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Giorgio de Chirico, Manichini in riva al mare,1925-26, olio su tela, cm 92x73

MEDITERRANEO

Al Convento del Carmine di Marsala una straordinaria rassegna che documenta, attraverso oltre 70 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, le “Mitologie della figura nell’arte italiana tra le due guerre”

a cura di Angelo Pinti, il 12/07/2008

Inaugura domenica 13 luglio, al Convento del Carmine di Marsala, “Mediterraneo, mitologie della figura nell’arte italiana tra le due guerre”, una mostra che ripercorre il processo di reinvenzione e rivisitazione di antichi miti e simboli come risposta alla crisi della civiltà europea a cavallo delle due guerre mondiali. L’esposizione è a cura di Sergio Troisi.

Un seguito ideale delle mostre dedicate all’arte in Sicilia negli anni ‘30 e a “Les italiens de Paris”

Prosecuzione ideale del percorso iniziato dall’Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea città di Marsala con le mostre dedicate all’arte in Sicilia negli anni Trenta e a “Les italiens de Paris” (Cagli, Mirko, Paresce), “Mediterraneo” consente di ammirare fino al 5 ottobre 2008 oltre 70 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di artisti del calibro di: Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Arturo Martini, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Giuseppe Capogrossi, Mario Mafai, Antonietta Raphaēl, Emanuele Cavalli, Corrado Cagli, Alberto Savinio.

Arturo Martini, “Ulisse”, 1935, bronzo,cm 57x23x27

Alla ricerca di un “centro perduto” dopo i disastri della guerra

Dalla ripresa della mitologia antica delle opere di de Chirico e Savinio, al “ductus” drammatico del giovane Guttuso, dal primitivismo nelle sculture di Lucio Fontana alla maniera ansiosa della pittura di Corrado Cagli, l’esposizione siciliana ci riporta alla ricerca di un “centro perduto” dopo i disastri della guerra attraverso la reinvenzione e la sperimentazione dei modelli classici che coinvolgono due generazioni di artisti.

I cinque temi di fondo dell’esposizione

Cinque i temi paradigmatici attraverso cui la mostra si snoda: enigma, origine, attesa, sospensione, disagio, che non valgono come posizioni separate, ma al contrario come una concatenazione lungo la quale, non di rado, si spostano i medesimi artisti.

Protagonisti delle opere figure come “Oreste e Elettra” di Alberto Savinio, 1930, “I Dioscuri” di Aligi Sassu, 1931, o “Il Laoconte” di Arturo Martini, 1935 e Orfeo nume tutelare e soggetto emblematico per il tema del ritorno, colui che torna a visitare il mondo dei vivi dopo aver camminato per quello dei morti.

La tradizione a cui tornare per sfuggire alla crisi della civiltà europea

Renato Guttuso, Studio per “Fuga dall’Etna”, 1938, olio su carta intelata, cm 99x180

Sarà il Mediterraneo con i suoi miti e i suoi segni tradizionali a far da sfondo alla ricerca del luogo certo della tradizione e dell’origine a cui tornare per sfuggire alla crisi della civiltà europea.
Ad ospitare la prestigiosa rassegna ancora il Convento del Carmine sede della pinacoteca comunale che dal 1996 accoglie tutte le manifestazioni espositive promosse dall’Ente Mostra città di Marsala.

    Scheda Tecnica

  • “Mediterraneo. Mitologie della figura nell’arte italiana tra le due guerre”
    dal 13 luglio al 5 ottobre 2008
    Inaugurazione: 13 luglio, ore 18.30
  • Curatore:
    Sergio Troisi
  • Convento del Carmine
    Marsala (Trapani), Piazza Carmine
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-13 e 18-20; lun chiuso
  • Biglietti:
    € 1
  • Catalogo:
    Sellerio
  • Organizzazione:
    Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea “Città di Marsala“
  • Info:
    Tel. (+39) 0923 711631 - Fax (+39) 0923 713822
    Pinacoteca di Marsala
    info@pinacotecamarsala.it

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