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Aligi Sassu, Cavallino marino, 1939, scultura in maiolica, 27x23x25 cm

IL GRAN FUOCO DI ALIGI SASSU

Il Museo delle Ceramiche di Castelli ospita, curata da Gian Carlo Bojanni e Alfredo Paglione, una raffinata selezione di duecento opere del maestro milanese provenienti dalla collezione Alfredo e Teresita Paglione

a cura di Valentina Redditi, il 16/07/2008

Accolta nelle sale dedicate all’artista lombardo del Museo delle Ceramiche di Castelli (Te), inaugura il prossimo 17 luglio 2008 la grande mostra dal titolo “Il gran fuoco di Aligi Sassu”, dove sarà possibile ammirare straordinarie opere in ceramica e le sculture in bronzo provenienti dalla collezione Alfredo e Teresita Paglione.

Tra i duecento capolavori in esposizione, spiccano opere come“Cavallino marino”, l’opera ceramica più importante di Aligi Sassu e l’ ”Arlecchino azzurro”, di cui si presentano anche i relativi esemplari in bronzo; il servizio da tavola “I cavalli del mare” in blu Vecchia Savona; l’alzata e le quattro zuppiere policrome con scene di cavalli e palafrenieri e i grandi piatti (14 pezzi unici) con scene di “cavalli” e “maison tellier” che nel 2009 troveranno una collocazione stabile e definitiva.

Dal 2009 nuova casa per l'intera collezione Paglione

L’esposizione, infatti, è il primo appuntamento per poter ammirare queste splendide opere che, nel 2009, insieme all’intera collezione di Alfredo e Teresita Paglione, troveranno spazio presso la Chiesa della Madonna degli Angeli, attigua al Museo, dove saranno collocate in permanenza: una sede prestigiosa per i lavori di un artista che a lungo si è confrontato con il tema del sacro, in una città di antica tradizione della ceramica dove Aligi Sassu, come ha più volte espresso all’amico e cognato Alfredo Paglione, avrebbe voluto realizzare alcune delle sue opere.

Aligi Sassu, Cavalli Innamorati, 1988, Bronzo, h. cm. 69

Il rapporto tra Alfredo Paglione e Aligi Sassu

Un rapporto privilegiato, dunque, quello fra Alfredo Paglione e Aligi Sassu: oltre quarant’anni di amicizia e stima professionale. Insieme si recano nel 1958 ad Albisola, da sempre uno dei centri più importanti e di tradizione nel panorama della ceramica d’arte in Europa ed anche, luogo d’incontro di numerosi poeti fra cui Tullio Mazzotti, Salvatore Quasimodo, Enzo Fabiani; scrittori quali Mario De Micheli e Milena Milani, artisti italiani e stranieri fra cui Lucio Fontana, Enrico Baj, Luigi Broggini, Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Salvatore Fancello, Emilio Scanavino, Karel Appel, Corneille, Asger Jorn, Wilfredo Lam.

La genesi delle ceramiche di Sassu

Nel clima mitteleuropeo di quegli anni nascono le ceramiche di Sassu della collezione Paglione che rivelano l’operosità del Maestro nell’ambito di questo settore; un lavoro senza soluzione di continuità, dove Sassu coniuga indistintamente la serialità di certe soluzioni “produttive” - i servizi da tavola e le serie di piatti in terraglia dipinti in policromia - e le opere uniche, grandi piatti o sculture in maiolica o terracotta.

Le grandi opere di Sassu, dal “Cavallino marino” ai grandi piatti

Il lavoro e le influenze di un importante centro della ceramica del Novecento come è stata Albisola Marina, sono testimoniate da opere di grande valore artistico come il Cavallino marino (1939) e il servizio da tavola I cavalli del mare in blu “Vecchia Savona” del 1949, realizzati entrambi nella manifattura Ceramica Mazzotti del futurista Tullio d’Albisola.

Il Cavallino marino è considerata l’opera ceramica più importante di Aligi Sassu, sia per il suo dinamismo plastico sia perché rappresenta l’inizio dell’impegno artistico del Maestro con il “gran fuoco”. Il servizio da tavola I cavalli del mare in blu “Vecchia Savona” del 1949 segna il consolidamento della passione per la ceramica e l’unione con il centro di Albisola dove, il gruppo di artisti che la frequentano, lasciano una profonda traccia nell’opera ceramica del maestro.

Aligi Sassu a lavoro ad Albissola negli anni Cinquanta

Sublimi per bellezza, cura nei materiali e nella lavorazione e temi rappresentati sono i grandi piatti: pezzi unici in maiolica in cui il Maestro fissa quelle poetiche e quell’estetica segni inconfondibili di una cifra stilistica davvero unica. Un immaginario fantastico come nelle opere Cavalli in amore, 1948; I cavalli di Nettuno, 1949 o delle “maison tellier” Nuda sul letto, 1949, La bella sui cuscini, 1949 e Maison Tellier ,1949.

Le sculture in terracotta e maiolica

Notevole è la ricercatezza formale di alcune soluzioni artistiche nelle sculture in terracotta il Cavallo di Nettuno (1939) e i Cavalli innamorati (1948) ed in quelle in maiolica I cavalli in amore (1948) e l’Arlecchino azzurro (1950). Del tutto particolare è il suo approccio con le forme “classiche” della ceramica. I piatti modanati e le zuppiere policrome per i servizi da tavola sono veri e propri gioielli di arte applicata all’oggetto d’uso domestico. Nelle zuppiere, soprattutto, Sassu sembra liberarsi dai vincoli del quadro; qui la sua pittura, anche se irrequieta, sembra essere più fresca.

Il catalogo edito da Vallecchi

Il catalogo della mostra “Il gran fuoco di Aligi Sassu”, a cura di Gian Carlo Bojani e Alfredo Paglione, è edito da Vallecchi, con testi di Gian Carlo Bojani, Giovanni Giacomini, direttore del Museo delle ceramiche di Castelli, di Cecilia Chilosi ed Antonella Ravagli; gli apparati critici sono di Massimiliano Cecconi.

Scheda tecnica

  • "Il gran fuoco di Aligi Sassu" dalla collezione Alfredo e Teresita Paglione
    dal 17 luglio al 12 ottobre 2008
  • Curatori:
    Giancarlo Bojani, Alfredo Paglione
  • Museo delle Ceramiche di Castelli
    Castelli (Te), Contrada Convento
  • Orario di apertura:
    lun-dom; ore 10-13 e 15-19
  • Catalogo:
    edizioni Vallecchi
  • Info:
    Tel. (+39) 0861979398
    giovannigiacomini@libero.it

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