carmine dopo l'intervento di recupero e valorizzazione

Fausto Pirandello, “Mater familias”, 1935, olio su tavola, cm 70x50

Ad ospitare la prestigiosa rassegna "Mediterraneo" è ancora il Convento del Carmine, sede della Pinacoteca Comunale che dal 1996 accoglie tutte le manifestazioni espositive promosse dall'Ente Mostra di Pittura "Città di Marsala".

Il complesso, sito in Piazza Carmine a Marsala, appare al visitatore di oggi in tutto il suo significato storico-culturale ed architettonico grazie ad un profondo intervento di recupero e valorizzazione voluto nel 1984 dall'amministrazione comunale e dal Rotary Club di Marsala, città che si è arricchita così di un prestigioso luogo espositivo dedicato all'arte moderna e contemporanea.

Tutto l'intervento è stato rivolto a bilanciare la legittima volontà di un moderno e funzionale riutilizzo, con la superiore necessità del rispetto dell'essenza storica del manufatto, le cui molteplici anime affioravano nei vari brani architettonici, di varie epoche e di diverse valenze, ma che tuttavia si intrecciavano in un'unità storica che viveva della sua, alle volte casuale e pittorica, bellezza.

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